Il presidente Donald Trump ascolta durante un evento per annunciare l'iniziativa "Freedom Haulers" alla Casa Bianca, giovedì 30 luglio 2026, a Washington. (Foto AP/Alex Brandon) APN

31 luglio 2026

Guerra ultime notizie. Trump: «A Gaza accordo storico». Hamas: «Pronti a seconda fase se Israele termina attacchi»

L’annuncio del presidente Usa, nella notte italiana, via Truth. Il Movimento di resistenza islamica per la prima volta si è impegnato «in un piano concreto per la consegna di tutte le sue armi, a cui seguirà il ritiro israeliano da Gaza», ha confermato il Board of Peace

a cura di Giulia Riva e Massimo De Laurentiis
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31 luglio 2026

Libano, Idf fa esplodere tunnel di Hezbollah a Beaufort

L’esercito israeliano ha diffuso un video che mostra l’esplosione di alcune sezioni di un tunnel di Hezbollah nell’area del castello di Beaufort, nel Libano meridionale. In un comunicato diffuso dall’Ufficio del Primo Ministro israeliano, si afferma che l’esplosione è stata effettuata a causa della “palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah”. “I tunnel sono stati fatti esplodere utilizzando circa 700 tonnellate di esplosivo, nell’ambito dell’operazione sistematica delle Forze di Difesa Israeliane volta a distruggere tutte le infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel Libano meridionale”, aggiunge la nota. Le truppe dello Stato ebraico a inizio giugno hanno conquistato la montagna con la fortezza, che rappresenta da secoli un importante punto strategico dal punto di vista militare.

31 luglio 2026

Elkin, accordo è intesa tra Board e Hamas, nessuna chance che Hamas lo rispetti

“L’accordo è un’intesa del Board of Peace con Hamas e non c’è nessuna chance che Hamas lo rispetti”. Lo ha detto il ministro Zeev Elkin, membro del gabinetto di sicurezza in un’intervista a Channel 11, sull’annuncio di accordo per l’implementazione della seconda fase del Piano Trump per Gaza. “Israele non si ritirerà dalla Striscia di Gaza fino a quando Hamas non sarà veramente disarmato”, ha affermato Elkin. “Abbiamo visto tante intese firmate ultimamente, anche dall’Iran e vediamo cosa succede. Hamas ha trascinato i negoziati per mesi, e ora, per timore di una nostra nuova offensiva, era sotto pressione per firmare. Nell’accordo c’è scritto che tutti i tunnel devono essere smantellati: qualcuno crede che Hamas smantellerà i propri tunnel?”, ha detto Elkin. “Israele è pienamente coordinato con il presidente Trump, ma sa fare rispettare le proprie posizioni: anche in Libano abbiamo visto come è andata, si parlava di ritiro dell’Idf ed è finita che il governo libanese ha firmato con noi un memorandum in cui si impegna al disarmo di Hezbollah, mentre noi siamo ancora nel sud del Libano”, ha aggiunto.

31 luglio 2026

Iran, Autorità Stretto: impossibile transito per Hormuz

L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, (Pgsa), l’organismo istituito dall’Iran per controllare il traffico marittimo e la sicurezza nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato che “a causa delle continue azioni aggressive delle forze statunitensi nella regione, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non è possibile”. “Una volta ristabilita la stabilità, tutte le richieste saranno riesaminate e i permessi verranno rilasciati progressivamente”, ha specificato l’Autorità sul proprio profilo X.

31 luglio 2026

Kallas, piano per disarmo Hamas costruttivo verso la pace

“Il piano per disarmare Hamas a Gaza, se pienamente attuato, sarebbe un passo costruttivo verso la pace”. Lo ha affermato l’Alta Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue, Kaja Kallas, accogliendo “con favore” l’accordo “mediato dagli Stati Uniti, con il sostegno di Egitto, Qatar, Turchia e Nickolay Mladenov.

