Ospitalità

Hotel, riconversioni e sviluppo guidano il mercato del lusso

Il 2025 si è chiuso con 2,5 miliardi di investimenti. Il boom continua nel 2026

di Paola Dezza

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Il 2026 si è aperto all’insegna di una ulteriore accelerata nell’interesse per il mercato dell’ospitalità. E ancora la pipeline di progetti resta diversificata per asset prime, luxury e riconversione di strutture da valorizzare in un trend inaugurato da tempo.

La crescita è sostenuta da una combinazione di fattori, dalla solidità operativa alla disponibilità di investimenti, dal forte interesse per strategie value-add alla crescita dei flussi turistici.

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Nel 2025 record di investimenti

Lo scorso anno il volume di investimenti nel comparto ha raggiunto 2,5 miliardi di euro, con una crescita significativa sul 2024 (+19%) e livelli ben superiori alla media storica (+35% sulla media a dieci anni). Secondo una ricerca di EY sul settore, che Il Sole 24 Ore può anticipare in esclusiva, le operazioni value-add hanno rappresentato ben il 62% delle transazioni complessive. EY stima un ulteriore aumento dei volumi nel 2026. Così commenta Fabio Braidotti, a capo dell’hospitality per EY in Italia.

Le strategie hanno riguardato tanto nuove costruzioni quanto riqualificazioni e conversioni di asset esistenti, con particolare attenzione agli hotel di fascia alta e ai trophy asset. È questo segmento a catalizzare l’attenzione degli investitori internazionali che competono per gli asset di maggior pregio nelle località dove si presuppone una ulteriore crescita dei flussi turistici, una tenuta delle tariffe - in molto casi ormai alle stelle - e una buona occupazione. Alcune catene italiane di piccole e medie dimensioni prendono il via (si veda articolo a lato) o consolidano la posizione, mentre i brand di gestione cercano posizioni nuove in cui approdare. A Roma si attendono le aperture, alcune in ritardo, di Mandarin Oriental, Four Seasons e Rosewood, a Venezia di realtà nuove per l’Italia come la francese Airelles alla Giudecca e ancora Orient Express Venezia dopo l’inaugurazione a Roma.

«Molti investitori oggi guardano non solo gli asset ma le società operative ed entrano così nella compagine sociale. A cascata è un moltiplicatore, una iniezione di finanza nel sistema alberghiero italiano», spiega Braidotti.

Le prime destinazioni in città

Roma, Milano, Venezia e Firenze hanno concentrato oltre metà dei volumi. Roma si è confermata il principale polo di attrazione catalizzando un quarto delle risorse investite (630 milioni di euro) grazie a operazioni di rilievo e a progetti di conversione nel centro storico. Una lieve diminuzione però rispetto al 29% del capitale totale investito nel primo semestre 2025. Milano ha intercettato una quota significativa dei flussi (16% del totale), sostenuta dal ruolo di hub finanziario e corporate, mentre Venezia ha mantenuto attrattività nel segmento luxury. Firenze resta strategica per investimenti selettivi. Ma è proprio qui che sono arrivati nuovi alberghi per i giovani, come l’Hoxton, e grandi progetti come Auberge ex Collegio alla Querce. Sul territorio il tasso di occupazione medio è del 70%, un Adr (tariffa media giornaliera) pari a 228 euro e un RevPar (ricavo per camera disponibile) di 158 euro, in crescita del 3% sul 2024.

Venezia continua a guidare l’Italia con un RevPar di 284 euro, mentre Firenze conferma un RevPar di 180 euro, anch’esso in una fase di normalizzazione. Roma e Milano seguono, entrambe con una crescita positiva (rispettivamente +4% e +5% di RevPar), sostenuta da una forte domanda internazionale e da una solida attività corporate e legata agli eventi.

Le destinazioni resort hanno contribuito a un terzo dei volumi, 822 milioni. Dopo la crescita del 2024, il comparto leisure ha mantenuto livelli di attività stabili nel 2025, con una concentrazione nelle location di fascia alta.

Focus lusso e riposizionamento

Tra le operazioni più rilevanti del periodo figurano le acquisizioni di Hotel Caesar Augustus ad Anacapri e Hotel Villa San Felice a Capri, oltre a diversi asset sul Lago di Como, tra cui Hotel Regina Olga, Residence La Cava e gli hotel Terminus e Vista Palace. Anche Hotel Hermitage a Forte dei Marmi ha contribuito a rafforzare il segmento leisure di alta gamma.

Il profilo degli investitori

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  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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