VUna nave nello Stretto di Hormuz. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS  via REUTERS

28 agosto 2026

Guerra ultime notizie. Rinviati colloqui su Hormuz a Istanbul. Teheran: «Trump mostra sintomi schizofrenia»

Pentagono: 50mila militari Usa impegnati nelle operazioni in Medio Oriente. Esercito israeliano lancia colpi di artiglieria in periferia Damasco

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28 agosto 2026

Iran: Pezeshkian: «Oman ha accettato quadro riferimento per riapertura Hormuz»

L’Oman ha accettato un quadro di riferimento per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib. Pezeshkian ha aggiunto che i rappresentanti omaniti sono tornati ai colloqui e hanno accettato che la rotta possa essere riaperta “sulla base della mappa concordata” con l’Iran.

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28 agosto 2026

Report degli 007: «Per Putin gli Usa indeboliti dalla guerra in Iran»

Il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe qualche giorno fa è stato preceduto, o forse proprio causato, da nuove dell’intelligence americana secondo le quali il Cremlino considera gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra in Iran. Una convinzione che, secondo gli 007 Usa, offrirebbe alla Russia l’opportunità di intensificare le azioni contro gli interessi e gli alleati americani in Europa, nonostante Donald Trump abbia nettamente smentito il rischio un’escalation di Mosca contro i paesi della Nato. Le informazioni di intelligence secondo cui Putin considera gli Stati Uniti indeboliti dal conflitto contro Teheran arrivano dopo settimane di speculazioni su quanto questi sei mesi di guerra abbiano messo a dura prova le forze armate a stelle e strisce. Nonostante le ripetute smentite di Pentagono e Casa Bianca, la carenza di armamenti ha destato preoccupazione tra gli alleati in Asia, sollevando interrogativi sulla capacità di Washington di esercitare un’azione di deterrenza contro un potenziale conflitto con la Cina. Nel frattempo, da un’analisi del Guardian che ha preso visione di una serie di documenti top secret della marina americana, è uscito pure che il conflitto contro Teheran avrebbe prosciugato le casse della Us Navy che è stata costretta a trasferire fondi destinati agli stipendi e ad altre voci di spesa per coprire i costi dei combattimenti.

I dettagli dei colloqui di Ratcliffe con le controparti russe sono rimasti top secret. Ma secondo quanto riferito da diverse fonti informate al Washington Post, il capo della Cia ha voluto chiarire che gli Stati Uniti non sono a corto di risorse e che se il Cremlino decidesse di provocare un’escalation significativa del conflitto in Ucraina, Trump non sarebbe rimasto a guardare e “si sarebbe avvicinato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky”. Con quella guerra che si protrae ormai da cinque anni, i Paesi della Nato nell’Europa orientale, in particolare le nazioni baltiche, continuano a esprimere timori per il possibile inasprimento della pressione da parte di Putin o per incursioni sempre più provocatorie. E proprio in queste ore il comando militare della Nato ha confermato la notizia di una vasta operazione condotta dagli Usa assieme ad altri alleati il 18 agosto scorso attorno all’exclave russa di Kaliningrad. “La Nato è un’Alleanza difensiva e gli Alleati affinano costantemente le proprie capacità difensive e l’operazione alleata del 18 agosto nella regione baltica, che ha coinvolto aerei da combattimento statunitensi e norvegesi, forze di terra polacche, un sistema aereo radar E-3A Sentry dotato del sistema AWACS e altro ancora, sotto la supervisione degli Stati Uniti, è un esempio di questo approccio”, ha detto il colonnello Martin O’Donnell, portavoce dello Shape, il Comando supremo delle potenze alleate Nato in Europa.

28 agosto 2026

Iran, Khamenei: aumentare produzione interna ed eliminare il dollaro

La Guida suprema iraniana, Mojataba Khamenei, ha sollecitato un aumento della produzione interna e l’eliminazione del dollaro dalle transazioni, in un messaggio diffuso pochi giorni dopo l’avvio da parte di Washington di una guerra economica contro l’Iran con la cosidetta “Operation Economic Outcast”.

Khameneui ha innanzitutto elogiato l’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian per la gestione del Paese in un contesto segnato da “aggressione e blocco da parte di Stati Uniti e Israele”.

“In particolare, apprezzo le valide misure adottate, nonostante le varie restrizioni e i complotti del nemico americano-sionista, e l’intensificarsi delle sanzioni e dei blocchi durante la terza guerra imposta e dopo, per garantire la fornitura di beni e servizi essenziali alla popolazione, riparare le aree gravemente danneggiate e gestire l’energia”, ha scritto Khamenei nel messaggio riportato dai media iraniani.