“Perché questo piano funzioni, è necessario che molti elementi si allineino. Il successo dipende dal pieno impegno di tutte le parti”, ha aggiunto. Secondo Kallas “verificare la conformità di Hamas sarà una sfida significativa. Israele dovrebbe infine ritirarsi da Gaza. Siamo pronti a sostenere i prossimi passi, compreso l’ingresso del Comitato Nazionale e della Forza Internazionale di Stabilizzazione. Le nostre due missioni UE sul territorio svolgono un ruolo importante a sostegno degli sforzi per la costruzione dello Stato palestinese”. “L’Ue è il principale donatore umanitario di Gaza. A luglio, l’Ue ha stanziato 900 milioni di euro in progetti di aiuto per aiutare Gaza a riprendersi dalla guerra”, ha concluso.

31 luglio 2026

Trump, in Iran sta andando bene, non resta che continuare a vincere

La guerra in Iran sta “andando bene. Non resta che continuare a vincere: prima o poi succederà qualcosa. Li stiamo colpendo duramente, mandandoli completamente in tilt”. Lo ha detto Donald Trump a Fox.

31 luglio 2026

Hamas, disarmo dipende da ritiro Israele

Hamas afferma che il proprio disarmo dipende dal ritiro di Israele. In una dichiarazione ufficiale ha riferito che l’attuazione della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza dipende dalla piena attuazione da parte di Israele della prima fase, compreso il ritiro delle truppe e la cessazione degli attacchi. “L’impegno dell’occupazione a porre fine alle uccisioni è il prerequisito fondamentale per procedere con l’attuazione e la definizione di una tempistica per quanto concordato”, ha dichiarato Hamas, citata da Al Jazeera. Il gruppo mlitante ha inoltre indicato come condizioni necessarie la creazione di un comitato amministrativo – il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza – il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione e lo scioglimento delle milizie sostenute da Israele. Lo riporta Al Jazeera.

Palestinesi camminano tra le macerie degli edifici distrutti durante la guerra tra Israele e Hamas, a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, venerdì 31 luglio 2026. (Foto AP/Abdel Kareem Hana) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

31 luglio 2026

Trump riunisce il governo a Camp David, in agenda l’Iran

Donald Trump riunisce il governo a Camp David. In agenda ci saranno le prossime mosse sull’Iran guardando alle elezioni di metà mandato. Per Trump è la tredicesima riunione di governo del suo secondo mandato e la sua terza volta a Camp David da quando è tornato alla Casa Bianca.

31 luglio 2026

Gaza, governo tecnico: pronti ad assumerci nostre responsabilità

Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, l’organismo incaricato di sovrintendere alla futura amministrazione della Striscia di Gaza nell’ambito del sostenuto dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra, ha ribadito di essere pronto «ad assumersi le proprie responsabilità» dopo l’annuncio di un accordo per il disarmo di Hamas.

«Dopo anni di conflitto, distruzione e incertezza, la priorità oggi è tradurre questi progressi in passi concreti che abbiano un impatto tangibile sulla vita quotidiana dei cittadini», ha dichiarato in una nota pubblicata sul proprio account X, sottolineando che «il compito che ci attende è immenso e la ricostruzione di Gaza richiede un impegno internazionale costante, ingenti risorse finanziarie e una stretta collaborazione tra tutti i partner»

«Il nostro obiettivo non si limita alla ricostruzione di quello che la guerra ha distrutto, ma va oltre - ha sottolineato il Comitato nazionale, da mesi bloccato in Egitto - contribuendo a costruire una Gaza che sia sicura, stabile e prospera, governata da istituzioni palestinesi legittime, fondata sullo stato di diritto e che tuteli il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla statualità».

«Il popolo di Gaza ha aspettato fin troppo», ha concluso.

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31 luglio 2026

Idf: «Ucciso a Gaza martedì il capo di Kataeb al-Mujahideen»

«Martedì, l’Idf ha colpito nel sud della Striscia di Gaza ed eliminato il terrorista Ahmed Hussein Mohammed Kafina, comandante di “Kataeb al-Mujahideen” nel centro della Striscia, che aveva partecipato al rapimento di Noa Argamani e Avinatan Or e aveva guidato il rapimento di Sudthisak Rinthalak durante il massacro del 7 ottobre». Lo comunica l’Idf in una nota.

