L’Alta Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas.  EPA/RONALD WITTEK EPA

20 settembre 2026

Guerra ultime notizie. Lettera di Kallas ai 27: «Rafforzare Aspides con più navi e mezzi aerei»

La crisi in Medio Oriente, con l’escalation degli attacchi da parte degli Houthi, spinge Trump ad anticipare il rientro da Camp David, gli Usa alzano l’allerta per i cittadini americani in Israele. Dopo le sollecitazioni del ministro della Difesa Crosetto lettera dell’Alta rappresentante Ue Kallas su Aspides ai 27

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20 settembre 2026

Iran, il ministro degli Esteri è partito per l’Assemblea Generale dell’Onu

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è partito da Teheran per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, secondo quanto annunciato dai media statali, che hanno aggiunto che farà una breve sosta in Qatar.

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20 settembre 2026

Lettera di Kallas ai 27: rafforzare Aspides con più navi e mezzi aerei

“Servono più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati, per far fronte all’aumento del livello delle minacce, comprese maggiori capacità per effettuare protezione ravvicinata” per rafforzare Aspides. Lo scrive l’Alta Rappresentante Kaja Kallas nella lettera ai Ventisette. Nell’“accresciuta insicurezza” dobbiamo “aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l’operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato”, afferma Kallas. “Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri”.

20 settembre 2026

Iran colpirà tutte le basi Usa in caso di nuovi attacchi

L’Iran colpirà tutte le basi e le strutture di interesse statunitense in Medio Oriente qualora Washington decidesse di attaccare nuovamente la Repubblica Islamica: è quanto ha dichiarato oggi il comando centrale delle forze armate iraniane, Khatam Al-Anbiya.

“Vi avvertiamo: se gli Stati Uniti commetteranno un errore contro l’Iran islamico, tutte le basi e gli interessi di quel Paese nella regione diventeranno bersaglio di attacchi continui, critici e dolorosi, senza alcuna restrizione o esitazione”, si legge nella dichiarazione riportata dall’emittente di Stato iraniana Irib.

Il comando centrale ha inoltre avvertito i Paesi del Medio Oriente che, qualora dovessero unirsi a un’aggressione statunitense, non dovranno aspettarsi moderazione da parte delle forze armate iraniane.

Il comando ha infine sostenuto che gli Stati Uniti, con l’approvazione di alcuni Paesi mediorientali, hanno deciso - nel corso di una riunione congiunta tenutasi in un Paese europeo - di riprendere le operazioni militari contro l’Iran.

20 settembre 2026

Trump: «Deciderò se e quando far esplodere l’Iran, si comportino bene»

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato all’inviato speciale per gli esteri di Fox News di trovarsi in una “fase decisionale” e che nel prossimo futuro accadranno “cose molto importanti” riguardo alla guerra tra Usa e Iran. Lo riporta la stessa emittente, secondo cui il tycoon ha affermato che “la mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione? È meglio che si comportino bene”. Trump si è inoltre detto “aperto” a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran ha inviato un elenco di richieste per porre fine al conflitto.

20 settembre 2026

Trump: «Siamo in contatto con gli Houthi, non vogliono combattere con noi»

Gli Stati Uniti sono «in costante comunicazione con gli Houthi», i quali «hanno accettato di non combattere contro» gli Usa. Questo è quanto riporta l’inviato di Fox News dopo aver parlato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La posizione è coerente con quanto il presidente aveva dichiarato pubblicamente il 12 settembre scorso durante una visita in Irlanda: «Abbiamo avuto dei colloqui: gli Houthi ci hanno contattato e non vogliono combattere contro di noi, non vogliono che li prendiamo di mira e preferirebbero di gran lunga che non fossimo coinvolti; lasciano passare la maggior parte delle navi, c’è solo un Paese con cui non sono molto contenti», con riferimento all’Arabia Saudita, ma secondo quanto aveva detto il tycoon, «risolveremo la questione».

20 settembre 2026

Iran, Pezeshkian si recherà a New York per Assemblea Generale Onu

l presidente iraniano Masoud Pezeshkian si recherà a New York nei prossimi giorni per partecipare all’81esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: lo ha riferito oggi l’emittente iraniana SNN.

Il dibattito generale dell’81esima sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu si svolgerà a New York dal 22 al 26 settembre e il 28 settembre.

Secondo quanto riferito, Pezeshkian interverrà all’Assemblea Generale dell’Onu e terrà incontri bilaterali e consultazioni con altri leader mondiali.

Nonostante le ripetute richieste da parte di alcuni legislatori statunitensi di vietare l’ingresso nel Paese ai funzionari iraniani, l’Accordo sulla sede delle Nazioni Unite del 1947 impone agli Stati Uniti di garantire un accesso senza ostacoli ai rappresentanti di tutti gli Stati membri dell’Onu.