La Guida suprema ha quindi rimarcato la necessità di affrontare una serie di sfide, come l’inflazione e la disoccupazione, prestando particolare attenzione anche ad altri elementi dell’economia, tra cui “l’incremento della produzione, la graduale eliminazione del dollaro dal suo ruolo di primo piano e, in definitiva, il porre al centro dell’attenzione l’intero insieme di politiche economiche di resistenza”.

28 agosto 2026

Libano, attacco israeliano con drone vicino orfanotrofio nel sud

Un attacco israeliano con un drone è stato segnalato nei pressi di un orfanotrofio tra le città di Nabatieh al-Fawqa e Mayfadoun, nel sud del Libano. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale libanese.

Israele ha inoltre colpito la città di Haris, nel distretto di Bint Jbeil, ha riferito ancora l’agenzia di stampa nazionale.

28 agosto 2026

Mladenov (Board of peace): stabilito come e dove sarà dispiegata prima unità a Gaza

Il direttore generale del Board of peace per Gaza Nikolai Mladenov ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera che le “unità d’avanguardia” della forza internazionale di mantenimento della pace destinata a entrare nella Striscia sono pronte, ed è già stato stabilito come e dove saranno dispiegate. Secondo Mladenov, sono in corso colloqui con Israele e sono stati compiuti progressi.

28 agosto 2026

Katz: campo profughi Jenin evacuato e occupato da Idf

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che il campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata, è stato “evacuato dai suoi abitanti e occupato” dall’esercito israeliano.

In un post sui social media in cui si è congratulato con l’esercito, la polizia e lo Shin Bet per l’attacco condotto oggi a Jenin, che ha provocato tre morti, ha affermato che il campo è stato “liberato dai terroristi e dalle infrastrutture terroristiche” e che l’esercito israeliano è “stabilmente di stanza lì, come in altri campi terroristici” della Cisgiordania.

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso nell’attacco contro un’automobile il comandante di Hamas Qais Bitawi.

28 agosto 2026

Gaza: 44 palestinesi evacuati questa settimana da Francia

Un totale di 44 palestinesi sono stati evacuati da Gaza dalla Francia questa settimana, tra cui scienziati e artisti minacciati e vincitori di un programma di accoglienza d’emergenza. Lo ha appreso la France Presse da una fonte diplomatica di Parigi. “Nell’ambito di un’operazione condotta il 24 agosto, la Francia ha evacuato 44 persone da Gaza, tra cui beneficiari di borse di studio del governo francese e vincitori del programma Pause”, ha precisato la fonte.

La Francia “si è mobilitata dall’inizio del conflitto (...) per mettere al sicuro, grazie a operazioni di evacuazione di estrema complessità, i nostri connazionali e le loro famiglie, il personale dell’Institut francais di Gaza e i vincitori di programmi di eccellenza”, ha aggiunto la fonte. Dal 2017, il programma Pause, istituito dal College de France, prestigiosa istituzione di insegnamento e ricerca, sostiene l’accoglienza d’emergenza di scienziati e artisti minacciati in tutto il mondo.

A gennaio, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot aveva confermato che, per motivi logistici, la Francia aveva sospeso le iscrizioni al programma Pause per i cittadini di Gaza. Aveva precisato che, a quella data, “50 vincitori palestinesi del programma Pause e le loro famiglie” erano stati accolti in Francia dopo l’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023 e l’inizio della guerra a Gaza.

28 agosto 2026

Iran, Russia: Putin incontrerà Pezeshkian il 1 settembre a Bhiskek

Il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, incontrerà il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, il prossimo 1 settembre a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov.

Il vertice della Sco si terrà dal 31 agosto al 1 settembre nella capitale del Kirghizistan. “Per quanto riguarda gli incontri bilaterali che si terranno il 1 settembre, dopo la conclusione degli eventi nell’ambito della Sco, inizieremo con un colloquio con il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Masoud Pezeshkian”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti.

28 agosto 2026

Araghchi: «Non perdoneremo mai raid Usa su scuola a Minab»

L’Iran non dimenticherà e non perdonerà mai l’attacco condotto dagli Stati Uniti contro una scuola elementare a Minab, il primo giorno della guerra lo scorso 28 febbraio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visitando un’esibizione dedicata alle vittime del raid. Citato dall’emittente Irib, Araghchi ha affermato che gli studenti della scuola di Minab sono diventati un “simbolo eroico” per l’Iran e che il popolo iraniano non “dimenticherà” né “perdonerà” mai l’attacco.

