
10 settembre 2026
Guerra, ultime notizie. Israele bombarda nel sud del Libano. Wsj: «L’Iran ha ripreso la produzione di missili balistici»
Arabia Saudita: la produzione di petrolio è ai livelli più bassi dal 1990
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Sintesi per punti
10 settembre 2026
Raid Idf nella Striscia di Gaza, due morti a Khan Yunis
Due persone sono morte nella Striscia di Gaza a causa di due diversi raid attribuiti a Israele avvenuti nell’area di Khan Yunis: lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. La stessa fonte precisa che, in un caso, un drone ha colpito un veicolo a nord della località, uccidendo una persona e ferendone alcune altre. Un secondo raid è avvenuto nella zona di Al-Qarara, sempre nell’area di Khan Yunis: in questo caso, una persona è inizialmente rimasta ferita e poi è deceduta.
10 settembre 2026
Scossa di terremoto di magnitudo 4,1 dopo raid Israele nel sud del Libano
L’Idf ha utilizzato “più di 1.100 tonnellate di esplosivo” per le esplosioni nei tunnel sul crinale di Ali Taher, nel sud del Libano, dove afferma di aver demolito importanti infrastrutture sotterranee di Hezbollah: lo riferisce il sito israeliano Ynet. L’esplosione, secondo il sito, è stata di tale violenza che il Centro sismologico euro-mediterraneo, organizzazione non governativa, ha segnalato un terremoto di magnitudo 4.1. Il centro sismologico ha riportato una scossa di tale magnitudine a 10 km di profondità, in un punto situato a 25 km a sud di Sidone e a 16 a nord-est di Tiro, registrata alle 21:08 ora locale.
10 settembre 2026
Israele bombarda nel sud del Libano: «Distrutte infrastrutture di Hezbollah»
Israele ha annunciato di aver completato la demolizione di importanti infrastrutture sotterranee realizzate da Hezbollah, sulla strategica cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale. “Si tratta di infrastrutture terroristiche strategiche costruite nell’arco di due decenni, con finanziamenti e pianificazione iraniani”, si legge in una nota comune del premier Benyamin Netanyahu e del ministro della difesa Israel Katz. La loro distruzione “completa l’acquisizione del controllo operativo sulla cresta di Ali al-Taher, sia in superficie che nel sottosuolo”. Intanto reporter Afp hanno riferito di forti esplosioni nel sud del Libano.
Una folla di persone trasporta le bare delle vittime di un attacco aereo israeliano avvenuto lunedì nel Libano meridionale APN
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10 settembre 2026
Yemen, la sfida di Teheran ai sauditi

Le milizie Houthi hanno conquistato la città portuale di Mocha e le strategiche isole Hanish al largo del centro. Continua, così, lo sforzo delle forze filoiraniane di ottenere il controllo totale della costa yemenita sul Mar Rosso e dello Stretto di Bab el-Mandeb. Un’evoluzione del conflitto, cominciato nel 2014, che rischia di complicare ulteriormente la situazione militare e commerciale dell’area mediorientale, già alle prese con la guerra in Iran e il blocco di Hormuz. Una evoluzione che rischia di rendere ancora più difficile far arrivare le merci asiatiche in Europa e soprattutto un ulteriore punto di strozzatura per le spedizioni di petrolio e gas naturale.
10 settembre 2026
Giordania, Trump: «nessun danno» ad aerei Usa
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito le notizie secondo cui missili iraniani avrebbero danneggiato velivoli militari statunitensi presso una base in Giordania. In un’intervista telefonica con NewsNation, Trump ha affermato che non c’era “alcun fondo di verità” nelle notizie riguardanti danni inflitti dalle forze iraniane agli aerei americani.