Argamani e Or sono la giovane coppia ripresa in diretta dai rapitori nei primi momenti dell’attacco del 7 ottobre 2023, le cui immagini mentre venivano condotti a Gaza dal Festival Nova hanno fatto il giro del mondo. Argamani fu ricondotta in Israele nel corso di un’operazione delle forze speciali israeliane a Nuseirat nel giugno 2024, Or ritornò nell’ottobre 2025 nell’ambito dell’ultimo accordo per il rilascio di ostaggi israeliani.

Rinthalak era invece un cittadino tailandese rapito dal Kibbutz Be’eri dove lavorava nell’agricoltura. Fu ucciso il 7 ottobre stesso dagli assalitori, il suo corpo rimase a Gaza fino al dicembre 2025 quando l’Idf riportò i suoi resti in Israele.

31 luglio 2026

Teheran, colpite due petroliere scortate dagli Usa a Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver colpito due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sotto «scorta aerea» militare statunitense. Le petroliere, che non seguivano la rotta designata dall’Iran in nella strategica via d’acqua, «sono state colpite e fermate, mentre altre quattro petroliere hanno rapidamente cambiato rotta e sono tornate alle loro posizioni precedenti» ha aggiunto la potente forza armata iraniana in un comunicato, senza fornire ulteriori dettagli.

31 luglio 2026

Mladenov: «Accordo per Gaza lavoro di mesi. Ho dubitato che ce l’avremmo fatta»

«Oggi è stato raggiunto un accordo sul disarmo e sulla transizione civile a Gaza. Ci sono voluti mesi di negoziati molto difficili per arrivare a questo punto. Ci sono stati diversi momenti in cui ho dubitato che ce l’avremmo fatta». Lo scrive in un post su X il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, l’inviato per Gaza del Board of Peace.

«Il contenuto dell’accordo è importante. Ciò che accadrà dopo è ancora più importante. L’attuazione e la verifica devono essere concrete. Il ritiro deve procedere di pari passo con il disarmo. Il Ncag (National Committee for the Administration of Gaza, ndr) e il popolo palestinese hanno bisogno del sostegno politico e pratico per prendere in mano il proprio futuro», ha aggiunto Mladenov, esprimendo gratitudine a Donald Trump «per aver portato avanti questo accordo, e agli Usa, Egitto, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti per il loro sostegno nel mantenere le persone presenti al tavolo delle trattative nei giorni in cui abbandonare sarebbe stato molto più facile» nonché al «Consiglio di Sicurezza Onu per la sua costante attenzione al nostro lavoro e per aver ribadito l’importanza di attuare pienamente la risoluzione 2803».

Mladenov conclude la nota evidenziando l’obiettivo della sfida imminente: ’«Davanti a noi c’è una Gaza ricostruita, governata dai palestinesi e in pace con Israele, e un orizzonte politico verso una soluzione significativa del conflitto israelo-palestinese. Questo è il lavoro che ci attende ora».

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31 luglio 2026

Attacco israeliano a Gaza City: diversi feriti

Diversi palestinesi sono rimasti feriti in un attacco con droni messo a segno oggi dalle forze israeliane nel nord-ovest di Gaza City. Lo hanno riferito alla Reuters fonti sanitarie. L’attacco arriva poche ore dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di un accordo sul disarmo di Hamas.

31 luglio 2026

Media egiziani: «Firma accordo Gaza la settimana prossima al Cairo»

L’emittente egiziana Al-Ghad riporta che «la firma ufficiale sull’accordo sulla seconda fase dell’implementazione del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dovrebbe verificarsi a metà della settimana prossima al Cairo».

31 luglio 2026

Britannico arrestato a Cipro come spia iraniana sarà incriminato ai sensi del National Security Act

Il Crown Prosecution Service, la procura britannica, ha dichiarato che il 44enne sarà incriminato ai sensi del National Security Act, sottolineando che è la prima volta che un reato previsto dalla legge sulla sicurezza nazionale introdotta nel 2023 viene perseguito al di fuori del territorio del Regno.