Il presidente iraniano Pezeshkian al Brics Business Forum a New Delhi, India, 11 settembre 2026. ( via REUTERS)

20 settembre 2026

Ed Sheeran si scusa e rompe il silenzio: «A Gaza situazione inaccettabile»

FILE - Ed Sheeran si esibisce al New Orleans Jazz & Heritage Festival 2023 a New Orleans il 29 aprile 2023. (Foto di Amy Harris/Invision/AP, Archivio)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

«Nella mia carriera ho cercato di non essere un commentatore politico di alcun tipo, perché voglio che la mia musica e i miei show parlino di unità, non di divisione; di umanità, non di politica. Ma questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere ciò che provo».

Dopo la bufera scatenata dall’esclusione del rapper Macklemore dal suo tour, in seguito ad alcune dichiarazioni pro-Palestina, Ed Sheeran torna sul palco a Philadelphia e si scusa con i fan, rompendo anche il silenzio sulla guerra in Medio Oriente.

20 settembre 2026

Egitto e Paesi del Golfo condannano l’attacco degli Houthi a Riad

Egitto, Giordania, Qatar e Kuwait hanno dichiarato che l’attacco degli Houthi contro la capitale dell’Arabia Saudita rappresenta ’una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione, oltre a costituire una violazione del diritto internazionale’. In dichiarazioni separate, scrive Al Jazeera, i rispettivi governi hanno espresso sostegno a Riad, confermando il proprio appoggio alla sua sovranità e alla tutela dei civili. Anche la Lega Musulmana Mondiale ha condannato l’attacco, definendolo una violazione di “tutti i valori religiosi, nonché delle norme e delle leggi internazionali e umanitarie”.

20 settembre 2026

Idf: uccisi a Gaza comandante Nukhba e altri due terroristi di Hamas

L’Idf comunica in una nota di aver ucciso nel fine settimana a Gaza due terroristi che si erano infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e un comandante dell’unità di èlite Nukhba di Hamas. Quest’ultimo era Basir Al-Barsh, figlio maggiore del direttore generale del ministero della Sanità di Hamas, colpito ieri a ovest di Jabalia. I due terroristi che avevano preso parte al massacro del 7 ottobre, dichiara l’Idf, erano Yahya Hamdouna, dell’ala militare di Hamas e Muhammad Rafaei, del battaglione Daraj Tuffah di Hamas, anche lui infiltrato nel territorio israeliano il 7 ottobre. “Recentemente, i terroristi hanno intensificato gli attacchi contro le truppe dell’Idf e i civili israeliani e hanno operato per ripristinare le capacità dell’organizzazione terroristica”, scrive il portavoce dell’esercito.

20 settembre 2026

Iran a Paesi alleati Usa: se attaccati risponderemo senza moderazione

Il comando militare iraniano ha avvertito i paesi del Medio Oriente che saranno “considerati complici” se gli Stati Uniti riprenderanno attacchi su larga scala contro il Paese dalle basi americane. “Avvertiamo che se i paesi della regione - continuando la loro politica ambigua nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran - si schiereranno a fianco dell’aggressione del Grande Satana contro un Iran potente e sovrano, saranno tutti considerati complici di questo male e non potranno più aspettarsi moderazione o correttezza da parte delle potenti forze armate iraniane”, ha affermato in un comunicato il quartier generale di Khatam al-Anbiya, dopo aver ricevuto informazioni secondo cui gli Stati Uniti, con il sostegno di alcuni paesi della regione, si starebbero preparando a riprendere le azioni contro l’Iran.

20 settembre 2026

Il direttore della Cia incontra al Sisi durante visita al Cairo

Il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi durante una visita al Cairo avvenuta mentre gli Stati Uniti hanno avvisato del rischio di una rapida e non prevedibile escalation dei conflitti in Medio Oriente. L’ufficio del presidente egiziano ha reso noto che durante il colloquio, al quale ha partecipato anche il capo dei servizi di intelligence egiziani Hassan Rashad, si è discusso delle guerre in Iran, a Gaza e in Sudan. E degli attacchi contro i Paesi del Golfo e le minacce alla sicurezza marittima. Il presidente egiziano ha sottolineato “l’enorme importanza della soluzione delle crisi regionali attraverso le vie politiche e diplomatiche”, si legge ancora nel comunicato. Mentre Ratcliffe ha “lodato il ruolo chiave dell’Egitto nel sostenere sforzi tesi a raggiungere accordi pacifici e complessivi per le crisi regionali”.

