Alcuni automobilisti passano davanti a un cartellone pubblicitario raffigurante il defunto leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, in una strada del centro di Teheran, in Iran, il 6 agosto 2026.   EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA

08 agosto 2026

Guerra, ultime notizie. Pasdaran: «Hormuz riaprirà appena Usa accetteranno nostre condizioni». Debutta l’”Accordo della Mecca” stile Nato

Possibile adesione dell’Egitto a patto difesa con Riad e Islamabad. Cnn: capo delle forze armate Usa cerca via d’uscita da guerra contro l’Iran

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8 agosto 2026

Pentagono, abbiamo munizioni sufficienti per condurre una guerra

Il vicedirettore principale dell’Unità per l’Innovazione della Difesa (DIU) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha affermato che l’esercito dispone di munizioni sufficienti per la guerra contro l’Iran, in seguito alle notizie secondo cui le scorte di armi vitali per la difesa aerea, come i missili intercettori balistici, si sarebbero ridotte a causa del conflitto. “Abbiamo munizioni a sufficienza per il compito che ci attende”, ha detto Jarred Conley ad Al Jazeera, “il dipartimento ha tutto il necessario oggi per condurre una guerra”.

8 agosto 2026

Usa, Nyt: guerra con l’Iran prosciuga scorte di missili

La guerra contro l’Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina. Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali.

Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio. Secondo due fonti informate sulle scorte, dall’inizio della guerra contro l’Iran gli Stati uniti avrebbero utilizzato oltre 1.500 intercettori Patriot, mentre l’inventario attuale sarebbe inferiore a 1.700 unità. Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate.

Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia. Dall’Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche.

8 agosto 2026

Comandante Centcom Cooper in Israele

Il comandante del Comando centrale degli Stati uniti (Centcom), ammiraglio Brad Cooper, è arrivato oggi in Israele per una serie di incontri con il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, e altri alti responsabili della difesa. Al centro dei colloqui ci saranno soprattutto il dossier iraniano, le valutazioni congiunte in vista di una possibile nuova escalation o di un accordo, e la situazione nella Striscia di Gaza. Lo scrive Kan News, la televisione israeliana.

Cooper è giunto in Israele dopo una serie di incontri in Bahrain e negli Emirati arabi uniti. La visita avviene sullo sfondo delle dichiarazioni formulate oggi dal presidente iraniano e dal vicepresidente statunitense sulla possibilità di procedere verso un nuovo accordo di cessate il fuoco.

Gli Stati uniti continuano intanto a mantenere un livello di massima allerta in Medio Oriente, compreso Israele. Decine di aerei cisterna statunitensi per il rifornimento in volo, caccia e sistemi di difesa aerea, insieme a migliaia di militari americani, restano dispiegati nel Paese. Durante la visita Cooper dovrebbe incontrare anche le forze statunitensi presenti in Israele.

8 agosto 2026

Yemen: esercito, lanciati attacchi contro basi ribelli Houthi

L’esercito yemenita ha attaccato i ribelli Houthi in risposta ai recenti attacchi degli Houthi nello Yemen centrale e orientale. Il colonnello Majed al-Nazili, portavoce dell’esercito yemenita, ha affermato che gli attacchi hanno preso di mira le “basi e le capacità” dei ribelli su diverse linee del fronte. Ha aggiunto che gli attacchi miravano a “proteggere i civili disarmati” e a difendere la sicurezza dell’esercito, segnando una grave escalation da quando una tregua del 2022 ha in gran parte fermato i combattimenti. La guerra civile nel Paese vede contrapposti gli Houthi, sostenuti dall’Iran, e una coalizione guidata dall’Arabia Saudita alleata con il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale.

8 agosto 2026

Vance: “Iran ha detto che non imporrà pedaggi a Hormuz”

“La nostra aspettative è che dal Golfo escano le stesse quantità di petrolio e gas che uscivano prima dell’inizio del conflitto. E’ quello che gli iraniani ci hanno detto che intendono di fare”. Lo ha dichiarato il vicepresidente statunitense Jd Vance in un’intervista a Fox News, spiegando che Teheran ha comunicato a Washington di non avere intenzione di imporre pedaggi nello Stretto di Hormuz. Vance ha aggiunto che gli Stati Uniti si aspettano il ritorno dei flussi di petrolio e gas ai livelli precedenti al conflitto, ma che giudicheranno l’Iran “dalle sue azioni, non dalle sue rassicurazioni”. Secondo Vance, l’Iran e i Paesi del Golfo Persico, in particolare l’Oman, stanno discutendo le modalità per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto, anche attraverso lo sminamento e un impegno da parte di Teheran a non attaccare le navi commerciali. “Siamo ancora nel pieno della partita con l’Iran”, ha affermato il vicepresidente, spiegando che Washington sta utilizzando strumenti diplomatici, economici e militari per ottenere quello che definisce il miglior risultato possibile per gli americani. “Non ci fidiamo, verifichiamo”, ha concluso.

