epa13235112 Soldati Houthi a bordo di un pick-up durante un pattugliamento a Sana'a, nello Yemen, il 12 settembre 2026 EPA/YAHYA ARHAB EPA

13 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Yemen, forze governative hanno perso 500 soldati in un mese

Più di 1.400 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti in sole 24 ore. È quanto dichiarano le autorità locali, mentre le forze Houthi rafforzavano il loro controllo sulla costa del Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb, di vitale importanza strategica

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13 settembre 2026

Ben Gvir contro i registi di Naza

“A coloro che diffamano i nostri eroici combattenti, che rischiano la loro vita affinché possiamo vivere in pace e sicurezza, io dico: voi siete una vergogna e un disonore per l’intero popolo d’Israele. Andatevene”. E’ la dura reazione del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir nei confronti di Rachel Szor e Yuval Abraham, i registi del film Naza, che a Venezia ha ricevuto un Premio Speciale della Giuria. In un post su X ha parlato di “danno collaterale, diretto contro il popolo d’Israele”. “Sono sicuro che i vostri amici, i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte!”, ha aggiunto.

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13 settembre 2026

Israele e Libano si incontreranno a Roma in ottobre

Israele e Libano si incontreranno a Roma in ottobre per discutere un accordo di sicurezza mediato dagli Stati Uniti inteso ad allentare le ostilità lungo il confine, ha detto a Reuters un funzionario del Dipartimento di Stato.

La continua attuazione dell’accordo “resta l’unico meccanismo praticabile per ripristinare la sovranità del Libano e la sicurezza di Israele”, ha affermato il funzionario, aggiungendo che gli ambasciatori libanese e israeliano si incontreranno a Washington la prossima settimana.

Il settimo round di negoziati nella capitale italiana si è concluso ad agosto senza una svolta su questioni territoriali chiave.

Hezbollah e Israele sono tornati in guerra il 2 marzo nel contesto del più ampio conflitto regionale.

L’esercito israeliano sta occupando quella che descrive come una “zona cuscinetto” a circa 10 km (6 miglia) in Libano lungo l’intera lunghezza del confine israeliano. I funzionari israeliani affermano che la zona è necessaria per proteggere le comunità del nord di Israele dagli attacchi lanciati da Hezbollah.

13 settembre 2026

Turchia accusa Israele di voler destabilizzare la Siria

Il ministro degli Esteri della Turchia, Hakan Fidan, accusa Israele di tentare di destabilizzare la Siria attraverso i suoi ripetuti attacchi contro il Paese. Le sue dichiarazioni, scrive The Times of Israel, giungono durante una visita a Damasco, dove il suo omologo siriano Asaad al-Shaibani afferma che il Paese resta impegnato nella diplomazia, consapevole delle conseguenze della guerra.

Il mese scorso, Israele ha bombardato la base aerea in disuso di Abu Duhur, nel Nord-Ovest della Siria, sostenendo di voler impedire lo schieramento di truppe turche nella struttura. Ankara ha smentito qualsiasi visita al sito.

13 settembre 2026

Yemen, forze governative hanno perso oltre 500 soldati in un mese

Le forze governative yemenite hanno perso più di 500 soldati in un mese di combattimenti con i ribelli Houthi sulla costa occidentale del Mar Rosso. Lo hanno riferito le Forze di resistenza nazionale yemenite.

“Più di 500 dei nostri combattenti sono morti e circa 1.500 sono rimasti feriti nel corso dei feroci combattimenti con il gruppo Ansar Allah (Houthi) durante le operazioni militari sui fronti della costa occidentale dello Yemen tra il 9 agosto e il 10 settembre”, hanno dichiarato sul loro canale Telegram.

I militari yemeniti hanno affermato di aver contenuto l’offensiva per quasi tre settimane, dopo che il movimento Ansar Allah aveva trasferito sulla linea del fronte rinforzi e contingenti consistenti.

Il giorno precedente, Hezam al-Asad, membro dell’ufficio politico del movimento Ansar Allah, che governa il nord dello Yemen, aveva dichiarato che le forze Houthi avevano esteso il loro controllo a tutte le città vicine allo stretto di Bab el-Mandeb e alla costa occidentale del Mar Rosso.