20 settembre 2026

Iran informati di ripresa azioni militari Usa

L’Iran ha ricevuto informazioni secondo cui gli Stati Uniti, con il sostegno di alcuni paesi della regione, si stanno preparando a riprendere azioni militari contro l’Iran; lo ha dichiarato domenica il comando militare centrale del paese, secondo quanto riportato dai media statali.

Le forze armate hanno affermato che qualsiasi attacco statunitense scatenerebbe attacchi prolungati contro basi e interessi USA nella regione, aggiungendo che i paesi della regione che sostenessero un’aggressione statunitense contro l’Iran sarebbero considerati parti in causa nel conflitto.

20 settembre 2026

Mar Rosso, Crosetto: «L’Italia non è in guerra». Tajani: missione Aspides va rafforzata

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto Imagoeconomica

Sul dossier delle minacce Houthi alla navigazione marittima nello Stretto di Bab el-Mandeb il ministro della Difesa Guido Crosetto decide di fare chiarezza e in una nota chiarisce: «L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato «escluso» da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla».

Nella nota Crosetto definisce il titolo del Fatto Quotidiano del 19 settembre (“L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle”) «falso, offensivo, ingannevole e gravissimo» e sostiene che la presenza militare italiana in Arabia Saudita non sia mai stata segreta. Il ministro ricorda di avere riferito più volte in Parlamento, così come il capo di Stato maggiore, il comandante del Covi, il ministro degli Esteri e i sottosegretari alla Difesa.

20 settembre 2026

Leader Hezbollah, «la resistenza è l’unica via per liberare la nostra terra»

Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem ha affermato che contrastare “l’arroganza di Israele” è possibile solo attraverso la resistenza. Qassem, come riportano media internazionali di lingua araba, ha parlato ieri durante la Conferenza dei Martiri della Resistenza in occasione del 55° anniversario della fondazione dell’Organizzazione Studentesca Imamia in Pakistan: “La resistenza è l’unica via per liberare la terra”, ha detto. “Abbiamo messo alla prova questa resistenza in Libano e abbiamo scoperto che libera la terra e il popolo, costringe il nemico israeliano ad andarsene in modo vergognoso e umiliante e restituisce alla causa palestinese la sua vitalità e il suo potenziale”. La causa palestinese, ha detto ancora è una “questione centrale” e che “è necessaria la resistenza in tutte le sue forme”. Resistenza significa “rifiutare il nemico e combattere quando siamo in grado di combattere, ciascuno secondo la propria posizione e il proprio ruolo”. Riguardo alla guerra Usa-Israele contro l’Iran, Qassem ha affermato che “l’attacco mirava a rovesciare il regime, ma ha incontrato delle difficoltà. Anche se ci vorrà molto tempo, l’Iran ha vinto, e anche se per noi ci vorranno giorni o mesi, saremo vittoriosi perché siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni e abbiamo impedito loro di raggiungere i propri obiettivi”. “Siamo i legittimi proprietari di questa terra e dobbiamo resistere, per quanto grandi siano i sacrifici - ha detto infine - e la vittoria arriverà”

20 settembre 2026

Ghalibaf, «se non saranno soddisfatte le nostre condizioni Hormuz resterà chiuso»

“La dicotomia tra guerra e negoziazione non è reale, bisogna sia combattere che negoziare: combattere con saggezza e autorevolezza, e negoziare con autorità e razionalità al momento opportuno”. Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nel suo discorso di apertura della seduta, alla vigilia della cosiddetta ’Settimana della Sacra Difesa’. A suo dire, se non saranno riconosciuti i diritti dell’Iran non ci saranno le condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz. “Al momento necessario - ha spiegato - con tutta la potenza militare di cui disponiamo, respingiamo il nemico e gli infliggiamo colpi fatali, ma quando abbiamo conseguito una vittoria significativa sul campo, consolidiamo questi vantaggi con gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fase della deterrenza, imponendo una sconfitta al nemico e rafforzando al contempo le componenti della nostra potenza”. “Oggi, le nostre posizioni in campo diplomatico sono assolutamente chiare, razionali e non negoziabili - ha proseguito Ghalibaf - La trasmissione dei messaggi e la spiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sono state effettuate in modo chiaro alla controparte, e il nemico sa benissimo che la via dell’inganno e dell’imposizione unilaterale è chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, i legittimi diritti della nazione iraniana non saranno riconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati, non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni di negoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz”

20 settembre 2026

Ambasciata Usa In Israele, «americani alzino livello vigilanza dopo i raid Houthi»

L’ambasciata americana a Gerusalemme ha diramato un’allerta ai cittadini Usa in Israele in seguito agli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita. Nella nota viene chiesto agli americani di “mantenere un livello di vigilanza più elevato e di tenere conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi”.

