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Hotel, ristorazione e wellness, Miramis crea una piattaforma internazionale

Il gruppo integra nuovi asset a Stoccolma e prosegue lo sviluppo in Toscana, con progetti come Fattoria La Capitana. La strategia punta su destinazioni iconiche e legame con il territorio

di Rossella Savojardo

Porto Ercole

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Un’asse tra l’Italia e la Svezia. Miramis apre una nuova stagione di sviluppo e si trasforma in una piattaforma internazionale dedicata ai settori dell’hôtellerie, della ristorazione, dell’intrattenimento e del benessere. Con radici in Italia e Svezia, il gruppo di proprietà della società di investimento svedese Qarlbo AB punta a consolidare un modello di crescita selettivo, fondato su destinazioni iconiche e su un forte legame con i territori. Il progetto segna un ampliamento significativo del portafoglio: oltre agli asset già attivi in Toscana - tra cui l’hotel La Roqqa e l’Isolotto Beach Club a Porto Ercole - Miramis integrerà sotto un unico brand anche importanti strutture situate a Stoccolma, come Hasselbacken, Gasometer, Cirkus Arena e Backstage Hotel. Un’operazione che rafforza il posizionamento internazionale del gruppo e ne definisce la visione strategica.

La crescita in Italia

Con un approccio che segue la selettività, Miramis punta a sviluppare un numero limitato di destinazioni, ciascuna progettata con una prospettiva di lungo periodo e con l’obiettivo di valorizzare il contesto locale. In Toscana, la crescita prosegue con nuovi progetti. A Magliano sono stati avviati i lavori per Fattoria La Capitana, una tenuta di campagna la cui apertura è prevista nel 2027. Il progetto, firmato dall’architetto Marco Casamonti, prevede 12 suite immerse nel paesaggio rurale e un’offerta fortemente legata all’agricoltura, con produzione di olio e vino. Parallelamente, Miramis continua a investire sull’Argentario con la riqualificazione dell’Hotel Torre di Cala Piccola e il progetto di rigenerazione dell’area Ex Cirio a Porto Ercole, destinata a diventare una struttura ricettiva sostenibile e integrata nel paesaggio.

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L’espansione in Svezia

Il salto dimensionale più rilevante riguarda però la Svezia, dove il gruppo sta costruendo un ecosistema culturale e ricettivo. Tra i progetti principali spicca la trasformazione dello storico Hasselbacken, destinato a ritrovare centralità nella vita culturale di Stoccolma grazie a un rinnovato focus sulla gastronomia. A questo si affiancherà, entro il 2027, Gasometer: un’arena ricavata da un ex serbatoio industriale che ospiterà eventi immersivi e spettacoli dal vivo, inclusi quelli della Royal Swedish Opera. Il progetto rappresenta una sintesi tra architettura, musica e ristorazione, incarnando l’ambizione di Miramis di creare destinazioni integrate e non semplici strutture isolate. L’offerta culturale sarà ulteriormente rafforzata dal Cirkus, storico teatro e punto di riferimento per l’intrattenimento nei Paesi nordici, e dal Backstage Hotel, direttamente collegato all’arena e concepito come parte dell’esperienza per gli ospiti.

A guidare questa fase di sviluppo sarà Stefano Cuoco, chief executive officer del gruppo. «Miramis nasce dalla convinzione che le esperienze più significative provengano da luoghi autentici, profondamente connessi al contesto che li circonda - ha spiegato -. L’ingresso in Svezia rappresenta un passaggio naturale e un’opportunità per estendere la nostra visione, mantenendo un approccio coerente e di lungo periodo». Con questa strategia, Miramis si posiziona come un player emergente nel panorama internazionale dell’ospitalità esperienziale, puntando su un modello che integra turismo, cultura e territorio in un’unica proposta.

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