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Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «I fondi europei di coesione e sviluppo, che rappresentano la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione per le politiche regionali a supporto delle imprese, devono rimanere in capo alle Regioni. Se questo non dovesse più avvenire si rischia di rallentare o addirittura bloccare la competitività dei nostri territori che significa frenare l’economia del paese». Lo ha detto l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a margine del nuovo appuntamento della Cabina Economica del Nord-Ovest di questa mattina a Genova, che ha riunito Liguria, Lombardia e Piemonte. L’appuntamento è stata l’occasione per le tre Regioni di condividere un documento programmatico comune che porrà le basi per bandi e misure sincroniche, volte a sostenere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la competitività delle imprese del Nord-Ovest.
«La firma del protocollo d'intesa delle tre Regioni rappresenta la concretizzazione di un lavoro partito tre anni fa all'interno della Cabina Economica del Nord-Ovest», ha precisato Guidesi. «Un documento che lancia misure, iniziative e bandi che le tre regioni attueranno congiuntamente a breve per continuare a supportare le imprese, nel sano rapporto pubblico-privato. L'alleanza ha già portato a risultati importanti riuscendo infatti a creare collaborazione tra centri di ricerca, università e imprese tra Lombardia, Piemonte e Liguria», ha spiegato l’assessore lombardo che, tornando ai fondi di coesione, ha sottolineando che «stiamo assistendo a una discussione malsana; se dovesse concretizzarsi quanto si sta proponendo con insistenza a Bruxelles e quindi un cambio di governance delle risorse, si rischierebbe seriamente di compromettere la competitività delle imprese e dei nostri territori. Non possiamo permetterci di svilire il ruolo delle Regioni che, come la Lombardia, oggi trainano il Paese».
In particolare, l’assessore ha sottolineato anche l’importanza dei tempi e della capacità di azione: «Serve celerità. I territori vogliono continuare a fare la propria parte, vogliamo renderci utili alle nostre imprese con strumenti efficaci così da permettere alle stesse di raggiungere i loro obiettivi nel minor tempo possibile. Ma se i processi restano ostaggio della burocrazia o di logiche centralistiche, allora il sistema lombardo nel suo complesso non potrà più essere motore dello sviluppo, e il Paese subirà danni strutturali». Infine, è arrivato un richiamo alla concretezza: «I nostri sistemi ed ecosistemi territoriali funzionano quando vengono messi in condizione di agire con rapidità. Con i tempi di Roma non saremo competitivi. Abbiamo bisogno di strumenti chiari, risorse certe e una governance che resti in capo ai territori. Solo così potremo continuare a garantire che la Lombardia continui a essere locomotiva».