NewsNation ha chiesto a Trump informazioni sulle notizie secondo cui l’Iran avrebbe danneggiato aerei da guerra statunitensi durante la sua ultima rappresaglia. “No”, ha risposto Trump. NewsNation ha insistito, chiedendo se non ci fosse “alcun fondo di verità” in merito. “Assolutamente nessuno”, ha risposto Trump. “Nessun danno. Proprio nulla”.
10 settembre 2026
Perché Hormuz divide Stati Uniti e monarchie del Golfo

Il problema è lo stesso per tutti. Lo stretto di Hormuz è ancora teatro di guerra: non ci sono garanzie per la navigazione, né tanto meno fiducia. Però, tra Stati Uniti e monarchie del Golfo, in particolare il Qatar che non ha altri sbocchi marittimi, si fanno strada due approcci contrastanti sul futuro di Hormuz.
Giorni fa il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva dichiarato che, nel giro di due anni, lo Stretto non sarà altro che «un irrilevante tratto di mare», dati i progetti e gli sforzi in corso per rafforzare i corridoi via terra. Gli annunci di Bessent -sulla scia della Casa Bianca- spesso si ridimensionano nel giro di poco, come nel caso del “D-Day” delle sanzioni contro Teheran. Tuttavia, quella frase racchiude l’attuale ragionamento politico degli Stati Uniti: se non è possibile mettere in sicurezza Hormuz, costruiremo altre strade. Qualunque rotta, basta che il commercio fluisca. E che il grande fallimento strategico dell’amministrazione Trump, ovvero aver permesso con l’attacco all’Iran che la polveriera dello Stretto esplodesse, smetta di essere un problema globale. Emarginando Teheran e il potere di ricatto dei pasdaran.
10 settembre 2026
Wsj: «Iran ha ripreso la produzione di missili balistici»
L’Iran ha ripreso la produzione di missili balistici usando i componenti a disposizione nelle sue scorte e operando in strutture sotterranee. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari americani, secono i quali Teheran sta assemblando sia missili a propellente liquido che solido partendo da componenti che aveva a disposizione prima della guerra.
10 settembre 2026
Gaza, attacco israeliano nel nord della Striscia: 4 morti
Un attacco israeliano nel nord della Striscia di Gaza ha provocato la morte di almeno quattro persone, tra cui due bambini. I corpi sono stati trasportati giovedì all’ospedale Shifa, dove le autorità hanno identificato le vittime come marito e moglie e le loro due figlie, di 8 e 12 anni. Un vicino ha riferito che la famiglia stava dormendo quando l’attacco ha colpito la loro abitazione.
In una nota, l’esercito israeliano ha dichiarato che il bombardamento, avvenuto a Beit Lahiya, ha ucciso un militante che aveva partecipato ad attacchi contro le sue forze. Non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Nel frattempo, nello Yemen, i ribelli Houthi sono entrati nella strategica città portuale di Mokha, sul Mar Rosso, avvicinandosi così a importanti rotte del traffico marittimo. Lo riferiscono due residenti e tre medici locali.
10 settembre 2026
Israele e instabilità Sahel, perché l’Algeria rompe con gli Emirati
dal nostro corrispondente Alberto Magnani

NAIROBI - Il governo algerino ha troncato i rapporti diplomatici con gli Emirati arabi uniti, suggellando anni di tensioni fra il gigante nordafricano e la monarchia del Golfo. Algeri ha parlato di azioni «provocatorie e ostili» degli Emirati, senza fornire i dettagli o un casus belli specifico sulla rottura. Anwar Gargash, il consigliere diplomatico del presidente emiratino, ha commentato indirettamente la cesura con un post su X. «Le relazioni diplomatiche si gestiscono con la razionalità, la comunicazione e la chiarezza degli interessi - ha scritto Gargash - non con enigmi e segnali che richiedono decifrazioni». L’ambasciatore emiratino è stato convocato dalle autorità in giornata, con un ultimatum di 48 ore per conformarsi allo strappo diplomatico varato da Algeri.
