Guidesi (Lombardia): senza fondi di coesione, Regioni non funzionali
Oggi a Genova si è riunita la Cabina Economica del Nord-Ovest, che ha visto ancora insieme Liguria, Lombardia e Piemonte
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «I fondi europei di coesione e sviluppo, che rappresentano la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione per le politiche regionali a supporto delle imprese, devono rimanere in capo alle Regioni. Se questo non dovesse più avvenire si rischia di rallentare o addirittura bloccare la competitività dei nostri territori che significa frenare l’economia del paese». Lo ha detto l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a margine del nuovo appuntamento della Cabina Economica del Nord-Ovest di questa mattina a Genova, che ha riunito Liguria, Lombardia e Piemonte. L’appuntamento è stata l’occasione per le tre Regioni di condividere un documento programmatico comune che porrà le basi per bandi e misure sincroniche, volte a sostenere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la competitività delle imprese del Nord-Ovest.
Siglato protocollo Liguria-Lombardia-Piemonte
«La firma del protocollo d'intesa delle tre Regioni rappresenta la concretizzazione di un lavoro partito tre anni fa all'interno della Cabina Economica del Nord-Ovest», ha precisato Guidesi. «Un documento che lancia misure, iniziative e bandi che le tre regioni attueranno congiuntamente a breve per continuare a supportare le imprese, nel sano rapporto pubblico-privato. L'alleanza ha già portato a risultati importanti riuscendo infatti a creare collaborazione tra centri di ricerca, università e imprese tra Lombardia, Piemonte e Liguria», ha spiegato l’assessore lombardo che, tornando ai fondi di coesione, ha sottolineando che «stiamo assistendo a una discussione malsana; se dovesse concretizzarsi quanto si sta proponendo con insistenza a Bruxelles e quindi un cambio di governance delle risorse, si rischierebbe seriamente di compromettere la competitività delle imprese e dei nostri territori. Non possiamo permetterci di svilire il ruolo delle Regioni che, come la Lombardia, oggi trainano il Paese».
«Strumenti restino in capo alle Regioni»
In particolare, l’assessore ha sottolineato anche l’importanza dei tempi e della capacità di azione: «Serve celerità. I territori vogliono continuare a fare la propria parte, vogliamo renderci utili alle nostre imprese con strumenti efficaci così da permettere alle stesse di raggiungere i loro obiettivi nel minor tempo possibile. Ma se i processi restano ostaggio della burocrazia o di logiche centralistiche, allora il sistema lombardo nel suo complesso non potrà più essere motore dello sviluppo, e il Paese subirà danni strutturali». Infine, è arrivato un richiamo alla concretezza: «I nostri sistemi ed ecosistemi territoriali funzionano quando vengono messi in condizione di agire con rapidità. Con i tempi di Roma non saremo competitivi. Abbiamo bisogno di strumenti chiari, risorse certe e una governance che resti in capo ai territori. Solo così potremo continuare a garantire che la Lombardia continui a essere locomotiva».