Londra mantiene una base permanente della Raf ad Akrotiri dagli anni ’50 e nei mesi scorsi, durante il conflitto scatenato da Usa e Israele contro l’Iran, era stata bersaglio di attacchi di droni da parte di Teheran e da lì erano partiti i caccia britannici per compiere azioni di intercettazione in Medio Oriente.

L’indagine nei confronti di Sultanov viene condotta dalla Counter Terrorism Policing di Londra, l’unità antiterrorismo all’interno di Scotland Yard, e riguarda presunte attività di spionaggio condotte tra l’11 maggio 2025 e il 22 giugno 2025. La comandante dell’unità, Helen Flanagan, ha dichiarato che «questo caso dimostra che siamo in grado di applicare il National Security Act all’estero quando basi militari britanniche sono presumibilmente prese di mira da attività ostili di uno Stato».

31 luglio 2026

Come è organizzato il potere in Iran

Dalla rivoluzione islamica del 1979 è nato un sistema unico, che combina teocrazia e repubblica.

31 luglio 2026

Britannico arrestato a Cipro con l’accusa di spionaggio per l’Iran

Un cittadino britannico di 44 anni, Rashad Sultanov, residente nel quartiere di Islington a Londra, è stato arrestato dalla polizia cipriota il 17 luglio con l’accusa di aver condotto attività di «sorveglianza ostile» per conto dell’Iran sulla base aerea della Raf (l’aviazione militare del Regno Unito) di Akrotiri e di aver condiviso informazioni con i Guardiani della rivoluzione islamica. Lo riporta il sito di Bbc News. Sultanov, che possiede anche la cittadinanza azera, si trova in custodia in attesa del procedimento di estradizione verso il Regno.

31 luglio 2026

Al-Jazeera: «Israele vuole disarmo completo, non solo stoccaggio armi a Gaza»

Nello sviluppo sulle disposizioni per la prossima fase nella Striscia di Gaza, Hamas e le fazioni palestinesi hanno raggiunto un accordo preliminare sulla gestione delle armi della resistenza. Lo scrive Al-Jazeera, secondo cui la bozza prevede l’avvio del processo di inventario e stoccaggio di armi pesanti, siti di produzione militare, depositi di armi e tunnel, e sottolinea che nessuna arma dovrebbe essere trasferita o consegnata a Israele o a soggetti non palestinesi.

L’autorità tecnocratica sarebbe «l’unica entità autorizzata a possedere, custodire o controllare armi a Gaza». Ma, si legge sempre sulla testata araba, «Israele ha chiarito di volere un disarmo completo e non solo lo stoccaggio di armi presso l’Autorità Palestinese o presso un’unità palestinese sotto l’egida di un comitato internazionale».

L’edizione in arabo di Al-Jazeera dà voce, a supporto di questa posizione, all’analista Adel Shadid, secondo il quale «l’opinione pubblica israeliana intende il disarmo della resistenza come la rimozione completa di armi pesanti, leggere e personali dai suoi depositi, tunnel e magazzini, trasferendole al di fuori della Striscia di Gaza, e non semplicemente confinandole o immagazzinandole all’interno della Striscia sotto amministrazione palestinese».

Questo «rende estremamente difficile l’approvazione da parte di Israele». L’esperto ritiene che l’insistenza di Israele sul disarmo «sia legata alla sua interpretazione di questa questione come mezzo per sconfiggere Hamas, osservando che la maggior parte degli israeliani - non solo il premier Benyamin Netanyahu - interpreta la consegna delle armi in questo modo».

