La parte costruttiva sta nella proposta dell’Acem: collaborare con i costruttori di auto nei test delle prossime evoluzioni degli Adas. Quelle che porteranno alla guida autonoma vera e propria (essenzialmente i livelli 4 e 5), cioè alla possibilità per il guidatore di lasciare i comandi del tutto o in buona parte delle situazioni di marcia (oggi siamo al livello 3, che solo in autostrada e situazioni simili consente di andare quasi in automatico).
Staremo a vedere quale sarà la risposta dei costruttori d’auto.
Polizia «possibilista» con dubbi
Se si dovesse pensare a un impiego nel quale i veicoli a guida autonoma non potranno mai sistituire l’uomo, verrebbe subito in mente quello per servizi di polizia. Ma non è proprio così: a parte le condizioni di emergenza che si verificano durante un inseguimento o quando bisogna raggiungere un luogo al più presto, per la maggior tempo le auto della polizia circolano in modo del tutto normale.
Anzi, tra carenze negli organici e tecnologia, si sta facendo strada l’idea di utilizzare veicoli a guida autonoma per alcuni servizi di sorveglianza e controllo. Per esempio, se in Francia sono arrivati ad appaltare ai privati i controlli di velocità effettuati con autocivetta, non si vede perché tra qualche decennio non si possa risparmiare sul personale mandando in giro veicoli autonomi appositamente attrezzati.
Nel futuro meno lontano, però, avremo probabilmente solo la diffusione dei normali Adas (alcuni dei quali peraltro nei prossimi anni diventeranno obbligatori per direttiva Ue su auto e mezzi pesanti nuovi) sulle vetture guidate da poliziotti. Ma saranno un disturbo o un vero aiuto per loro? Per questo il Tispol (network europeo delle polizie stradali europee, a lungo presieduto dall’italiano Paolo Cestra, che ora ne è il presidente onorario) ha pensato di capire che cosa ne pensano i diretti interessati.