28 agosto 2026

Imo: 6.000 marinai ancora bloccati a sei mesi da inizio guerra

A sei mesi dall’inizio del conflitto, “la situazione nello Stretto di Hormuz rimane irrisolta” e “circa 6.000 marinai a bordo di 400 navi” sono ancora bloccati nel Golfo Persico. Lo ha detto il segretario Generale dell’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo), Arsenio Dominguez, sollecitando in una nota “soluzioni concrete per ripristinare la libertà di navigazione”.

Ad oggi, l’Imo ha verificato almeno 70 attacchi contro navi mercantili internazionali, con 19 marittimi uccisi.

28 agosto 2026

Libano, Unifil: oltre 1.000 traiettorie di proiettili in 7 giorni

Nonostante il calo delle violenze rispetto all’inizio dell’anno, “la situazione nel sud del Libano rimane fragile”. È quanto ha sottolineato oggi la missione Onu in Libano (Unifil), precisando che “dal 21 al 27 agosto, i caschi blu hanno registrato 1.030 traiettorie di proiettili, in media 147 al giorno”.

“Dietro questi numeri c’è un continuo tributo di vite umane tra i civili, con case e infrastrutture vitali danneggiate e comunità che faticano a riprendersi - si legge sull’account X dell’Unifil - i caschi blu continuano a monitorare e riferire sugli sviluppi sul campo e collaborano con le parti per contribuire a prevenire un’ulteriore escalation”.

28 agosto 2026

Fonti Usa ad Axios: ridotto il controllo di Teheran su Hormuz

Negli ultimi due mesi l’esercito americano ha progressivamente eroso il controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, al punto per cui oggi le forze armate Usa ne controllano di fatto la maggior parte. È quanto hanno dichiarato funzionari Usa ad Axios.

Il sito americano ricorda, citando anche fonti israeliane, che la decisione di chiudere lo Stretto di Hormuz venne presa all’inizio del conflitto israelo-americano contro l’Iran dall’allora comandante della marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, il generale Alireza Tangsiri. Nelle prime 72 ore di guerra l’Iran annunciò la chiusura dello stretto e avvertì che avrebbe attaccato le petroliere che avessero tentato di attraversarlo. Dietro le quinte, però, Tangsiri diede anche l’ordine di piazzare mine navali nel Traffic Separation Scheme (Tss), la principale rotta internazionale attraverso lo stretto, secondo quanto sostenuto funzionari israeliani e statunitensi. Tangsiri venne ucciso tre settimane dopo in un raid aereo israeliano nella città portuale di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran.

Il memorandum di intesa firmato a giugno da Stati Uniti e Iran prevedera, tra le altre condizioni, la riapertura dello Stretto, ma l’accordo non è stato messo in atto e i paesi mediatori stanno cercando di rilanciare il negoziati.

Tuttavia, da allora le forze americane hanno agito per riaprire unilateralmente lo stretto. Secondo quanto appreso da Axios, l’operazione ha incluso diversi elementi: insieme agli Emirati Arabi Uniti, una task force militare americana ha iniziato a guidare le navi attraverso il corridoio meridionale dello stretto, fornendo copertura aerea e intercettando gli attacchi di droni e missili da crociera iraniani; una campagna di bombardamenti americani di due settimane a luglio, che ha ridotto la capacità dei pasdaran di attaccare le navi che attraversano lo stretto; un’operazione di sminamento che ha visto coinvolti sommozzatori della Marina, Navy Seal, droni subacquei e di superficie e contractor privati per individuare e neutralizzare le mine.

28 agosto 2026

Idf: uccisi due militanti di Hamas e della Jihad a Gaza

Un militante di Hamas che aveva partecipato all’assalto del 7 ottobre 2023 e un comandante della Jihad islamica palestinese sono stati uccisi ieri in attacchi a Gaza City: lo ha reso noto l’esercito israeliano.

In un attacco nel campo di Shati è stato ucciso Ibrahim Nabil Ibrahim Bass, che secondo l’Idf era un comandante di Hamas penetrato in Israele il 7 ottobre. In un altro attacco, nel quartiere Sabra di Gaza City, è stato preso di mira Hamdi Ahmad Hamid Kahlil, identificato dall’esercito come comandante di un plotone di sorveglianza della Jihad islamica.

L’Idf ha giustificato gli attacchi, avvenuti durante la tregua, sostenendo che entrambi i miliziani avevano recentemente promosso attacchi contro le truppe e i civili israeliani e avevano agito per ripristinare le capacità operative dei rispettivi gruppi, “violando sistematicamente il cessate il fuoco”. “Gli attacchi sono stati condotti per eliminare la minaccia”, ha aggiunto l’esercito.

Ieri l’Idf aveva annunciato l’uccisione di altri due comandanti di Hamas in attacchi israeliani nella Striscia.