8 agosto 2026

Oman: colloqui positivi su Hormuz ma condanniamo attacchi navi

L’Oman ha dichiarato che i colloqui con l’Iran sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz sono «positivi», mettendo al contempo in guardia contro gli attacchi alle navi in questa strategica via marittima, di fatto bloccata da Teheran.

«I negoziati in corso sulle modalità di navigazione nello Stretto si stanno svolgendo in un’atmosfera positiva e costruttiva», ha dichiarato il ministero degli Esteri. Senza nominare l’Iran, il ministero ha condannato «i ripetuti attacchi» e invitato ad astenersi da qualsiasi azione che possa compromettere il processo diplomatico.

8 agosto 2026

Pezeshkian: decisioni su guerra spettano a comandanti militari e Khamenei

“Se dobbiamo combattere o meno, i comandanti della guerra ne sanno più di me e di voi. Conoscono le proprie capacità”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ribadendo come l’ultima parole spetti non al governo ma ai vertici militari e, in ultima istanza, alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “La Guida decide e, qualunque decisione prenda, noi la sosterremo fino alla fine”, ha aggiunto Pezeshkian. Il presidente ha spiegato che, secondo l’assetto istituzionale iraniano, la gestione della guerra non rientra nelle competenze dell’esecutivo: “La guerra non dipende dal governo. Il governo è lì per fornire il sostegno necessario”.

8 agosto 2026

Min. Petrolio Iraq: “esportavamo via Hormuz 3,4 mln barili al giorno, oggi 1,5 mln”

La crisi nello Stretto di Hormuz continua ad avere un impatto pesante sulle esportazioni irachene. Prima di fine febbraio, quando Usa e Israele hanno annunciato l’avvio di operazioni militari contro l’Iran a cui Teheran non ha mancato di ’rispondere’, ogni giorno tramite lo Stretto di Hormuz l’Iraq esportava circa 3,4 milioni di barili, ha detto il ministro del Petrolio, Bassem Mohammed Khudair, come riporta l’agenzia irachena Ina. Attualmente, ha affermato il ministro, “l’Iraq ha una produzione di 2,7 milioni di barili al giorno ed esporta tra 1,5 e 1,7 milioni di barili al giorno”. “La situazione nella regione - ha evidenziato - richiede un dialogo approfondito”. E il ministro iracheno ha insistito sulla necessità di arrivare a “soluzioni nell’interesse del Paese”.

8 agosto 2026

Pezeshkian: Usa colonialisti e assassini, hanno violato il memorandum

“Gli Stati Uniti sono colonialisti e assassini”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Se gli Stati Uniti avessero avuto il potere, non avrebbero indubbiamente voluto l’esistenza dell’Iran, ma i colloqui e le opinioni degli esperti lo hanno impedito”. Riferendosi agli ultimi sviluppi sullo Stretto di Hormuz, ha sottolineato: “Gli americani hanno violato la parte del Memorandum d’intesa firmato con l’Iran, che prevede che gli Stati Uniti agiscano in base alle linee guida elaborate congiuntamente da Iran e Oman. Non hanno agito, quindi abbiamo reagito”. Secondo l’agenzia di stampa Isna, parlando con i media locali, Pezeshkian ha inoltre auspicato l’unità tra i funzionari iraniani “per preservare i risultati raggiunti dal Paese”

8 agosto 2026

Netanyahu chiede di aumentare di 17 mld dlr spesa militare previsto per il prossimo decennio