10 settembre 2026
Usa, si aggiorna il record storico del diesel
Ancora aggiornato al rialzo il record storico del prezzo del diesel negli Stati Uniti mentre il petrolio Wti è tornato oggi sopra i 100 dollari al barile. Dalla rilevazione quotidiana diffusa dall’American Automobile Association emerge che il prezzo medio del diesel negli Usa oggi è arrivato a 5,9773 dollari al gallone (+3,5 centesimi rispetto a ieri), il valore più alto di sempre. Ancora distante dal record storico il prezzo medio della benzina che si attesta a 4,2770 dollari al gallone (+5 cent rispetto a ieri) rispetto al picco di 5,0165 toccato il 14 giugno 2022.
10 settembre 2026
Naza: il documentario che svela il sistema dietro le uccisioni di civili a Gaza

Naza è il nome in codice che i servizi segreti israeliani usano per indicare i danni collaterali, ovvero le vittime civili a Gaza dei bombardamenti dell’esercito israeliano per annientare Hamas. È anche il titolo del film degli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei registi del collettivo che ha vinto l’Oscar per No other land nel 2025. Naza, in concorso all’83esima Mostra del cinema di Venezia, prodotto da «The Guardian» e JW Films (Jim Wilson), in 80 minuti, realizzati con uno stile documentaristico molto classico, rivela i dettagli dei sistemi alla base dell’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza, programmata da Israele dopo la tragedia dell’7 ottobre 2023, in cui Hamas ha ucciso oltre 1200 israeliani, tra civili e militari. Rachel Szor, direttrice della fotografia, è dietro la macchina da presa, Yuval Abraham, giornalista, intervista i testimoni.
10 settembre 2026
Uk, due arresti per sospetta collaborazione con l’intelligence dell’Iran
Due persone sono state arrestate a Londra con il sospetto di aver aiutato i servizi di intelligence iraniani. Si tratta, riferisce la Bbc, di un uomo di 60 anni e di una donna di 42, fermati ieri dalla Metropolitan Police nell’ambito di un’indagine su presunti reati previsti dal National Security Act, la legge britannica sulla sicurezza nazionale. I due sono accusati di aver assistito un servizio di intelligence straniero. Entrambi sono stati rilasciati su cauzione, con rigide condizioni, e dovranno tornare davanti al giudice alla fine di ottobre.
10 settembre 2026
Houthi: la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb resta sicura e regolare
Il portavoce degli Houthi yemeniti, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato che la navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab rimangono sicuri e regolari, mentre i combattimenti contro le forze governative sostenute da Riad si sono intensificati. In un post su X, Abdulsalam ha affermato che lo Yemen non rappresenta alcuna minaccia per la navigazione e che le operazioni in corso degli Houthi sono di natura difensiva e limitate agli obiettivi già annunciati in precedenza. Ha inoltre dichiarato che le operazioni termineranno una volta cessati gli attacchi contro lo Yemen e revocato il blocco.
10 settembre 2026
Produzione saudita crolla ai minimi dal 1990, Brent vicino a 105 dollari
La produzione di petrolio in Arabia Saudita è crollata ancora ad agosto, toccando i minimi dal 1990, a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha messo sotto pressione le rotte di esportazione del Regno. La comunicazione trasmessa dall’Arabia all’Opec ha fatto impennare ulteriormente il prezzo del greggio: il Brent si avvicina a 105 dollari, schizzando del 3,5% a 104,8 dollari al barile, mentre il Wti americano sfiora 100 dollari al barile a 99,65 con un rialzo del 3,75%
10 settembre 2026
Iea, blocco Stretto di Hormuz fa aumentare il consumo globale di carbone
Il blocco in corso dello Stretto di Hormuz sta facendo lievitare la domanda globale di carbone: lo ha dichiarato oggi l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea). Il blocco, scatenato dalla guerra contro l’Iran, sta causando un drastico calo delle forniture di gas naturale liquefatto e una forte impennata dei prezzi, ha affermato l’agenzia con sede a Parigi.Ciò ha spinto i paesi dotati sia di centrali a gas che di capacità produttiva a carbone a incrementare la generazione di elettricità tramite quest’ultimo combustibile. Di conseguenza, il consumo di carbone in mercati quali Europa, Giappone, Corea e Cina si sta attestando su livelli superiori alle previsioni iniziali, ha rilevato l’agenzia. La domanda globale di carbone – per la quale si prevedeva inizialmente un lieve calo rispetto all’anno precedente – è ora stimata in crescita dell’1,2% nel 2026, portando il consumo mondiale alla cifra record di 8,94 miliardi di tonnellate. Il proseguimento di questa tendenza nel 2027 dipenderà dall’eventuale permanenza del blocco dello stretto, ha precisato la Iea. In ogni caso, l’agenzia ha osservato che i prezzi del carbone sono già aumentati in risposta a tali sviluppi.