Questa immagine, tratta da un video senza data diffuso sabato 12 settembre 2026 dall’Ufficio Stampa di Ansar Allah, il braccio mediatico dei ribelli Houthi dello Yemen, mostra combattenti Houthi che ispezionano quella che il gruppo definisce una postazione abbandonata durante la loro avanzata contro le forze sostenute dall’Arabia Saudita in una località non specificata nel sud dello Yemen. (Ufficio stampa di Ansar Allah tramite AP)

13 settembre 2026

Media Houthi: raid sauditi in tre distretti nel nord dello Yemen

La Sanaa Almasirah TV, affiliata agli Houthi, ha riferito di due attacchi aerei e di colpi di artiglieria in tre distretti della provincia yemenita di Saada, al confine con l’Arabia Saudita e roccaforte dei combattenti antigovernativi filo-iraniani. “Aerei sauditi hanno effettuato due attacchi aerei contro i distretti di Sahar e Baqim”, ha riferito l’emittente, aggiungendo che pochi minuti prima aveva segnalato “colpi di artiglieria” nel distretto di confine di Monabbih.

epa13235108 Soldati Houthi pattugliano Sana'a, nello Yemen, il 12 settembre 2026. EPA/YAHYA ARHAB

13 settembre 2026

Kushner: sfruttato isolamento Israele per accordo su Gaza

In un intervento da remoto a una conferenza sulla sicurezza in Ucraina, Jared Kushner, consigliere senior e genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato che l’amministrazione americana ha sfruttato l’“isolamento globale” di Israele seguito all’attacco dello scorso anno contro i leader di Hamas a Doha per favorire il raggiungimento di un accordo sul cessate il fuoco e sugli ostaggi con il gruppo armato che governa Gaza.

“Israele ha effettuato l’attacco a Doha, che è stata una cosa terribile. L’operazione militare è fallita e questo ha portato Israele a essere isolato a livello globale. Noi abbiamo sfruttato questa situazione per spingerli a raggiungere un accordo che oggi sono piuttosto soddisfatti di aver concluso”, ha dichiarato Kushner, “Ma alla fine si è rivelato positivo per loro e positivo per la popolazione di Gaza”.

13 settembre 2026

Trump: la questione iraniana si risolverà dopo le elezioni di midterm

La questione iraniana si risolverà “dopo le elezioni di metà mandato”, previste a novembre. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i media al suo golf club di Doonbeg, in Irlanda. “L’Iran vuole disperatamente un accordo e continua a chiamare”, ha aggiunto.

13 settembre 2026

Libano, Ft: Parigi e Beirut chiedono estensione missione Unifil

La Francia e il Libano stanno premendo affinché possa essere estesa, oltre la fine dell’anno, la missione di pace dell’Unifil nel sud del territorio libanese. Lo ha riportato il Financial Times, mentre Israele si oppone al proseguio della missione della forza di pace delle Nazioni Unite e continua a controllare territori nel Libano meridionale e Hezbollah respinge gli appelli al disarmo.

Secondo il Financial Times, nei giorni scorsi il Libano ha comunicato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che porre fine al mandato della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano il 31 dicembre sarebbe “prematuro” e ha chiesto che l’attuale accordo venga prorogato per un periodo limitato.

13 settembre 2026

Sharif a colloquio con Bin Salman, condanna gli attacchi degli Houthi

Il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, durante la quale ha ribadito la condanna da parte di Islamabad degli attacchi Houthi. “Ho ribadito la ferma condanna del Pakistan per i recenti raid Houthi contro infrastrutture civili ed economiche nel Regno e ho espresso la nostra piena solidarietà alla leadership saudita e ai nostri fratelli e sorelle sauditi”, scrive Sharif su X.

Secondo il premier, tali attacchi minacciano la stabilità regionale e potrebbero avere ripercussioni ben oltre il Medio Oriente. “Azioni così sconsiderate minacciano la pace e la stabilità della regione, con gravi conseguenze per l’economia globale e la sicurezza energetica”, ha detto, elogiando la leadership del principe ereditario saudita in “questi tempi difficili”.

