Ubriachezza grave alla guida, il no all’alcoltest evita la revoca della patente
di Maurizio Caprino
2' di lettura
2' di lettura
Quasi quasi conviene rifiutare di sottoporsi all’alcoltest. Quantomeno se si è sicuri di aver bevuto molto e quindi c’è una ragionevole possibilità di incappare nelle più severe tra le sanzioni previste: quelle che scattano quando il tasso alcolemico supera 1,5 grammi/litro. Infatti, a volte la Cassazione interpreta il complicato e articolato sistema sanzionatorio in modo favorevole a chi decide di sottrarsi al controllo. Non che non ci siano pesanti conseguenze anche per chi rifiuta, ma il danno può comunque essere ridotto.
È il caso della sentenza 10038/2019, depositata il 7 marzo dalla Quarta sezione penale della Cassazione, che conferma la legittimità della revoca della patente prevista per chi viene trovato con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l dall’articolo 186, comma 2, lettera c) del Codice della strada. La sua illegittimità era stata ipotizzata dalla difesa di un imputato, che aveva osservato una disparità di trattamento rispetto al caso del rifiuto di sottoporsi al test: il comma 7 dell’articolo 186 stabilisce che in questo caso la sanzione accessoria è “solo” la sospensione della patente da uno a due anni (la revoca c’è solo per chi commette lo stesso reato un’altro volta nell’arco di un biennio).
La Cassazione non si dilunga nel motivare la sua decisione: si limita ad affermare che la pronuncia della Corte d’appello è corretta, riportandola. E i giudici di secondo grado avevano semplicemente osservato che il reato di guida in stato di ebbrezza determina un pericolo per la collettività, mentre quello di rifiuto di sottoporsi al test frappone ostacoli ai controlli. Dunque, i giudici non considerano che il rifiuto è potenzialmente un modo per nascondere il proprio stato di ebbrezza.
PER SAPERNE DI PIÙ / L'alcoltest tardivo non vale, motociclista ubriaco e assolto
Alla luce di questo, emerge che le due fattispecie hanno una ratio diversa l’una dall’altra. Quindi il legislatore può sanzionarle in modo diverso, secondo la propria discrezionalità.

