Haier, come un martello ha rivoluzionato l’organizzazione aziendale
Dal martello di Zhang Ruimin alla rete di micro-imprese autonome, Haier ha trasformato la gestione tradizionale in un sistema imprenditoriale guidato dal mercato e dall’autonomia individuale
di Emiliano Pecis*
3' di lettura
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Nell’autunno del 1984, Zhang Ruimin, giovane manager chiamato a salvare una fabbrica di frigoriferi di Qingdao, riunì i suoi operai, posò a terra settantasei frigoriferi difettosi e li fece distruggere con un martello. “Possiamo distruggere noi i prodotti difettosi, oppure sarà il mercato a distruggere noi”, disse.
In quella scena, entrata nel mito industriale cinese, nasce l’idea del RenDanHeYi: collegare ogni persona all’utente finale per creare e condividere valore. È una visione che ribalta la logica fordista, spostando il baricentro dal controllo interno alla relazione diretta con il mercato.
Oggi Haier è una multinazionale presente in oltre 160 paesi e, in Europa, controlla anche Candy, storico marchio italiano di elettrodomestici.
Il facilitatore del caos
A guidarci dentro questo racconto è Emanuele Quintarelli, amministratore unico di Chaordian, società che aiuta le organizzazioni a transitare verso modelli post-gerarchici. “Chaordian nasce dall’unione di chaos e order,” spiega, “perché il compito delle imprese oggi è far emergere isole di ordine sul bordo del caos”.
In collaborazione diretta con Haier, Quintarelli è tra i principali interpreti occidentali del modello RenDanHeYi, applicato in realtà come Gruppo ASA, Bosch Mobility, Intesa Sanpaolo e Gummy Industries, con l’obiettivo di rendere le strutture più distribuite e imprenditoriali.