31 luglio 2026

«L’Egitto lavora a Gaza per la soluzione Due Stati»

Bassam Essam Rady, Ambasciatore d’Egitto in Italia

L’Egitto desidera esprimere il proprio costante sostegno alla Dichiarazione di New York e al suo Allegato, compreso il Piano d’Azione per la risposta umanitaria e la ricostruzione. L’obiettivo primario della Dichiarazione è sottolineare l’importanza di consolidare la soluzione a due Stati basata sui confini del 4 giugno 1967, lavorando a stretto contatto con i partner internazionali e regionali per migliorare la catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e per affrontare l’escalation in corso in Cisgiordania. È di fondamentale importanza garantire la piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, inclusi il Piano di Pace in 20 punti del Presidente Trump, la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e tutte le altre pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Per principio, l’Egitto respinge categoricamente qualsiasi forma o tipologia di sfollamento forzato dei palestinesi dai Territori Palestinesi Occupati. Per favorire il raggiungimento di questo obiettivo, è fondamentale migliorare la situazione umanitaria attraverso: l’aumento della quantità e della qualità dell’assistenza umanitaria, la facilitazione della circolazione di persone e merci da e per la Striscia di Gaza e l’avvio di attività di ripresa iniziale, in conformità con il Protocollo umanitario allegato all’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Particolare attenzione deve essere rivolta ai pazienti, ai feriti e ad altre fasce di popolazione in condizioni di vulnerabilità, come coloro che necessitano di cure mediche al di fuori di Gaza.

31 luglio 2026

Al Jazeera: «Pesanti attacchi israliani nel sud del Libano»

Una serie di potenti esplosioni notturne ha scosso le regioni libanesi meridionali di Yohmor al-Chqif, Arnoun e Kfar Tebnit in seguito agli attacchi israeliani, secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) ripresa da Al-Jazeera. Le esplosioni si sono propagate in tutto il sud, con onde d’urto avvertite fino a el-Kharroub e Khalde. Nel distretto di Marjayoun, violente esplosioni vicino al Castello di Beaufort hanno mandato in frantumi finestre e danneggiato abitazioni nella vicina città di Qlayaa.

Secondo la Nna, i residenti hanno descritto intense onde d’urto che hanno scosso la zona, accompagnate da un forte odore di polvere da sparo. L’agenzia ha aggiunto che le forze israeliane hanno perlustrato la periferia di al-Mansouri e Biyout al-Sayyad, nel distretto di Tiro, con raffiche di mitragliatrice pesante, lanciando al contempo colpi di artiglieria contro al-Mansouri. Secondo quanto riportato dall’Nna, sono stati segnalati anche movimenti di carri armati sulla collina di Baraachit in direzione di Aainata, nel distretto di Bint Jbeil, insieme a forti esplosioni e vibrazioni sia nel settore orientale che in quello occidentale. .

31 luglio 2026

La guerra per immagini

Guerra in Medio-Oriente, 31 Luglio

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Guerra in Medio-Oriente, 31 luglio 2026.

31 luglio 2026

L’Arabia Saudita prepara grande offensiva contro gli Houthi

L’Arabia Saudita si sta preparando a una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Lo scrive il Guardian, che cita fonti yemenite. Le forze saudite sono state viste ritirarsi dalla parte orientale dello Yemen, in quella che potrebbe essere una preparazione per un’offensiva di terra, riporta il quotidiano che ricorda anche come al tempo stesso, Riad stia cercando di organizzare una coalizione navale per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab.

31 luglio 2026

Baghdad nega di aver autorizzato attacchi Usa-Arabia Saudita

Il portavoce del governo iracheno, Haider Al-Aboudi, ha dichiarato che Baghdad «non ha concesso alcuna autorizzazione» a lanciare attacchi in territorio iracheno, dopo che il presidente americano Donald Trump ha affermato che i raid sauditi-americani di due giorni fa erano stati «coordinati con il governo iracheno».

In un’intervista in tv riportata dall’agenzia di stampa Ina, Al-Aboudi ha precisato che il governo è stato informato degli attacchi alle 2:50 del mattino e che il premier e comandante in capo delle Forze armate Ali Falih Al-Zaidi, appena rientrato dalla visita in Turchia, ha immediatamente convocato una riunione di emergenza.