28 agosto 2026

Guardian: «Sul web falso think tank con IA per diffondere propaganda israeliana»

Un falso think tank registrato negli Usa per diffondere propaganda israeliana, tramite il ricorso all’intelligenza artificiale, ha pubblicato oltre mezzo milione di parole in nove giorni su internet spacciandole sotto forma di pseudo-analisi accademiche. Lo ha rivelato un’inchiesta condotta dal Guardian sull’Hanover Institute for Public Policy, che non esiste come entità legale in nessuna giurisdizione, non ha un indirizzo fisico e non riporta alcun membro dello staff né alcuna firma sui suoi articoli. Il sito web del think tank espone la posizione di Israele su temi come la tortura dei prigionieri palestinesi, i crimini di guerra dello Stato ebraico e le accuse di affamare deliberatamente la popolazione di Gaza, il tutto presentato come una ricerca neutrale. La società di produzione mediatica newyorkese Piro Inc ha registrato il sito presso il dipartimento di Giustizia statunitense questo mese ai sensi del Foreign Agents Registration Act (Fara) - una legge del 1938 che impone a chiunque lavori per un governo straniero di dichiararlo formalmente - specificando che si tratta di materiale distribuito per conto del governo israeliano. Secondo il quotidiano britannico, il sito fa parte di una campagna finanziata con decine di milioni di dollari dallo Stato ebraico e veicolata tramite terzi come l’europea Havas Media, per orientare le risposte dei chatbot a favore di Israele.

28 agosto 2026

Finlandia interrompe finanziamenti a Unrwa, Israele plaude alla decisione

La Finlandia interromperà i finanziamenti all’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi. Lo ha annunciato il ministro del Commercio estero e dello sviluppo, Ville Tavio, spiegando che la Finlandia continuerà a fornire aiuti alla popolazione palestinese attraverso altri canali, il livello dei finanziamenti non resterà invariato. La notizia è stata rilanciata dal ministero degli Esteri israeliano, che sul suo account di ’X’ ha scritto di accogliere ’’con favore la decisione della Finlandia di sospendere il suo finanziamento pluriennale all’Unrwa’’. Il ministero israeliano ritiene ’’positivo vedere che sempre più Paesi riconoscono l’innegabile verità alla luce delle prove conclusive del coinvolgimento di dipendenti dell’Unrwa nel massacro del 7 ottobre e degli inscindibili legami dell’Unrwa con Hamas. L’Unrwa è un focolaio di terrorismo. Fa parte del problema, non della soluzione’’.

28 agosto 2026

Beirut accusa Israele: «Sta cercando di rinviare colloqui»

Israele starebbe cercando di rinviare i negoziati con il Libano, adducendo come motivazione le elezioni di ottobre. Lo ha dichiarato all’emittente al-Jazeera una fonte libanese, aggiungendo che anche le affermazioni di Israele sul fallimento del ritiro delle unità militari dalle zone pilota nel Libano meridionale rappresentano una “tattica dilatoria per guadagnare tempo”. Il prossimo round di negoziati tra Israele e Libano dovrebbe svolgersi a settembre a Roma. La fonte ha aggiunto che ’’non c’è stata alcuna negligenza da parte dell’esercito libanese, ma non vogliamo spargimenti di sangue interni. Israele non vuole una forza internazionale nel sud e cerca un contatto diretto con l’esercito libanese’’. Riguardo a Hezbollah, la fonte libanese ha affermato che il governo di Beirut ha chiesto al gruppo sciita di avviare consultazioni, che potrebbero essere utili nei negoziati. Al momento, però, da Hezbollah non c’è stata alcuna risposta. “Esiste un consenso internazionale sul fatto che Hezbollah non possa essere disarmato con la forza o rapidamente”, ha aggiunto la fonte.

28 agosto 2026

Germania: rinviati colloqui su Hormuz a Istanbul

Sono stati rinviati i colloqui sul futuro dello Stretto di Hormuz promossi dalla Turchia e dalla Germania, che avrebbero dovuto tenersi domenica a Istanbul. Lo ha comunicato il governo di Berlino spiegando che i colloqui sono stati rinviati a causa di un problema nell’agenda di uno dei partecipanti. Al momento non è stata ancora fissata una nuova data. All’incontro di Istanbul avrebbero dovuto partecipare i ministri degli Esteri di Germania, Turchia, Francia e Gran Bretagna. In programma incontri con i capi della diplomazia di Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto. I colloqui avrebbero dovuto concentrarsi sulla sicurezza regionale e sulla libertà di navigazione nello Stretto, bloccato dall’inizio della guerra con l’Iran.

28 agosto 2026

L’artista iraniano Mohsen Namjoo torna in patria dopo vent’anni di esilio negli Usa

Il cantante e artista iraniano Mohsen Namjoo è tornato in Iran dagli Stati Uniti, dove ha vissuto in esilio per diversi anni dopo essere stato condannato al carcere per aver musicato versetti del Corano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Irna.