13 settembre 2026

Trump: “me ne frego” della riunione di domani tra Paesi del Golfo e Teheran

«Me ne frego». Così il presidente americano, Donald Trump, ha commentato la notizia della riunione prevista domani in Oman tra l’Iran e in Paesi del Golfo. «Sono affari loro», ha aggiunto, rispondendo ai giornalisti che hanno posto domande mentre il tycoon in Irlanda sta assistendo a un torneo di golf.

A proposito della guerra in Medio Oriente, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito quanto dichiarato ieri, ossia di aspettarsi la fine del conflitto con l’Iran entro la fine dell’anno, forse subito dopo le elezioni di metà mandato previste a novembre negli Stati Uniti, con conseguente calo dei prezzi del petrolio. «La guerra con l’Iran finirà subito dopo, forse anche prima, ma finirà subito dopo le elezioni di metà mandato. Il prezzo della benzina crollerà».

13 settembre 2026

Stop ad oleodotto saudita minaccia perdita del 4% dell’offerta globale di petrolio

L’Arabia Saudita esaurirà le proprie scorte di petrolio destinate all’esportazione se non riattiverà entro pochi giorni il suo principale oleodotto verso il Mar Rosso (colpito nei giorni scorsi da droni provenienti dall’Iraq), con una conseguente perdita fino al 4% dell’offerta globale, secondo acquirenti di petrolio saudita e operatori del settore. Lo scrive la Reuters sul proprio sito. Un’ulteriore riduzione dei flussi sauditi aggraverà la carenza globale di approvvigionamenti, che ha già spinto i prezzi dei carburanti ai massimi storici, alimentato l’inflazione in tutto il mondo e portato i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi ai livelli più elevati dalla crisi finanziaria del 2008.

Da quando gli attacchi con droni hanno costretto l’Arabia Saudita a chiudere venerdì il suo enorme oleodotto che attraversa il Paese da est a ovest, Riad non ha fornito informazioni dettagliate sull’entità dei danni né su quanto tempo resterà fuori servizio. Le fonti che hanno parlato con Reuters hanno fornito stime diverse: una ha affermato che i danni potrebbero richiedere da cinque a sei settimane per essere riparati, mentre un’altra ha detto che l’oleodotto potrebbe essere ripristinato prima e potrebbe riprendere a pompare parzialmente anche mentre i lavori di riparazione sono ancora in corso. Negli ultimi sei mesi, l’oleodotto che attraversa il deserto della Penisola Arabica ha risparmiato all’Arabia Saudita gran parte delle conseguenze della chiusura, a causa della guerra, dello Stretto di Hormuz, che ha paralizzato le esportazioni dei Paesi vicini. Il maggiore esportatore mondiale ha usato l’oleodotto per deviare circa 4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4% dell’offerta globale, verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso.

13 settembre 2026

Russia: in Yemen vediamo rischio di una significativa escalation

La Russia vede il rischio di una significativa escalation della situazione in Yemen e ritiene che sia necessario stabilizzare la situazione nel Paese. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“Al momento la situazione è fortemente destabilizzata e comporta il rischio di una significativa escalation. La cosa più importante ora è stabilizzare la situazione”, ha affermato Peskov.

La destabilizzazione della situazione in Yemen rappresenta una minaccia per l’economia globale, ha dichiarato il portavoce ai giornalisti.

13 settembre 2026

Nyt: falchi Teheran lanciarono raid a luglio senza autorizzazione

Secondo quanto riportato dal New York Times, all’inizio di luglio un gruppo di ’falchi’ all’interno delle forze armate iraniane lanciò attacchi contro navi a Hormuz senza il consenso dei leader iraniani, né tantomeno del capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ponendo di fatto fine agli sforzi di pace tra Iran e Stati Uniti. Il Nyt, citando funzionari iraniani in forma anonima, descrive in dettaglio come il presidente iraniano Masoud Pezeshkian rimase sorpreso dall’attacco. A quel punto Pezeshkian avrebbe effettuato una telefonata descritta come “furiosa” al capo delle Guardie Rivoluzionarie, il generale Ahmad Vahidi, il quale gli avrebbe risposto di non aver autorizzato gli attacchi né di esserne stato a conoscenza in anticipo. Anche il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non sarebbe stato a conoscenza degli attacchi. Secondo le fonti, l’incidente avrebbe scatenato alcuni dei dissidi più aspri tra i leader iraniani degli ultimi anni, con diversi di loro avrebbero minacciato di dimettersi. A capo di questa fazione integralista secondo il giornale americano ci sarebbe il religioso Hossein Taeb, recentemente nominato a capo della milizia Basij ed ex capo dei servizi segreti delle Guardie Rivoluzionarie.

