La guerra in Europa

Guerra ultime notizie. Droni ucraini su spiaggia russa, Mosca: «Nato e Ue con i terroristi»

È salito a 6 morti, tra cui 3 bambini, e a 40 feriti il bilancio di un bombardamento di droni ucraini di stamattina, durante il quale i frammenti di un velivolo sono caduti su una spiaggia affollata nel sud della Russia a Gelendzhik

Il fumo si alza dopo un attacco con droni ucraini contro un magazzino di Wildberries a Novosemeykino, nella regione di Samara, in Russia, il 2 agosto 2026, in questa immagine tratta da un video. di Wildberries. via REUTERS

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Continuano gli attacchi dell’esercito ucraino in territorio russo. È salito a sei morti, tra cui tre bambini, e a 40 feriti il bilancio di un bombardamento di droni ucraini di stamattina, durante il quale i frammenti di un velivolo sono caduti su una spiaggia affollata nel sud della Russia a Gelendzhik. Lo ha riferito Venyamin Kondryatev, il governatore del territorio di Krasnodar, dove si trova la località balneare.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La Nato e l’Unione europea sono diventate «parte delle attività terroristiche internazionali» appoggiando il governo ucraino. Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato l’attacco. «Una banda terrorista ha occupato l’apparato dello Stato ucraino e opera nel centro dell’Europa», ha detto all’agenzia Tass. «I Paesi della Nato - ha aggiunto - stanno sponsorizzando il terrorismo. Non molto tempo fa la Nato e la Ue hanno dichiarato tolleranza zero per il terrorismo. Ora sono diventate esse stesse parte delle attività terroristiche internazionali».

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Galuzin: pronti a negoziare con l’Ucraina

Intanto, sul fronte negoziale, la Russia sarebbe pronta a esaminare proposte costruttive, comprese quelle relative ai possibili formati dei contatti. Lo ha dichiarato al quotidiano Izvestia il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin.

«I rappresentanti russi hanno ripetutamente affermato che siamo sempre stati aperti ai negoziati. È stata la parte ucraina a interromperli e persino a vietarli», ha affermato Galuzin. «Non abbiamo mai rifiutato di esaminare proposte costruttive, comprese quelle sui formati dei contatti. Se arriveranno idee di questo tipo, non dipende da noi», ha aggiunto.

Sono trascorsi più di cinque mesi dall’ultimo ciclo di colloqui, svoltosi a Ginevra nel febbraio 2026 con la partecipazione degli Stati Uniti. Secondo Galuzin, nel frattempo i diplomatici ucraini avrebbero ripetutamente interrotto il processo negoziale, mentre altri Paesi si erano dichiarati disponibili a ospitare i colloqui.

La Turchia ha più volte svolto un ruolo di mediazione tra Mosca e Kiev, offrendo una piattaforma per i negoziati. Anche Emirati Arabi Uniti, Qatar e Svizzera sono stati considerati come possibili sedi diplomatiche, sebbene le autorità russe abbiano espresso dubbi sulla neutralità di Berna.

Il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato al quotidiano di essere pronto a sostenere qualsiasi iniziativa diplomatica «per raggiungere una pace duratura» e di mantenere contatti con tutte le parti. Berna resta inoltre disponibile a ospitare incontri sul conflitto ucraino.

Alla fine di giugno, il presidente russo Vladimir Putin aveva affermato che Mosca si attendeva la prosecuzione del dialogo con gli Stati Uniti sull’Ucraina dopo la conclusione della fase più intensa della crisi iraniana. La Russia, aveva aggiunto, è pronta a riprendere i negoziati e a discutere tutti i dettagli e le questioni sollevate ad Anchorage nell’agosto 2025.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha intanto ribadito che Mosca è disponibile a una soluzione pacifica del conflitto, ma dispone delle capacità necessarie per proseguire quella che la Russia definisce «operazione militare speciale».

Wsj: in Russia inganni e violenza per reclutare nuove truppe

La Russia starebbe ricorrendo sempre più alla coercizione per arruolare uomini in età da combattimento nel servizio militare, nel tentativo di rafforzare le file sempre più ridotte del proprio esercito, visto che il reclutamento volontario rallenta.

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Secondo fonti ascoltate dal quotidiano americano Wall Street Journal, nelle città e nei centri minori della Russia alcuni reclutatori militari sono arrivati a fermare uomini per strada, all’esterno dei loro luoghi di lavoro o con il pretesto di normali controlli dei documenti e, una volta condotti in un ufficio di reclutamento militare, gli uomini possono essere minacciati o picchiati finché non accettano di arruolarsi per la guerra.

Avvocati, attivisti per i diritti umani e testimoni hanno rappresentato al Wsj che, nonostante le ingenti somme di denaro promesse alle nuove reclute, il reclutamento è diventato più difficile a causa dei racconti di abusi all’interno delle forze armate russe e delle capacità belliche dell’Ucraina, sempre più efficaci, che hanno ridotto l’aspettativa di sopravvivenza media dei soldati al fronte a pochi minuti, giorni o settimane.

«Le autorità sono passate a un metodo basato sulla violenza: catturano gli uomini e li mandano al fronte», ha dichiarato al Wsj Artyom Klyga, un avvocato che cerca di assistere coloro che sono stati costretti al servizio militare.

Nella regione sud-occidentale di Penza, dove i reclutatori hanno intensificato le loro attività, un residente locale, Vladislav Leonidov, ha raccontato al giornale americano di aver ritrovato un suo conoscente in un ufficio di reclutamento militare dopo che l’uomo era scomparso per alcune ore nel mese di maggio.

All’uomo era stato chiesto di presentarsi alla stazione di polizia locale con il pretesto di verificare i suoi dati personali. Una volta arrivato, due reclutatori militari lo stavano aspettando e lo hanno portato con la forza all’ufficio di reclutamento, dove, secondo Leonidov, è stato picchiato con colpi al fegato e ai reni. Leonidov è riuscito a intervenire e a ottenerne il rilascio solo mentre l’uomo stava per essere trasferito alla visita medica.

«Se fossimo arrivati due ore più tardi, lo avrebbero già portato via», ha raccontato la fonte al Wsj, aggiungendo che «si muovono molto rapidamente».

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