Durante il culmine della guerra israelo-americana contro l’Iran, l’artista si è ripetutamente espresso contro “gli attacchi che stanno distruggendo il Paese” e ha accusato l’opposizione con sede all’estero di essere “guerrafondaia”. Tuttavia, in queste dichiarazioni, diventate virali e suscitando indignazione tra gli oppositori, ha mantenuto le distanze dalla Repubblica Islamica.

Nato nel 1976 a Torbat Jam, nel nord-est dell’Iran, Namjoo ha raggiunto la fama negli anni 2000 con canzoni che fondono la musica tradizionale e il folklore iraniano con il rock e il jazz occidentali. Nel 2009, i media filogovernativi riportarono che l’artista, che all’epoca viveva negli Stati Uniti, era stato condannato al carcere per aver recitato versetti del Corano in modo ritenuto “offensivo” e per aver deriso il testo sacro. Dopo aver pubblicato un album con l’approvazione del governo, chiarì di aver registrato il brano controverso in privato.

Questa settimana, ha annunciato a New York la sua intenzione di “tornare in patria dopo vent’anni di esilio”, affermando di non essere preoccupato di poter continuare o meno la sua carriera musicale in Iran. Ieri, un video diventato virale ha mostrato Mohsen Namjoo all’aeroporto internazionale di Teheran, dove i fan si scattavano selfie con lui. Irna ha poi elogiato “le sue posizioni patriottiche” durante la guerra.

28 agosto 2026

Teheran: “Terrorismo” le sanzioni economiche degli Usa

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato l’ultima campagna di pressione economica degli Stati Uniti contro Teheran, avvertendo tutti i Paesi che parteciparvi equivale a essere complici ad un atto di “terrorismo”.

In una dichiarazione, il ministero iraniano ha sostenuto che le sanzioni statunitensi violano la Carta delle Nazioni Unite e ha descritto la dichiarazione di guerra economica da parte di Washington come una continuazione del conflitto militare condotto contro l’Iran dagli Stati Uniti e da Israele.

Teheran ha definito l’iniziativa un deprecabile atto di “terrorismo di Stato” e un crimine contro l’umanità, affermando che mette seriamente a rischio la salute e i mezzi di sussistenza di milioni di civili.

Teheran ha inoltre accusato il sistema delle Nazioni Unite e gli Stati membri di non aver reagito adeguatamente a quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale da parte di Washington e Israele, avvertendo che tale atteggiamento avrebbe incoraggiato ulteriori violazioni.

Il ministero degli Esteri ha osservato che l’Iran rimane determinato a utilizzare tutti i mezzi disponibili per difendere il Paese da quella che ha definito una campagna militare ed economica congiunta di Stati Uniti e Israele.

28 agosto 2026

Israele, il piano del falco Smotrich: «giudaizzare» Negev e Galilea

Roberto Bongiornidi Roberto Bongiorni

Una bandiera israeliana EPA

GERUSALEMME - Giudaizzare. Non solo la Cisgiordania, ma anche i territori all’interno dello Stato di Israele con una forte presenza araba. L’ultima ricetta di Bezalel Smotrich per recuperare consenso sposta la sua battaglia nazional-religiosa dalla Cisgiordania alle periferie di Israele: il deserto del Negev, a sud, e la Galilea, a nord.

Con un annuncio a sorpresa, ieri il ministro delle Finanze ha svelato il programma del suo partito – Sionismo religioso – in vista delle elezioni del 27 ottobre. Il nome è emblematico: «Sì, giudaizzazione». La retorica anche. Lo slogan è «Ahmed ha ragione ad avere paura». In un video realizzato con l’intelligenza artificiale, un palestinese della Cisgiordania telefona a un arabo israeliano e dice: «Smotrich sta arrivando per fare a voi quello che ha fatto a noi. Prenderà il controllo delle terre, costruirà città e fattorie. Per noi è già tutto perduto».

28 agosto 2026

Trump: «Stretto Hormuz è aperto, risposta Teheran molto debole»

Lo Stretto di Hormuz “è aperto”. Lo ha ribadito ad Axios il presidente americano Donald Trump. “La risposta iraniana è molto debole. Non vogliono che torniamo a colpirli. E’ questo il punto fondamentale. Il resto non conta”, ha aggiunto Trump. Nella notte il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha affermato che “le rotte marittime riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono libere dalle mine navali iraniane”, definendo il risultato “un traguardo importante”. Secondo funzionari americani citati da Axios, ogni notte transitano attraverso Hormuz tra le 20 e le 30 petroliere, circa la metà rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Un funzionario Usa ha inoltre riferito che nell’ultimo mese l’Iran ha colpito circa il 2% delle navi transitate nello Stretto, pur continuando a tentare attacchi che nella maggior parte dei casi non vanno a segno.

