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H&M, ricavi netti 2025 in flessione del 2,7% a 21,6 miliardi di euro

Il cda proporrà all’assemblea dei soci un dividendo pari a 7,10 corone svedesi per azione (6,80 nel 2024), equivalente a circa 0,67 euro per azione.

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Esercizio debole sul fronte delle vendite per H&M nel 2025. Il gruppo svedese ha chiuso l’anno con ricavi netti in flessione a 21,6 miliardi di euro dai 22,2 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente (-2,7%) a cambi costanti. A cambi correnti la variazione è positiva per il 2%.

A livello di redditività l’utile lordo è stato pari a circa 11,5 miliardi di euro in calo dai 11,9 miliardi del 2024, con un margine lordo stabile al 53,4%. Le spese di vendita e amministrative si sono ridotte del 4%, scendendo a circa 9,8 miliardi dai 10,2 miliardi precedenti. A valute costanti, il calo è stato dell’1% su base annua. L’utile operativo è stabile a 1,7 miliardi, con un margine operativo in miglioramento all’8,1% (7,4%). Il risultato netto ha raggiunto circa 1,1 miliardi, pari a 7,58 € per azione (7,21 €). Il flusso di cassa da attività operative, dopo le variazioni del capitale circolante, è stato pari a circa 2,9 miliardi dai 3 miliardi del 2024.

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Il consiglio di amministrazione propone all’assemblea generale degli azionisti del 2026 la distribuzione di un dividendo pari a 7,10 corone svedesi per azione (6,80 l’anno precedente), equivalente a circa 0,67 euro per azione.

Il titolo ha aperto le contrattazioni in territorio negativo dopo i risultati.

Stime 2026

L’avvio del nuovo esercizio è iniziato in flessione. Le vendite del gruppo H&M nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2025 e il 31 gennaio 2026 sono attese in calo del 2% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

«Per il 2026 stimiamo che l’effetto sulle vendite derivante dall’ottimizzazione dei punti vendita tornerà leggermente positivo. Oltre agli investimenti in nuovi mercati, nuovi store e in un aggiornamento dell’esperienza del cliente in una larga parte dei punti vendita esistenti, stiamo investendo anche nella infrastruttura tecnologica. Una maggiore decision-making basata sui dati e un uso più esteso dell’intelligenza artificiale stanno migliorando la nostra precisione operativa e ci forniscono nuovi strumenti per esprimere creatività, rafforzando ulteriormente l’offerta al cliente» commenta il ceo del gruppo svedese, Daniel Ervér.

Il consiglio di amministrazione propone che l’assemblea generale degli azionisti del 2026 approvi un’autorizzazione generale che consenta al board di procedere al riacquisto di azioni proprie di classe B del gruppo.

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