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto al ministero delle Finanze israeliano di aumentare da 350 a 400 miliardi di shekel (da circa 117 a 133 miliardi di dollari) l’incremento della spesa per la difesa previsto nell’arco di 13 anni, chiedendo che i fondi vengano stanziati prima delle prossime elezioni di ottobre. I funzionari del ministero delle Finanze, rileva ’Haaretz’, si oppongono fermamente alla proposta, sostenendo che un aumento di tale portata della spesa dovrebbe essere accompagnato da un aumento delle tasse, da tagli ad altre voci di spesa oppure da un incremento del deficit pubblico. l bilancio della difesa israeliano è aumentato ripetutamente da quando è scoppiata la guerra in seguito all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. All’inizio di quest’anno, il governo aveva approvato un bilancio per la difesa di 112 miliardi di shekel (37 miliardi di dollari). Dopo che Israele ha avviato la guerra contro l’Iran insieme agli Stati Uniti, il governo ha aumentato lo stanziamento a 143 miliardi di shekel (48 miliardi di dollari). Le forze armate israeliane hanno chiesto ulteriori 40 miliardi di shekel (13 miliardi di dollari), dei quali 15 miliardi (5 miliardi di dollari) sono stati approvati immediatamente. I restanti fondi erano stati destinati a ottobre e novembre, subordinatamente alle spese effettivamente sostenute. I funzionari della difesa israeliana, rileva il quotidiano israeliano, chiedono altri diversi miliardi di shekel e avvertono che alcune aziende del settore della difesa potrebbero interrompere alcune linee di produzione se non riceveranno questi finanziamenti. Secondo i funzionari, queste aziende erano state obbligate ad aumentare la propria capacità produttiva per soddisfare la domanda dell’esercito durante la guerra, in particolare per quanto riguarda armi e munizioni. Ora, però, rischiano di dover chiudere alcune linee di produzione perché le Forze di Difesa Israeliane non possono garantire nuovi ordini, a causa della disputa in corso con il ministero delle Finanze.

8 agosto 2026

Araghchi: vicini a intesa su nuova rotta a Hormuz

Iran e Oman sono “molto vicini” a un accordo per una nuova rotta di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, nell’ambito dei negoziati per una soluzione temporanea destinata al traffico commerciale. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto rifersce l’agenzia di stampa Ruters.

Araghchi ha spiegato che Teheran non accetta più il precedente sistema di separazione dei flussi di navigazione attraverso lo Stretto e ritiene necessaria la definizione di una nuova rotta.

La riapertura dello Stretto resterebbe tuttavia subordinata anche ad altre condizioni poste dall’Iran.

Tra queste, secondo il ministro, figura il pagamento di compensazioni per quelle che Teheran considera violazioni da parte degli Stati uniti del memorandum d’intesa sottoscritto a giugno.

8 agosto 2026

Missile colpisce nave degli Emirati nello Stretto di Hormuz, nessun ferito

Una nave della Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) è stata obiettivo di un attacco con un missile mentre, alle prime ore di oggi, transitava nello Stretto di Hormuz. Lo conferma la stessa Adnoc, come riporta l’agenzia di stampa emiratina Wam precisando che non risultano feriti e che la situazione è “sotto controllo”.

8 agosto 2026

Pasdaran, “Hormuz riaprirà appena Usa accetteranno nostre condizioni”

“La riapertura dello Stretto di Hormuz è subordinata ai meccanismi e alle condizioni proprie della Repubblica islamica dell’Iran e non ha nulla a che vedere con i negoziati tra Iran e Oman”. Lo ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), Hossein Mohebi, precisando che la riapertura dello strategico passaggio marittimo dipenderà esclusivamente da un accordo con Washington. “Quando l’America accetterà le condizioni dell’Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà certamente”, ha aggiunto Mohebi.

8 agosto 2026

Consigliere Guida Suprema Iran, “le forze straniere devono lasciare la regione”

“La sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista ha rafforzato la convinzione che le forze straniere - la principale causa di insicurezza - debbano lasciare la regione”. Lo afferma Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema per gli affari internazionali. “La crescente cooperazione tra gli Stati della regione può garantire la sicurezza regionale”, ha aggiunto in un post su X. >I recenti sviluppi riflettono la resilienza delle forze armate, la fermezza degli iraniani e il coraggio dell’Asse della Resistenza”, ha aggiunto.

8 agosto 2026

Possibile adesione dell’Egitto a patto difesa con Riad e Islamabad

La Turchia non esclude un futuro allargamento all’Egitto dell’accordo di difesa siglato con Arabia Saudita e Pakistan, ha affermato il vicepresidente turco Cevdet Yilmaz in un’intervista alla Cnn Turk. “In futuro, naturalmente, è possibile. L’Egitto è un Paese piuttosto forte e la sua partecipazione potrebbe essere importante per un formato di questo tipo”, ha dichiarato Yilmaz, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il Cairo aderisca all’intesa.