28 agosto 2026

Teheran, «Trump mostra sintomi schizofrenia su Hormuz»

Il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha attaccato il presidente americano Donald Trump, paragonando le sue affermazioni sullo Stretto di Hormuz ai sintomi della schizofrenia. “La schizofrenia è un disturbo psicotico complesso e acuto, caratterizzato da alterazioni del pensiero e da una percezione distorta della realtà”, ha scritto Gharibabadi su X, allegando al post l’immagine condivisa da Trump nella quale lo Stretto viene presentato come “nuovo territorio” degli Stati Uniti. “I sintomi più comuni sono allucinazioni e deliri”, ha aggiunto il viceministro, secondo cui gli psicologi raccomandano che questi pazienti “siano monitorati e curati 24 ore su 24”.

28 agosto 2026

Fonti governative tedesche, «rinviata conferenza sull’Iran a Istanbul»

La conferenza, prevista su iniziativa tedesco-turca, sulle soluzioni per lo Stretto di Hormuz - bloccato a causa della guerra in Iran - è stata rinviata. Secondo quanto riferito da fonti governative tedesche a Berlino, il motivo sarebbe da ricercarsi in problemi di calendario di uno dei partecipanti. Lo riporta la Dpa. Non è ancora stata fissata una nuova data per l’incontro previsto in Turchia.

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, 26 agosto 2026. Kay Nietfeld/Pool via REUTERS

Inizialmente, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul (Cdu) e i suoi omologhi di Turchia, Francia e Gran Bretagna avrebbero dovuto incontrare questa domenica a Istanbul i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto. Le discussioni avrebbero dovuto vertere su questioni regionali quali la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

28 agosto 2026

Axios: vicino accordo «colossale» Usa-Venezuela su giacimenti petroliferi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’amministrazione Trump sarebbe vicina a concludere un accordo con il governo ad interim del Venezuela per acquisire una parte delle enormi risorse petrolifere del Paese sudamericano, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari statunitensi. Questo accordo raddoppierebbe le riserve petrolifere statunitensi, attingendo a un Paese che possiede le maggiori riserve accertate al mondo. «Definire questo accordo enorme sarebbe riduttivo», ha affermato uno dei funzionari. «È colossale».

A spingere per la firma dell’accordo contribuiscono le guerre in Iran e Ucraina, che hanno interrotto le forniture globali di petrolio e fatto aumentare i prezzi. Le riserve strategiche di petrolio degli Stati Uniti sono attualmente al minimo da 40 anni. I dettagli sono ancora in fase di definizione, ma le discussioni riguardano oltre una dozzina di giacimenti petroliferi produttivi, non la totalità dei 300 miliardi di barili di riserve accertate del Venezuela. Secondo Axios, i giacimenti al centro dei negoziati contengono circa 90 miliardi di barili di riserve accertate, quasi un terzo dei 300 miliardi del Venezuela e una quantità che potrebbe più che raddoppiare le riserve petrolifere attribuibili agli Stati Uniti.

28 agosto 2026

Appello di Venice4Palestine, «bandiera palestinese al Lido»

Venice4Palestine lancia un nuovo appello alla Biennale di Venezia, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica e ai lavoratori del settore, per chiedere azioni concrete per la Palestina. Tra le richieste quella di esporre la bandiera palestinese durante la Mostra, in occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan. L’appello chiede trasparenza lungo la filiera cinematografica e di sospendere gli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano. Tra i firmatari la Nobel Annie Ernaux, Roger Waters e Matteo Garrone.

28 agosto 2026

Difesa Iran, «abbiamo nuove armi, le sveleremo sul campo di battaglia»

L’industria bellica iraniana ha preparato “nuove armi, equipaggiamenti, tecnologie e tattiche per preservare l’elemento sorpresa, che verranno svelate sul campo di battaglia”. Lo ha detto, secondo la testata iraniana Press Tv, il portavoce del ministero della Difesa di Teheran Reza Talaei-Nik. “L’industria della difesa iraniana è andata oltre la semplice copia e l’ingegneria inversa - ha aggiunto - sviluppando ora autonomamente alcune tecnologie per droni e missili balistici. Il nemico e alcuni Paesi stranieri avevano affermato, prima della guerra del Ramadan, di star copiando i progetti iraniani di droni e armi”.

