Come poeta sono sempre stato affascinato dal linguaggio di Trump, che spesso mi ricorda il teatro dell'assurdo o la poesia avanguardista, parodia della logica e della grammatica. Gli piacciono la dissociazione, i non sequitur, le ripetizioni bislacche: tecniche che in un altro contesto potrebbero sembrare esperimenti poetici.
La poesia di Trump diventa ogni giorno più dadaista, più destabilizzante. (Nella finestra accanto a quella dove scrivo sto guardando il video dove si vanta, a brandelli di frasi, del buon punteggio totalizzato in un test cognitivo usato per diagnosticare la demenza senile. Sembra Beckett).
Trump mente – oddio, almeno le volte in cui il suo linguaggio arriva a un grado di coerenza sufficiente da costituire un'affermazione falsa – ma le sue menzogne rivelano anche una profonda verità. La verità che rivelano è il totale fallimento della retorica politica americana e la necessità assoluta di un nuovo linguaggio. (Percepisco anche un momento di verità quando Trump accusa a sua volta Biden di avere la demenza senile, perché quale che sia il livello di funzionalità cognitiva di Biden, come politico rappresenta un establishment democratico in stato di senescenza avanzata).
Vi scrivo frettolosamente per dire che ho paura. Vi scrivo anche per dire che ho la speranza che da queste parti si sia smosso qualcosa, che Trump, la pandemia e la messa a nudo delle parti peggiori del razzismo americano facciano sì che nuovi linguaggi e nuove forme di organizzazione politica e sociale diventino improvvisamente possibili. E in Italia come va?
Con affetto,
Ben Lerner
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(Photo by Ulf Andersen/Getty Images)
Ben Lerner è nato nel 1979 a Topeka, in Kansas. Poeta e romanziere, è una figura centrale della letteratura americana di questi ultimi anni. Ha pubblicato tre raccolte di poesie, tre romanzi, un saggio e molti articoli sulle pagine del New Yorker, di Harper's, della Los Angeles Review of Books e di altri importanti periodici. Insegna Letteratura inglese presso il Brooklyn College. Ha vinto il Believer Book Award e il Preis der Stadt Münster für Internationale Poesie. È stato finalista del National Book Award e, quest'anno, del Premio Pulitzer per la Fiction. In Italia, sempre per Sellerio che aveva già pubblicato “Nel mondo a venire” (2015) e “Odiare la poesia” (2017), è uscito da poco il suo ultimo romanzo “Topeka School” (384 pagine, 16 euro , Traduzione di Martina Testa).