Industria

Guidesi all’Ue: «Sull’auto si cambi o da gestire milioni di disoccupati»

L’assessore lombardo ha partecipato all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance di cui è attualmente presidente

di Flavia Carletti

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «La Commissione europea ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure fare morie l’intero comparto; o si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio; l’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno solamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più». Così l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, presidente di turno all'Automotive Regions Alliance (Ara), che raggruppa 40 regioni europee tra i territori manifatturieri più importanti del Continente e che hanno una presenza significativa di aziende del settore Automotive. I rappresentanti di questi territori si sono ritrovati a Monaco di Baviera per il loro incontro annuale in occasione dell'Iaa Mobility e hanno firmato un nuovo Manifesto. L’appuntamento arriva alla vigilia della riunione strategica del settore, che si terrà il prossimo 12 settembre a Bruxelles e che vedrà, insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, tutti i più importanti protagonisti dell'industria dell'auto ma che ha visto l’esclusione dell’Ara: una scelta molto criticata dalla Lombardia che l’ha definita «un pessimo segnale» e da tutta l’Associazione, considerando soprattutto l’incidenza delle regioni sul Pil europeo, pari al 40 per cento. «Grave che l’Alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un'occasione mancata per garantire che le istanze territoriali siano adeguatamente rappresentate», si legge nel Manifesto siglato dagli aderenti all’Ara.

Da attuare il principio della "neutralità tecnologica"

L’appuntamento di Monaco di Baviera, per Guidesi, è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per indicare le priorità, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria automotive messa in grave difficoltà da decisioni «ideologiche», come le ha definite Guidesi, da parte della precedente Commissione e non corrette dall’attuale. «Innanzitutto - ha spiegato Guidesi durante il suo intervento - è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a 40 regioni che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico visto che sostanzialmente le 40 regioni insieme rappresentano praticamente la metà del Pil europeo. All’interno dell’Alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi; allo stesso tempo si è riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento però la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione: infatti, per ora solo un 5% delle nostre proposte è stata messa in campo». Sul versante delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuare il principio di “neutralità tecnologica”. In particolare, alla Commissione è stata indirizzata la richiesta di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile.

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Valutare il metodo di calcolo delle emissioni

Un ulteriore passaggio sottolineato da Guidesi e ripreso, anche in questo caso nel documento, riguarda le “auto storiche”: «Si rimarca che il quadro giuridico dell'Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d'epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d'Europa». Un altro elemento chiave per la Lombardia inserito nel Manifesto è quello sul metodo di calcolo delle emissioni: «Importante considerare - si indica del documento - il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (Lca) nell'orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l'Ue investa ulteriormente nell'innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale sia per i componenti automobilistici e l'assemblaggio di veicoli che per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio».

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