10 settembre 2026
Iran: Katz, «prossimo anno Teheran sarà libera da oppressione e tirannia»
“L’anno prossimo Teheran sarà libera dall’oppressione e dalla tirannia”. Lo ha dichiarato in un video indirizzato alla comunità ebraica dell’Iran il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in cui avverte, inoltre, la leadership iraniana, dichiarando che “qualsiasi attacco contro Israele, per qualsiasi motivo e da qualsiasi luogo, incontrerà una risposta energica, compresi attacchi alle sue principali infrastrutture energetiche”. Katz aggiunge: “Un simile colpo riporterebbe l’Iran indietro di decenni e destabilizzerebbe ulteriormente il regime degli ayatollah che il popolo iraniano tanto disprezza e di cui desidera ardentemente la caduta”.
10 settembre 2026
Yemen, «gli Houthi hanno conquistato l’isola di Zuqar a sud del Mar Rosso»
Secondo una fonte militare yemenita, oltre a Mocha gli Houthi hanno conquistato l’isola di Zuqar, a sud del Mar Rosso, “dopo attacchi missilistici e un assalto terrestre condotto con l’ausilio di imbarcazioni che trasportavano combattenti”. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto le forze ribelli entrare a Mocha, a 70 chilometri a nord dello stretto di Bab El Mendeb, scandendo ’morte all’America, morte a Israele’.
10 settembre 2026
Da Iran stop alla sovrattassa del 10% per le navi straniere che trasportano prodotti energetici
L’Iran ordina la sospensione temporanea della sovrattassa del 10% sul trasporto merci applicata alle navi straniere che trasportano prodotti energetici - petrolio, gas e prodotti petroliferi liquidi - da o verso l’Iran. Lo scrive la Fars, l’agenzia di stampa semi-ufficiale.
10 settembre 2026
Media, gli Houthi hanno conquistato la città yemenita di Mocha sul Mar Rosso
I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno conquistato la città yemenita di Mocha, sul Mar Rosso. Lo scrivono i media internazionali citando Reuters, che cita tre fonti del governo yemenita. Gli Houthi si avvicinano così al controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte più importanti al mondo per le navi mercantili. Da giorni sono in corso violentissimi scontri tra i militari yemeniti e ribelli filo-iraniani, che contribuiscono a aumentare la tensione nel Golfo colpendo con razzi infrastrutture petrolifere saudite.
10 settembre 2026
Houthi, nelle ultime ore circa 40 raid aerei dei sauditi
Nelle ultime ore, l’Arabia Saudita ha condotto una quarantina di raid aerei nello Yemen. Lo hanno affermato gli Houthi, sostenuti dall’Iran, in seguito a nuovi attacchi dei ribelli contro il Regno. “L’aviazione del nemico saudita ha effettuato circa 40 raid nelle ultime ore nei governatorati di Taiz, Hodeida, Al-Jawf e Marib”, ha riferito Saba, l’agenzia di stampa dei ribelli.