31 luglio 2026

Times of Israel: «Ricostruzione Gaza partirà da Rafah all’inizio del 2027»

Un altro funzionario del Board of Peace ha dichiarato al Times of Israel che la ricostruzione di Gaza procederà nelle aree dismesse, con il primo progetto pilota di edilizia abitativa che dovrebbe iniziare sulle rovine della città di Rafah, nel sud della Striscia, all’inizio del 2027. Il Board of Peace ha ottenuto promesse di donazioni per 16 miliardi di dollari, principalmente da paesi del Golfo, che si è astenuto dal riscuotere fino a quando Hamas non avesse accettato la sua proposta di disarmo, ha dichiarato un funzionario statunitense.

Yakir Gabay, imprenditore immobiliare israeliano-cipriota e membro del Consiglio esecutivo di Gaza del Board of Peace, ha negoziato con appaltatori non specificati ed è riuscito a ridurre i costi dei progetti di ricostruzione, aggiunge il funzionario statunitense.

31 luglio 2026

Axios: «Disarmo inizierà da polizia Hamas, poi smantellamento tunnel»

La proposta di disarmo del Board of Peace, approvata da Hamas, prevede che il gruppo terroristico consegni per primo le armi in possesso della sua polizia al Ncag (l’autorità tecnocratica). A ciò seguirà lo smantellamento delle armi pesanti, dei depositi di armi e dei tunnel presenti a Gaza. Lo scrivono i media internazionali, tra cui Axios e il Times of Israel.

Le armi personali lasciate a Gaza saranno consegnate per ultime, in conformità con la legge vigente dell’Autorità Palestinese, che consente ai singoli individui di portare armi da fuoco a determinate condizioni, previa regolare registrazione. Secondo quanto affermato da un funzionario del Board of Peace, anche le milizie e i clan armati di Gaza sostenuti dall’Idf saranno tenuti a consegnare le proprie armi.

Sebbene le armi saranno consegnate al Ncag, l’Isf (Forza di stabilizzazione internazionale) contribuirà a facilitare lo smantellamento e i suoi vertici hanno già studiato le modalità per garantire che la consegna possa avvenire in sicurezza. Il processo si baserà sul principio di «un’unica autorità, un’unica legge e un’unica arma... in modo da non trovarci in una situazione in cui l’Ncag controlla il processo di giorno e i militanti escono di notte per interromperlo», ha dichiarato il funzionario del Board of Peace.

Un “Accordo di pace sociale” sarà inoltre firmato da tutte le fazioni di Gaza al fine di prevenire uno scenario in cui un gruppo si rivolti contro un altro una volta consegnate le armi, ha affermato il funzionario.

31 luglio 2026

Times of Israel: «Iran ha cercato di convincere Hamas a non accettare accordo»

Durante una recente visita in Iran per i funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, una delegazione di Hamas ha incontrato alti funzionari del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo una fonte a conoscenza dell’incontro citata da Axios. Secondo la fonte, i funzionari delle Guardie Rivoluzionarie hanno esortato Hamas a non affrettarsi a firmare l’accordo e a guadagnare tempo. Un alto funzionario statunitense ha inoltre affermato che l’Iran ha cercato di convincere Hamas a non firmare l’accordo, ma che il gruppo ha scelto di non ascoltare.

«L’Iran avrebbe preferito che Hamas non accettasse l’accordo, ma... l’Iran ha abbandonato Hamas già da tempo - afferma un funzionario Usa, citato dal Times of Israel - Non possono permettersi di mantenerlo attivo, e credo che i membri di Hamas si rendano conto di dover fare ciò che è meglio per loro stessi e per il popolo», ha affermato il funzionario statunitense, aggiungendo che l’offerta di amnistia ai membri di Hamas che accettano di consegnare le armi e di aderire al piano in 20 punti di Trump, contenuta nella proposta di disarmo, è stata un punto di forza fondamentale per convincere il gruppo terroristico.

«L’Iran ha cercato di convincerli a non accettare questo accordo, ma alla fine siamo riusciti a superare questo ostacolo», aggiunge il funzionario statunitense.