28 agosto 2026

Iran, Araghchi: diplomazia possibile, riportarla su strada giusta

Riportare la diplomazia “sulla strada giusta” non è impossibile, ma dipende dalla capacità degli Stati uniti di comprendere che la pressione sull’Iran non funziona. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

“Riportare la diplomazia sulla strada giusta non è impossibile. Dipende dalla comprensione, da parte degli Stati uniti, di un semplice fatto: la pressione non funziona”, ha scritto Araghchi su X. “Gli Stati uniti dovrebbero costruire fiducia, parlare con rispetto, riconoscere i nostri diritti e rispettare gli impegni”, ha aggiunto il ministro.

28 agosto 2026

Trump insiste, Stretto Hormuz è nuovo territorio Usa

Il presidente Usa, Donald Trump, insiste nel dichiarare che lo Stretto di Hormuz è territorio americano. In un post sul suo social Truth ha pubblicato un’immagine dal titolo ’Territori Usa’ in cui si vedono diverse bandiere, fra cui quelle di Puerto Rico, Guam e Isole Marshall, e si aggiunge un’illustrazione dello Stretto di Hormuz, che viene indicato come “nuovo” territorio.

28 agosto 2026

Bessent, «il blocco schiaccerà l’economia iraniana»

“Il blocco e l’operazione di emarginazione economica schiacceranno la già fragile economia iraniana. Gli Stati Uniti hanno spostato 130 milioni di barili di petrolio all’esterno negli ultimi 14 giorni. L’Iran: 0”. Lo scrive su X il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent.

28 agosto 2026

Iran, Mosca: contrari a pedaggi per passaggio su Stretto di Hormuz

“Anche noi, tra l’altro, non vogliamo che venga introdotto un pedaggio (per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, ndr), ma questa è una questione che dovrà essere ulteriormente discussa”, ha detto il ministro degli Esteri Sergey Lavrov in un’intervista al canale televisivo RBC.

Il ministro ha aggiunto che lo Stretto di Hormuz è rimasto completamente aperto fino al 28 febbraio di quest’anno, ovvero prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la loro aggressione contro l’Iran. Ha inoltre precisato che la questione dei pedaggi per il passaggio attraverso lo stretto non era stata discussa “fino a quando Stati Uniti e Israele non hanno intrapreso questa iniziativa”.

“Dopo questa aggressione, l’Iran ha dimostrato di avere anch’esso i propri interessi nazionali, il proprio orgoglio nazionale e le proprie tradizioni”, ha dichiarato Lavrov.

Lo Stretto di Hormuz

28 agosto 2026

Onu contro Usa: eccessivo definire Palestine Action terrorista

L’Ufficio delle Nazioni unite per i diritti umani ha criticato la decisione dell’amministrazione Trump di designare Palestine Action come organizzazione terroristica, definendola una restrizione “sproporzionata e non necessaria” dei diritti alla libertà di espressione, riunione e associazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters.

Washington ha inserito mercoledì Palestine Action nella lista delle organizzazioni terroristiche, sostenendo che la decisione rientra negli sforzi del presidente Donald Trump per contrastare i gruppi di sinistra nell’ambito della politica antiterrorismo. Il ministero degli Esteri israeliano ha accolto favorevolmente la misura.

La designazione “sembra costituire una restrizione sproporzionata e non necessaria dei diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione, nonché del diritto a partecipare alla vita pubblica”, ha affermato l’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Turk.

“L’uso estensivo del termine ’terrorismo’ ha dimostrato di avere un effetto intimidatorio sullo spazio civico”, ha aggiunto.

Anche il Regno unito aveva precedentemente vietato Palestine Action classificandola come organizzazione terroristica, una decisione criticata a sua volta dall’ufficio di Turk. La Corte suprema britannica ha annunciato che esaminerà un ricorso contro una sentenza di grado inferiore che aveva ritenuto legittimo il divieto.

Palestine Action ha preso di mira in particolare aziende britanniche della difesa collegate a Israele, tra cui Elbit Systems, bloccandone in diverse occasioni gli ingressi o imbrattandone le strutture con vernice rossa.

Il gruppo era stato vietato nel Regno unito poco dopo l’irruzione nella base della Royal Air Force di Brize Norton nel giugno 2025, durante la quale alcuni attivisti avevano danneggiato due velivoli militari. Il divieto aveva provocato proteste nel corso delle quali sono state arrestate circa 3mila persone.

Palestine Action sostiene che le proprie iniziative “sono sempre state finalizzate a salvare vite, interrompendo il funzionamento della macchina da guerra israeliana” e afferma di utilizzare “tattiche di disturbo” contro quelle che definisce “aziende che favoriscono il complesso militare-industriale israeliano”.

28 agosto 2026

Pentagono: 50mila militari Usa impegnati nelle operazioni in Medio Oriente

Sono circa 50mila i militari statunitensi impegnati nelle operazioni degli Stati uniti in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il comandante del Central Command americano, ammiraglio Brad Cooper.