Guerra in Medio Oriente - 10 settembre
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10 settembre 2026
Trump minaccia nuovi raid sull’Iran: “Attività a Pickaxe Mountain”
Il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato nuovi attacchi contro l’Iran, indicando in particolare Pickaxe Mountain, un sito fortificato vicino all’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz.
“Abbiamo notato un po’ di attività a Pickaxe. Consiglierei all’Iran di non fare il furbo, perché dovremo colpirli molto duramente”, ha detto Trump durante un intervento alla convention repubblicana per le elezioni di midterm.
Pickaxe Mountain si trova nei pressi dell’impianto nucleare di Natanz, gravemente danneggiato, e ospita due complessi di tunnel profondamente interrati. Trump minaccia attacchi contro il sito almeno dalla metà di luglio.
10 settembre 2026
Wsj, Vance e Rubio discutono con Trump di rischio conflitto fino a fine mandato
I principali consiglieri della Casa Bianca, tra cui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, hanno avvertito in privato il presidente Donald Trump che il conflitto con l’Iran potrebbe protrarsi per tutto il resto del suo mandato, fino al gennaio 2029. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani secondo cui la possibilità di una guerra lunga è stata discussa con Trump nello Studio Ovale e nella Situation Room. Una prospettiva che contrasta con le dichiarazioni pubbliche del presidente, che nelle scorse ore ha assicurato che il conflitto finirà “immediatamente” dopo le elezioni di midterm di novembre, perché Teheran “non può resistere ancora a lungo”. Il Pentagono si sta intanto preparando alla possibilità di un impegno prolungato in Medio Oriente: alcune missioni sono già state estese al 2027 e non sarebbe stata fissata una data per il ritiro di alcune unità di difesa aerea, parte dei circa 50mila militari americani schierati nella regione. Il dispositivo coinvolge anche l’Italia: l’Air Force sta effettuando una rotazione dei propri squadroni, con F-16 dell’Air National Guard destinati a sostituire velivoli che rientreranno alla base Usa di Aviano. Secondo funzionari americani, una presenza militare e un blocco navale protratti per anni rischierebbero inoltre di sottrarre risorse alle forze statunitensi dispiegate in Europa e in Asia.
10 settembre 2026
Yemen, Arabia Saudita: attacchi Houthi con missili e droni contro 3 città
Gli Houthi dello Yemen hanno lanciato attacchi con missili balistici e droni contro le città saudite di Khamis Mushait, Abha e Jazan. Lo ha reso noto il portavoce della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, Turki al-Maliki, accusando “la milizia terroristica Houthi” di proseguire “i suoi efferati attacchi contro le infrastrutture e le risorse nazionali del Regno”. La coalizione risponderà agli attacchi “in modo responsabile” per proteggere la sovranità saudita, le infrastrutture e la popolazione civile, ha aggiunto al-Maliki, precisando che ogni eventuale risposta sarà condotta nell’ambito del diritto all’autodifesa e nel rispetto del diritto internazionale.
10 settembre 2026
Iran, esplosioni a Sirik e Qeshm: colpite diverse aree
Diverse aree di Sirik, città sulla costa meridionale dell’Iran, sono state colpite da proiettili. Lo riferiscono i media statali iraniani.
L’agenzia Fars ha segnalato separatamente diverse esplosioni a Sirik e sull’isola di Qeshm.
Secondo Fars, le esplosioni udite a Qeshm avrebbero avuto origine in mare.
10 settembre 2026
Giordania, raid iraniano su base Usa: danneggiati F-15 e un A-10
Diversi velivoli militari statunitensi sono stati danneggiati negli attacchi condotti nella notte contro la base aerea Muwaffaq Salti, in Giordania. Lo riferisce la giornalista della CBS Jennifer Jacobs citando fonti informate.
Secondo CBS News, circa otto caccia F-15 hanno subito danni lievi e sono già tornati in servizio.
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