13 settembre 2026

Libano, media: «Nuovi raid di Israele nel sud»

L’esercito israeliano ha condotto nuovi attacchi aerei nei pressi della collina di al-Dabsha, nel Libano meridionale. Lo riferisce l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che le Idf hanno colpito l’area alla periferia del distretto di Nabatieh due volte in meno di 30 minuti.

13 settembre 2026

Yemen: forze governative e saudite colpiscono posizioni Houthi nel Paese

Le forze governative yemenite stanno cercando di riconquistare il territorio vicino alla città di Mocha dagli Houthi, attraverso raid aerei, dopo che i caccia sauditi hanno bombardato diverse aree cadute sotto il controllo dei ribelli di Ansar Allah, comprese le province centrali e il nord del Paese, nel tentativo di impedire ulteriori avanzate degli Houthi. Le aree controllate dal governo, come Madhab, sono una roccaforte, considerata il fulcro economico dello Yemen. Chi le controlla, controlla le entrate del Paese. Finora gli Houthi non sono riusciti a conquistare la città. Ma si segnalano scontri alla periferia di Madhab, a nord-est della capitale yemenita Sana’a. Nel frattempo, nel sud del Paese, si sono verificati attacchi contro le postazioni militari degli Houthi a Taiz. La strategia del gruppo yemenita è quella di agire furtivamente, conquistando territori, allestendo bunker sotterranei e poi evacuando la zona per evitare i raid aerei sauditi.

13 settembre 2026

Mokha e Bab el-Mandeb: la crisi yemenita diventa una questione europea

Milizie Houthi mobilitate prima dell’offensiva APN

Gli ultimi sviluppi militari lungo la costa occidentale dello Yemen meritano di essere osservati con una prospettiva più ampia di quella strettamente legata al conflitto interno del Paese. Mokha non è soltanto una città portuale yemenita. E Bab el-Mandeb non è semplicemente uno stretto situato all’estremità meridionale del Mar Rosso. Ciò che accade oggi in quest’area riguarda direttamente la sicurezza delle rotte che collegano l’Oceano Indiano al Mediterraneo, il funzionamento del Canale di Suez, gli interessi economici dell’Egitto, la sicurezza energetica europea e, inevitabilmente, anche l’Italia. Dopo giorni di combattimenti nelle province di Hodeida e Taiz, le forze Houthi hanno esteso la propria presenza verso Sud, fino a Mokha, mentre le forze governative e quelle ad esse alleate hanno riposizionato parte delle proprie unità verso l’area di Dhubab, ancora più vicina allo stretto di Bab el-Mandeb. Le ultimissime notizie raccontano di truppe houthi nella periferia della stessa Dhabab. Al di là delle interpretazioni militari e delle versioni fornite dalle parti, il dato strategicamente rilevante è evidente: il centro di gravità del confronto yemenita si sta spostando verso uno dei corridoi marittimi più sensibili del mondo.

13 settembre 2026

Attacco a una nave mercantile iraniana a Hormuz: un morto e tre feriti

Secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, citata da Al Jazeera, un’imbarcazione mercantile iraniana è stata speronata vicino all’isola di Hengam e alla costa di Shib Deraz, sull’isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, provocando un morto e tre feriti. Lo ha dichiarato il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri. Al momento non è stata specificata né rivendicata la provenienza dell’attacco.

13 settembre 2026

Chiuso l’oleodotto chiave, Riad nella morsa delle milizie filo-iraniane

Riad, Arabia Saudita. (AdobeStock)

Si infiamma la crisi nel Golfo, dove Riad è stata costretta a chiudere provvisoriamente l’oleodotto chiave Est-Ovest dopo un attacco con droni provenienti dall’Iraq, terreno franco per milizie filo-Teheran che fanno parte dell’Asse della resistenza iraniana. Come gli Houthi nello Yemen. Il raid, che ha causato alcuni feriti e danni ancora in fase di valutazione, non è stato rivendicato. Ma Donald Trump, volato in Irlanda per un torneo di golf in uno dei suoi resort, ha già puntato il dito contro gli ayatollah, affermando che probabilmente l’Iran è responsabile dell’attacco.