31 luglio 2026

Processo disarmo Hamas potrà durare tra i 200 e i 350 giorni

L’approvazione da parte di Hamas della tabella di marcia per il disarmo del Board of Peace ha dato il via a un periodo di 14 giorni durante il quale le parti finalizzeranno la tempistica per l’attuazione di ciascuna fase della proposta, ha dichiarato un funzionario del Board of Peace al Times of Israel.

Le tempistiche ipotizzate per l’intero processo di disarmo variano da circa 200 a 350 giorni, ha affermato un altro funzionario del Board of Peace durante un briefing con i giornalisti. Una volta definita tale tempistica, il Board of Peace inizierà a chiedere a Israele di rispettare gli impegni assunti a partire dal cessate il fuoco a Gaza dell’ottobre 2025, ha aggiunto il secondo funzionario.

Ora che Hamas ha acconsentito alla roadmap, Israele dovrà ritirarsi fino alla Linea Gialla originaria, stabilita con il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Tale demarcazione consentiva a Israele di mantenere il controllo di circa il 53% di Gaza. Israele non sarà tenuto a ritirarsi oltre la Linea Gialla originaria finché Hamas non inizierà a consegnare le armi, ha dichiarato al Times of Israel un primo funzionario del Board of Peace, aggiungendo che l’Idf sarà autorizzato a rispondere solo a quelle che saranno considerate minacce imminenti.

Hamas e tutte le altre fazioni armate palestinesi dovranno inoltre cessare ogni attività militare al termine del periodo iniziale di 14 giorni e una volta definite le tempistiche per l’intera roadmap, ha affermato un secondo funzionario del Board of Peace. Verrà istituito un Comitato di Verifica dell’Attuazione (Ivc) per confermare in modo indipendente che entrambe le parti rispettino gli impegni assunti con il cessate il fuoco dell’ottobre 2025.

La tabella di marcia non passerà alla fase successiva di disarmo, ritiro o ricostruzione fino al completamento della fase precedente, che sarà stata confermata dalla Corte Internazionale di Vigilanza (Cv). Una volta verificato che le parti stiano rispettando i termini del cessate il fuoco dell’ottobre 2025, la proposta di disarmo del Board of Peace prevede che il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Ncag) - il gruppo di tecnocrati palestinesi incaricato di sostituire Hamas nel governo della Striscia - inizi gradualmente a entrare nell’enclave, ha affermato un funzionario del Board of Peace.

Sebbene entrambi i funzionari del Board of Peace abbiano menzionato la tempistica iniziale di 14 giorni, essi - insieme a un alto funzionario statunitense presente alla conferenza stampa - sembrano aver lasciato aperta la possibilità che il processo possa protrarsi, come è avvenuto finora.

31 luglio 2026

Funzionario Usa: «Israele scettico su Hamas, ma non deluda Trump»

Un alto funzionario statunitense ha affermato che il presidente Donald Trump sarebbe «molto deluso» se Israele non consentisse l’avanzamento del suo piano in 20 punti per la ricostruzione di Gaza. Lo scrive il Times of Israel. Il funzionario ha rilasciato queste dichiarazioni durante un briefing con i giornalisti in merito all’approvazione da parte di Hamas del piano di disarmo del Board of Peace, controllato dagli Stati Uniti.

L’ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato ieri che la proposta non soddisfaceva le richieste israeliane, indicando che Gerusalemme non ne avrebbe consentito l’avanzamento. «Non stiamo chiedendo a Israele di fare nulla che non sia previsto nel piano in 20 punti che hanno concordato inizialmente, e quindi siamo molto fiduciosi che lo rispetteranno. Se non lo faranno, il presidente Trump sarebbe molto, molto deluso», ha avvertito l’alto funzionario statunitense.

«Abbiamo solo bisogno che rispettino l’accordo originale che ha portato al rilascio degli ostaggi e alla fine della guerra. Gaza è stata la loro spina nel fianco per molti anni», ha concluso il funzionario. «Con tutti i problemi che stanno affrontando in questo momento, non vogliono che questa situazione si aggravi». «Crediamo che continueranno a essere un buon partner e a rispettare gli accordi» aggiunge il funzionario statunitense.