“Molti dei nostri 50mila militari statunitensi che operano in tutta la regione stanno svolgendo un lavoro eccezionale nell’attuazione del blocco navale contro l’Iran, mantenendo al tempo stesso il flusso del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha affermato Cooper.

Stati uniti e Israele hanno iniziato a colpire obiettivi in Iran il 28 febbraio. Teheran ha risposto con attacchi contro il territorio israeliano e contro strutture militari americane in Medio Oriente.

Guerra in Medio Oriente - 28 agosto 2026

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28 agosto 2026

Il segretario al Tesoro Usa Bessent spingerà sull’isolamento economico dell’Iran al G20 Finanze

Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent intensificherà gli sforzi per isolare economicamente l’Iran in occasione del G20 Finanze della prossima settimana ad Asheville, in North Carolina, in un appuntamento segnato da guerre e tensioni commerciali. I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 principali economie mondiali si riuniranno lunedì e martedì prossimi per dar vita ai colloqui che sono i primi di diversi incontri ministeriali del 2026, in preparazione del terreno al vertice dei leader del G20 che il presidente Donald Trump ospiterà a dicembre in Florida. Ad Asheville, i funzionari Usa sottolineeranno ai Paesi del G20 l’importanza di rispettare le sanzioni contro l’Iran, ha riferito un funzionario del Tesoro americano, indicando che Bessent rivolgerà appelli diretti ai suoi omologhi durante gli incontri bilaterali, senza tuttavia specificare con chi siano previsti né se tra gli interlocutori figuri anche la Cina, il primo acquirente di petrolio iraniano. In agenda ci sono poi questioni quali l’eccesso di capacità industriale, la promozione di una crescita economica più solida e la creazione di catene di approvvigionamento affidabili per risorse critiche come l’energia. Malgrado i colloqui del G20 si siano estesi a temi come il cambiamento climatico e la salute globale, gli analisti prevedono che quest’anno Washington sosterrà un approccio incentrato sui temi fondamentali (“back-to-basics”) che implica una rinnovata attenzione a debito, commercio, stabilità finanziaria e regolamentazione bancaria. L’imminente incontro, tuttavia, si svolge in un momento in cui la leadership globale degli Stati Uniti è messa alla prova. Crescono le preoccupazioni per i livelli del debito Usa, mentre i massicci dazi imposti da Trump a rivali e alleati storici, come il Canada, hanno reso particolarmente tesi i rapporti. In uno scenario segnato dall’incertezza sull’evoluzione della guerra tra Usa e Iran. Il G20 comprende 19 nazioni più l’Ue e l’Unione Africana: quest’anno, sotto la presidenza statunitense, il Sudafrica è stato escluso dal G20, mentre Washington ha invitato la Polonia a sedersi al tavolo delle trattative.

28 agosto 2026

Trump: «Lo Stretto di Hormuz è un nuovo territorio Usa»

Donald Trump insiste con la sua designazione di Stretto di Hormuz come di “un nuovo territorio americano”. In un collage di bandiere postato su Truth, il tycoon menziona alcuni territori Usa, tra cui Guam, le Us Virgin Islands, Portorico e American Samoa, insieme al “nuovo” ingresso, rappresentato da un’immagine stilizzata dello Stretto di Hormuz.

28 agosto 2026

Esercito israeliano lancia colpi di artiglieria in periferia Damasco

L’esercito israeliano ha lanciato due colpi di artiglieria tra la città di Beit Jinn e le Red Hills, nella periferia occidentale di Damasco, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale del Paese, Sana. I due colpi sono caduti su terreni agricoli e non sono stati segnalati feriti, ha aggiunto l’agenzia. Lo riporta Al Jazeera. La Siria continua a esigere il ritiro completo di Israele dal proprio territorio, insistendo sul fatto che tutte le misure adottate dalle forze israeliane nelle aree da esse controllate sono nulle e prive di efficacia ai sensi del diritto internazionale, ha riferito Sana, aggiungendo che Damasco ha anche invitato la comunità internazionale ad adempiere alle proprie responsabilità e a costringere Israele a ritirarsi completamente dalla Siria meridionale.

28 agosto 2026

Comando Usa, rotte marittime attraverso Hormuz bonificate da mine

L’ammiraglio della Marina statunitense, Brad Cooper, il più alto comandante militare Usa in Medio Oriente a capo del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), ha dichiarato che le rotte marittime internazionali attraverso lo Stretto di Hormuz sono state bonificate dalle mine.

“Oggi le rotte marittime internazionali sono aperte e stiamo procedendo con slancio”, ha affermato in un video pubblicato sui social.

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