Il tycoon ha anche ribadito che la guerra in Iran finirà dopo le elezioni di Midterm, quando i prezzi del petrolio crolleranno, e ha lasciato intendere che non interverrà contro i ribelli yemeniti nonostante la loro conquista dello stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.

13 settembre 2026

Houthi conquistano isola strategica di Mayyun nel Mar Rosso

Gli Houthi hanno conquistato la strategica isola di Mayyun, nota anche come isola di Perim, consolidando così il loro controllo sullo stretto di Bab al-Mandeb. I ribelli yemeniti sono entrati in possesso anche equipaggiamenti militari di fabbricazione statunitense sequestrati, per un valore di milioni di dollari.

13 settembre 2026

Donna incinta uccisa a Gaza, Brics denunciano violenze e chiedono accesso umanitario

I familiari in lutto palestinesi pregano davanti alla salma di Muhammad Yazouri, ucciso giovedì sera in un attacco aereo israeliano, durante il suo funerale a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, venerdì 11 settembre 2026. (AP Photo/Jehad Alshrafi)      Associated Press/ LaPresse Solo l’Italia e la Spagna APN

Una donna incinta è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita dalle forze israeliane tre giorni fa nel sud di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Secondo i dati di ’Un Women’ citati dalla stessa fonte, riporta Al Jazeera, la guerra a Gaza ha ucciso più di 38mila donne e ragazze, mentre altre 11mila hanno riportato ferite che provocheranno disabilità permanenti. Intanto, secondo fonti mediche, nella Striscia sono in aumento gli aborti spontanei.

Di fronte allo stillicidio quotidiano di morti e feriti suonano beffarde le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Abbiamo spento l’incendio e riportato indietro tutti gli ostaggi. In questo momento a Gaza sta succedendo ben poco», ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti in Irlanda. «È incredibile. I genitori degli ostaggi morti sapevano che erano morti. Volevano riavere i loro figli o le loro figlie e alla fine li abbiamo riportati indietro tutti», ha aggiunto. «Se guardate a Gaza, in questo momento si stanno creando molti buoni rapporti. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro», ha concluso Trump, definendo “straordinari” gli sforzi statunitensi nella Striscia.

13 settembre 2026

Yemen: media, circa 1.400 persone scappate verso Gibuti

Più di 1.400 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti in sole 24 ore. È quanto dichiarano le autorità locali, mentre le forze Houthi rafforzavano il loro controllo sulla costa del Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb, di vitale importanza strategica.

Il ministro dell’economia e delle finanze di Gibuti, Ilyas Moussa Dawaleh, ha rivelato la cifra in un post su X, scrivendo che i rifugiati erano arrivati “dallo Yemen in sole 24 ore”. L’ondata migratoria aggrava ulteriormente la crisi degli sfollati in Yemen, dove, secondo le Nazioni Unite, almeno 76.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case da luglio, un numero quadruplicato nell’ultima settimana a causa della ripresa dei combattimenti. I combattenti Houthi, alleati dell’Iran e che già controllano una porzione significativa del nord dello Yemen, tra cui la capitale Sana’a e la città occidentale di Hodeida, hanno avanzato rapidamente lungo la costa del Paese negli ultimi giorni.

13 settembre 2026

Houthi, colpita con missili e droni base militare saudita

I combattenti Houthi hanno dichiarato oggi di aver utilizzato droni e missili per attaccare una base militare nel sud dell’Arabia Saudita, mentre la ripresa degli scontri con le forze governative yemenite ha costretto un numero crescente di civili alla fuga. Il portavoce militare Houthi Yahya Saree su X fa sapere che l’attacco alla base meridionale di Sharurah ha preso di mira “depositi di armi e centri di comando e controllo che gestiscono l’aggressione contro la nostra nazione e il nostro popolo”, La data dell’operazione non è stata specificata. Gli scontri si sono intensificati questa settimana tra gli Houthi, alleati dell’Iran, e le forze governative yemenite, sostenute da Riyadh.

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