Fumo dopo attacco Houthi all’aeroporto di Riad, Arabia Saudita REUTERS.

20 settembre 2026

Egitto condanna gli attacchi Houthi contro Riad

L’Egitto ha condannato “con la massima fermezza” gli attacchi a Riad degli Houthi, definendoli una “flagrante violazione” della sicurezza e della stabilità dell’Arabia Saudita e del diritto internazionale. In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri egiziano ha affermato che gli attacchi rappresentano una “pericolosa escalation” che potrebbe aumentare le tensioni regionali e destabilizzare ulteriormente la regione. Il Cairo ha dichiarato di “respingere categoricamente” qualsiasi tentativo di minare la sicurezza o la sovranità dell’Arabia Saudita e ha espresso piena solidarietà al regno. Ha inoltre appoggiato qualsiasi misura adottata dall’Arabia Saudita per preservare la propria sicurezza, stabilità e integrità territoriale, aggiungendo che la sicurezza dell’Arabia Saudita e dell’Egitto è “indivisibile”.

20 settembre 2026

Giordania condanna attacco missilistico Houthi contro Riad

La Giordania ha condannato l’attacco missilistico balistico degli Houthi contro Riad, capitale dell’Arabia Saudita. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri giordano ha inoltre condannato quelli che ha definito tentativi da parte degli Houthi di colpire civili e siti civili a Bish, Taif, Farasan e Yanbu. Il ministero ha definito gli attacchi una “violazione flagrante”, mentre il portavoce Fouad al-Majali ha affermato che la Giordania è “assolutamente solidale” con l’Arabia Saudita.

20 settembre 2026

Trump rientra in anticipo da Camp David alla Casa Bianca

Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato alla Casa Bianca dopo avere lasciato con un giorno di anticipo rispetto al previsto la residenza di Camp David, in Maryland, dove si trovava. Lo riferiscono diversi media Usa. The Hill sottolinea che il ritorno anticipato di Trump alla Casa Bianca fa seguito al nuovo allarme di sicurezza emesso dal dipartimento di Stato Usa, che ha raccomandato agli americani presenti in Medioriente di “mantenere la massima vigilanza” e di prepararsi a possibili disagi nei viaggi alla luce dei nuovi attacchi sferrati dagli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita. “Questo conflitto militare ha il potenziale di una rapida escalation”, recita la comunicazione del dipartimento di Stato Usa.

20 settembre 2026

Yemen: Tajani, non siamo in guerra con Houthi, missione Aspides va rafforzata

“No, non siamo in guerra. Tanto è vero che la missione europea Aspides è nata e rimane una missione difensiva, che vuole solo garantire il passaggio dei mercantili che transitano dal Mar Rosso e da Bab el-Mandeb proteggendoli da eventuali attacchi degli Houthi. Questo continueremo a far di fronte all’aggravamento della situazione nello stretto, sollecitando l’Unione europea a rinnovarla, perché abbiamo un forte interesse strategico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera, rispondendo a una domanda posta nel contesto degli attacchi fra Houthi e Arabia Saudita, dopo che un raid ha colpito un caccia italiano in una base aerea saudita. “Il 40% dell’intero traffico marittimo commerciale dell’Italia e il 60% delle merci che esportiamo verso l’Asia passano attraverso il Mar Rosso. Sono mesi che diciamo di rafforzare Aspides, chiedendo agli altri Stati di intervenire al nostro fianco. Lo rifarò la prossima settimana a New York, in margine all’Assemblea generale dell’Onu”, ha aggiunto Tajani.

20 settembre 2026

Usa avvertono viaggiatori, in conflitto Houthi rischio rapida escalation

Il dipartimento di Stato Usa ha diffuso un’allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani in Medioriente o che intendono recarsi nella regione, avvertendo che il conflitto legato all’Iran e agli Houthi dello Yemen “ha il potenziale di avere una rapida escalation”. “A causa delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevista”, si legge nella comunicazione del dipartimento di Stato, che aggiunge che “i cittadini statunitensi attualmente presenti in Medioriente devono esercitare la massima vigilanza ed essere consapevoli della possibilità di cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti”. “Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno intrapreso ostilità contro l’Arabia Saudita, prendendo di mira anche aeroporti civili. Questo conflitto militare ha il potenziale di avere una rapida escalation”, prosegue la comunicazione, aggiungendo che “i cittadini Usa al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare seriamente l’opportunità di recarsi nella regione o di passarci” e “coloro che si recano nella regione o ne provengono dovrebbero monitorare le informazioni relative alle operazioni aeroportuali e delle compagnie aeree”.

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