Iran: il 90% teme effetti economici
L’azione militare statunitense in Iran è considerata soprattutto una scelta dettata da interessi economici (44%), ma anche come un atto di aggressione ingiustificato (27%) e che rischia di innescare un conflitto ancora più ampio in Medio Oriente (24%). Il 70% degli intervistati ritiene che prima dell’intervento ci fossero ancora margini per la diplomazia, mentre i timori principali riguardano il possibile coinvolgimento della Nato, e quindi dell’Italia (35%) e il rischio di una guerra che si trascini per mesi o anni senza un esito prevedibile (30%).
Rilevanti le preoccupazioni per l’impatto economico del conflitto, espresse dal 90% degli intervistati. In particolare, più di 1 su 2 (il 56%) teme che l’aumento di benzina e bollette diventi insostenibile; 1 su 3 (il 34%) si aspetta un aumento dell’inflazione con una conseguente riduzione del proprio potere di acquisto. Riguardo all’evoluzione del conflitto, lo scenario futuro che più preoccupa è che il nuovo regime sia ancora più duro e antioccidentale del precedente (34%; 40% per gli over 64) e che la guerra si concluda con un nulla di fatto, lasciando intatte tutte le tensioni (26%).
Ucraina: cresce la domanda di pace, ma resta la condanna della Russia
Nel conflitto russo-ucraino, il 61% degli italiani considera la Russia un Paese aggressore (il 34% pensa che abbia mire imperialiste su tutte le nazioni dell’ex URSS e il 2/% che rappresenti una minaccia per l’Europa). Tuttavia, il 25% ritiene che la Russia sia stata spinta all’azione dall’espansione a Est della Nato. Da segnalare che, rispetto all’inizio della guerra, cresce la propensione verso una soluzione negoziale: il 48% degli intervistati si dichiara favorevole a spingere per la pace anche a costo di concessioni territoriali (il 23%) e a ridurre l’invio di armi (25%), a fronte di un 43% che mantiene un sostegno più netto all’Ucraina. Forte anche la preoccupazione per un’escalation: il 69% è preoccupato per un possibile allargamento del conflitto ai Paesi Nato: in particolare, il 15% teme che l’Europa possa essere il prossimo teatro di guerra, mentre più di 1 intervistato su 2 (il 54%) lo considera uno scenario preoccupante e possibile.
Gaza e Medio Oriente: giudizi durissimi e timori di terrorismo
L’intervento israeliano a Gaza riceve una condanna molto netta: il 50% degli italiani lo definisce un “massacro” della popolazione civile palestinese e il 33% una campagna militare sproporzionata che causa troppe vittime civili. Il report evidenzia, inoltre, come negli ultimi due anni l’opinione su Israele, che è rimasta negativa per il 22% degli intervistati, sia peggiorata per oltre 6 intervistati su 10 (il 65%), con 1 intervistato su 3 (il 36%) che arriva a considerarlo uno Stato colonialista che viola i diritti umani. Parallelamente, cresce il timore di conseguenze dirette in Europa: l’83% si dichiara preoccupato per il rischio che il conflitto in Medio Oriente alimenti una radicalizzazione con conseguenti nuovi attentati terroristici.