In quarantena 12 dipendenti di un ospedale olandese
Una dozzina di dipendenti del centro medico universitario di Nijmegen si sottoporranno a quarantena precauzionale per sei settimane dopo una possibile esposizione all’Hantavirus.
Lo ha dichiarato l’ospedale Radboudumc citato dai media olandesi, spiegando che i lavoratori non hanno seguito lo specifico protocollo nella manipolazione del sangue e delle urine di un paziente ricoverato dal 6 maggio scorso perché risultato positivo all’infezione virale dopo aver viaggiato sulla nave da crociera Hondius.
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Delle persone che erano a bordo della nave, quattro sono in osservazione in Italia, in Veneto, Toscana, Campania e Calabria.
“Attualmente non c’è nessun allarme, non ci troviamo di fronte ad un nuovo Covid. Voglio ribadirlo con fermezza. In Italia non ci sono casi positivi”. L’hantavirus è “un virus che già conosciamo, quindi non si affaccia ora nel mondo medico sanitario.
Sicuramente esiste una variante più aggressiva, che è quella americana, che colpisce i polmoni ed è più letale. Ma la differenza fondamentale con il Covid è che ha una bassa contagiosità”. Così Mara Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, intervenuta questa mattina a Rtl 125.
“Attualmente in Italia - ha ricordato Campitiello - ci sono 4 passeggeri in sorveglianza attiva. Quando ci è stato comunicato dai Paesi Bassi che 4 passeggeri erano in Italia, di cui 2 con nazionalità italiana e 2 stranieri, ed erano presenti sul volo dove per pochi minuti è salita e poi subito scesa l’altra passeggera deceduta per antivirus, subito il ministero della Salute li ha contattati. Io stessa li ho contattati sui cellulari, mi sono assicurata che non avessero sintomi, e l’indomani, inviate le informazioni alle Regioni, sono stati presi in carico dalle Regioni di competenza, che ricordiamo sono: Campania, Calabria, Veneto e Toscana.
Attualmente sono in sorveglianza sanitaria attiva e in isolamento fiduciario che è - evidenzia Campitiello - solo titolo precauzionale perché attualmente non presentano alcun sintomo”.
L’hantavirus nel mondo
Sono 338 i casi di hantavirus attualmente documentati nel mondo, secondo la piattaforma HantavirusLIve, che pubblica i dati sulla diffusione di tutti i virus di questo tipo, compreso l’hantavirus Andes.
Risultano 145 quelli sotto osservazione in 70 Paesi. Nella mappa, alimentata dalle segnalazioni ufficiali provenienti da tutto il mondo, mancano però i dati della Cina, dove gli hantavirus sono molto diffusi.
Secondo le stime dell’Osservatorio Malattie rare dell’Istituto Superiore di Santà, in Asia orientale, soprattutto in Cina e Corea del Sud, la febbre emorragica con sindrome renale provocata dagli hantavirus che si trasmettono direttamente dagli animali all’uomo continuano a causare ogni anno migliaia di casi, anche se negli ultimi anni si osserva una progressiva riduzione.
Francia: otto persone a rischio hantavirus ricoverate o in corso di ricovero
Le otto persone a rischio Hantavirus in Francia sono già ’’ricoverati’’ in ospedale o ’’in corso’’ di ricovero, secondo le nuove rigide disposizioni del governo di Parigi: è quanto riferito dalla ministra francese della Salute, Stéphanie Rist, intervenendo dinanzi ai deputati dell’Assemblée Nationale.
Tutti hanno preso il volo del 25 aprile, anch’esso Klm, da Sant’Elena a Johannesburg con la passeggera malata.
Hantavirus: Parigi, no certezze che virus non abbia subito mutazioni
Rist, parlando all’Assemblea nazionale, ha affermato di “non avere la certezza che il virus non abbia ancora subito mutazioni”. “Ci sono aspetti che non conosciamo”, “non disponiamo ancora del sequenziamento completo del virus.
Non possiamo affermare con certezza che questo virus non abbia ancora subito mutazioni”, ha detto, secondo quanto riporta l’emittente francese BfmTv.
La francese contagiata è sempre grave e in rianimazione
La francese contaminata dall’hantavirus e rientrata due giorni fa in Francia a Parigi, all’ospedale pubblico Bichat (XVIII arrondissement), con i primi sintomi è sempre “in gravi condizioni” ricoverata in rianimazione. Lo ha detto la ministra della Salute, Stéphanie Rist.
La donna fpresenta una forma grave della malattia che le ha causato problemi polmonari e cardiaci potenzialmente letali. Lo ha riferito il dottor Xavier Lescure, specialista in malattie infettive presso l’ospedale francese Bichat. Ha aggiunto che la donna è collegata a un dispositivo di supporto vitale che pompa il sangue attraverso un polmone artificiale, fornendogli ossigeno e reimmettendolo nel corpo. La speranza è che il dispositivo allevi la pressione sui polmoni e sul cuore in misura sufficiente da concedere loro il tempo necessario per riprendersi. Lescure l’ha definita “la fase finale delle cure di supporto”.