«Israele non credeva che saremmo riusciti a concludere l’accordo per la liberazione degli ostaggi. Non credevano che avremmo recuperato i corpi. Sono molto scettici sul fatto che Hamas si disarmerà... Ma Hamas ha raggiunto un accordo... e Hamas ha mantenuto la promessa recuperando i corpi e gli ostaggi, quindi la nostra intenzione è di far sì che anche Israele rispetti i suoi impegni e di assicurarci di poter essere un mediatore imparziale».

31 luglio 2026

Idf: «Smantellata parte della rete di tunnel del Beaufort, roccaforte di Hezbollah»

«Poco fa, nell’ambito di un’operazione all’interno della Zona di Sicurezza nel sud del Libano, i soldati dell’Idf hanno smantellato una parte significativa della rete di tunnel sotto la cresta di Beaufort. La rete era stata progettata e finanziata dal regime terroristico iraniano e rappresentava una minaccia per gli abitanti del nord di Israele e per i soldati, poiché si trovava a soli 6 chilometri dalla zona di Metula al confine con Israele. Si tratta di una roccaforte strategica di Hezbollah, composta da diversi livelli sotterranei costruiti nel corso di due decenni».

Lo ha comunicato, nella tarda serata di ieri, il portavoce dell’Idf in una nota. «Nel corso della guerra, decine di droni, ordigni esplosivi e missili anticarro sono stati lanciati da questa infrastruttura. Questa sera, le Idf l’hanno smantellata», ha proseguito. La nota riferisce che i soldati continuano a operare nell’area della cresta di Ali Taher nel sud del Libano e rimangono in stato di massima allerta e sono preparati sia per scenari difensivi che offensivi.

31 luglio 2026

Gaza, Trump: «Accordo storico per il disarmo completo di Hamas»

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che il Board of Peace ha raggiunto «un accordo storico per il DISARMO COMPLETO di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati» nella Striscia di Gaza, definendo l’intesa «un passo fondamentale verso una PACE e una SICUREZZA durature».

Il presidente americano ha dichiarato che l’accordo «rappresenta un passo cruciale per la creazione di un nuovo governo palestinese a Gaza, che collaborerà con il Board of Peace per aiutare il popolo palestinese», mentre «allo stesso tempo Israele avrà la sicurezza che merita, con Gaza che non sarà più usata come base per attacchi terroristici».

Il presidente americano ha spiegato che «l’accordo sarà messo in atto a fasi» e che una volta «completato il disarmo, le forze israeliane si ritireranno» dalla Striscia di Gaza e «la Forza internazionale di stabilizzazione collaborerà con una nuova forza di polizia palestinese per garantire che Gaza sia sicura per i suoi abitanti e per i paesi vicini».

Trump ha rimarcato che «non sarà permesso alla minaccia emersa da Gaza il 7 ottobre di ricostituirsi» e che «Gaza sarà finalmente nelle mani di un nuovo governo palestinese al servizio del suo POPOLO».

In una propria dichiarazione, il Board of Peace ha fatto sapere che «Hamas ha accettato una roadmap dettagliata per dare attuazione delle prossime fasi del cessate il fuoco a Gaza», rimarcando che «per la prima volta» si è impegnato «in un piano concreto per la consegna di tutte le sue armi, a cui seguirà il ritiro israeliano da Gaza».

Una fonte del Board of Peace ha detto ad Haaretz che le armi appartenenti ad Hamas e alle altre milizie di Gaza saranno inizialmente consegnate al Board of Peace e successivamente rese inutilizzabili.

31 luglio 2026

Esercito Teheran: attaccate «strutture strategiche Usa» in Kuwait

L’esercito iraniano ha annunciato di aver attaccato «strutture strategiche» dell’esercito americano nella base aerea Ahmed al-Jaber in Kuwait in risposta alla «recente aggressione dell’esercito americano al nostro Paese e al brutale attacco a un edificio residenziale sull’isola di Qeshm». In una nota riportata dai media iraniani, l’esercito ha affermato di aver lanciato droni contro «hangar per gli aerei, sistemi di comunicazione satellitare e depositi di equipaggiamento».

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