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno siglato un accordo congiunto di difesa sottoscritto dai leader dei tre Paesi. Secondo il quotidiano turco Türkiye, il patto prevede, tra l’altro, la cooperazione nello scambio di informazioni di intelligence e il coordinamento in materia di sicurezza regionale.

8 agosto 2026

Media Iran, “in Yemen in corso scontri con miliziani filo-sauditi”

Fonti di informazione hanno riferito che in questo momento sono in corso intensi scontri tra le forze armate yemenite e i miliziani affiliati all’Arabia Saudita nella parte occidentale del paese. Lo scrive su Telegram l’agenzia iraniana Mehr.

8 agosto 2026

Guerra ultime notizie. Nuove sanzioni Usa contro l’Iran. Patto difensivo Turchia-Arabia Saudita-Pakistan

La gente passa davanti a un cartellone pubblicitario anti-statunitense in una strada di Teheran, in Iran, il 3 agosto 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS   via REUTERS

8 agosto 2026

Funzionario Usa, ci aspettiamo accordo a breve su Hormuz

Un funzionario statunitense ha affermato che sono stati compiuti progressi nei colloqui tra Iran e Oman volti alla riapertura completa dello Stretto di Hormuz. “Ci aspettiamo un accordo a breve”, ha dichiarato in un comunicato inviato ai giornalisti che avevano posto la domanda. Lo riporta il Times of Israel. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un accordo è imminente sin da sabato, quando ha annullato un importante attacco militare contro siti energetici iraniani. Recenti notizie indicano che le parti hanno raggiunto un accordo quadro.

8 agosto 2026

Cnn: capo delle forze armate Usa cerca via d’uscita da guerra contro l’Iran

Il presidente dei capi di Stato maggiore congiunti degli Stati Uniti, generale Dan Caine, avrebbe espresso nelle ultime settimane ai principali consiglieri dell’amministrazione Trump la necessità di trovare una “via d’uscita” dalla guerra con l’Iran, mettendo in guardia sui rischi di un’ulteriore escalation militare. Lo riferisce la Cnn, citando tre fonti a conoscenza delle discussioni interne all’amministrazione. Secondo l’emittente americana, il più alto ufficiale delle forze armate statunitensi ritiene che le opzioni militari attualmente disponibili per intensificare il conflitto potrebbero produrre conseguenze negative e che la sola potenza aerea difficilmente consentirebbe di raggiungere gli obiettivi indicati dal presidente Donald Trump.

“Caine sta cercando una via d’uscita”, ha affermato una delle fonti citate dalla Cnn. Le preoccupazioni del generale sarebbero condivise da altri esponenti di primo piano dell’amministrazione. Caine avrebbe discusso sia i rischi legati a un’escalation sia la possibilità di individuare una soluzione al conflitto con il direttore della Cia John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. Secondo due delle fonti, Caine avrebbe inoltre avuto colloqui riservati con alcuni di questi esponenti con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra le diverse componenti dell’amministrazione e arrivare alle riunioni con Trump con una valutazione condivisa dei limiti e dei rischi delle diverse opzioni militari. Il confronto riguarderebbe anche scenari che non prevedono l’impiego di truppe americane sul terreno.

Trump si è finora mostrato contrario all’invio di forze di terra in Iran e ha invece indicato nei bombardamenti aerei uno strumento per costringere Teheran ad accettare un accordo alle condizioni poste da Washington. Caine e altri membri dell’amministrazione, scrive tuttavia la Cnn sulla base delle proprie fonti, considererebbero improbabile che la sola campagna aerea possa produrre questo risultato e starebbero quindi valutando alternative compatibili con i limiti fissati dal presidente.

Le riserve riguardano anche un piano discusso alla fine di luglio per nuovi e più aggressivi attacchi contro l’Iran. Secondo Cnn, Caine e altri responsabili della sicurezza nazionale erano preoccupati dalle possibili conseguenze di un’escalation, mentre Trump sembrava inizialmente orientato ad autorizzare quella che aveva definito un’operazione “massiccia”, salvo poi decidere di non procedere dopo colloqui con alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente, preoccupati per una possibile rappresaglia iraniana e, in particolare, per attacchi contro le loro infrastrutture energetiche. Un alto funzionario dell’amministrazione ha tuttavia precisato alla Cnn che il presidente non ha escluso definitivamente l’opzione di nuovi raid.

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