Conflitto in Europa

Guerra in Ucraina, ultime notizie. Ucraina, Zelensky firma decreto per uscita da convenzione su mine antiuomo. Senato Usa verso nuove sanzioni a Mosca

L’Ucraina ha perso un altro caccia F-16 dopo che il suo pilota è stato colpito ed è morto mentre respingeva l’attacco su larga scala di missili e droni russi di stanotte

Edifici danneggiati dall’attacco russo a Smila

6' di lettura

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Il fronte della guerra in Ucraina è sempre più caldo e drammatico. Mosca ha scatenato la scorsa notte un nuovo, pesantissimo attacco contro le città ucraine. Intanto, sempre la Russia accusa Kiev di essere il mandante dell’attentato al Crocus City Hall che causò la morte di 149 persone. Sull’altro versante, Zelensky firma l’uscita dalla convenzione sulle mine anti-uomo e, negli Stati Uniti il Senato potrebbe approvare nuove sanzioni contro la Russia.

Il Senato degli Stati Uiniti inizierà a discutere una legge su delle nuove sanzioni alla Russia a partire dal prossimo 7 luglio: lo ha annunciato il senatore Repubblicano Lindsey Graham, intervistato da Abc News. «Dopo la pausa di luglio approveremo una legge che permetterà al Presidente... sta a lui decidere in che modo eseguirla, ma stiamo cercando di portare [il presidente russo Vladimir] Putin al tavolo delle trattative», ha spiegato Graham.

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Secondo Graham, Trump crede che sia giunto il momento per il Congresso di approvare una legge sulle sanzioni alla Russia: “Ieri per la prima volta il Presidente mi ha detto... ’È il momento di presentare la tua proposta’”, ha concluso.

Secondo quanto emerge dai materiali dell’inchiesta consultati dall’agenzia russa Tass, l’attacco terroristico del marzo scorso alla sala concerti “Crocus City Hall” di Mosca, costato la vita a 149 persone, sarebbe stato organizzato e commissionato dai servizi speciali ucraini. Lo riferisce uno dei quattro esecutori arrestati, citando comunicazioni intercorse tra i membri del gruppo e il loro coordinatore identificato come Saifullo.

“Quando stavamo lasciando il luogo dell’attentato, Dalerjon Mirzoev e Shamsiddin Fariduni hanno inviato un messaggio al coordinatore Saifullo per comunicare che il nostro compito era stato portato a termine - ha dichiarato l’attentatore - Dalla loro conversazione ho sentito che Saifullo ha risposto dicendo che il mandante dell’attentato al Crocus City Hall era una struttura statale ucraina e che ora dovevamo raggiungere il confine tra Russia e Ucraina e attraversarlo”. Una volta superata la frontiera, ha aggiunto l’uomo, “il coordinatore avrebbe dovuto darci ulteriori istruzioni per arrivare a Kiev, dove i mandanti ci avrebbero pagato un milione di rubli ciascuno. Ci era stato detto che era stato predisposto per noi un corridoio sicuro attraverso il territorio ucraino: dovevamo solo riuscire ad attraversare il confine”.

Intanto, questa notte i russi hanno attaccato l’Ucraina con un numero record di 537 tra droni e missili nella notte, colpendo infrastrutture critiche a Leopoli con droni e missili. I raid hanno raggiunto, tra le altre, le regioni di Kiev e Leopoli.

“Gli invasori hanno colpito le infrastrutture critiche della nostra regione”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare regionale di Leopoli Maksym Kozytsky su Telegram.

Ucraina, 1.215° giorno di guerra

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I raid russi della notte hanno colpito anche a Smila, nella regione centrale di Cherkasy, dove sei persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite in un attacco russo con missili e droni, ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale, Ihor Taburets, citato da Ukrinform.

Le autorità di Kiev hanno parlano di un “attacco combinato su larga scala” anche con bombardieri strategici Tu-95MS e aerei MiG-31K.

Secondo l’aeronautica, i russi hanno lanciato “477 droni (211 abbattuti e 225 scomparsi dai radar); 4 missili Kh-47M2 Kinzhal; 7 missili balistici Iskander-M/KN-23 (uno abbattuto); 41 missili da crociera Kh-101/Iskander-K (33 abbattuti e uno scomparso); 5 missili Kalibr (4 abbattuti); 3 missili S-300”.

Ucraina, raid russi nella notte con droni e missili

Kiev: «Abbiamo perso un F-16 nella notte, morto il pilota»

L’Ucraina ha perso un altro caccia F-16 dopo che il suo pilota è stato colpito ed è morto mentre respingeva l’attacco su larga scala di missili e droni russi di stanotte. Si tratta della terza perdita di un F-16 in guerra, ha dichiarato l’esercito ucraino citato dal Guardian. “Il pilota ha utilizzato tutte le armi di bordo e ha abbattuto sette bersagli aerei. Nell’abbattere l’ultimo, il suo aereo ha subito danni e ha iniziato a perdere quota”, ha dichiarato l’Aeronautica ucraina su Telegram, sottolineando che il pilota” ha fatto tutto il possibile e ha pilotato il jet lontano da un insediamento, ma non ha avuto tempo di eiettarsi”.

Polonia fa decollare jet nella notte per i raid russi in Ucraina

Aerei militari polacchi e “alleati” sono stati fatti decollare stanotte in seguito all’attacco russo sull’Ucraina che ha raggiunto anche le regioni occidentali del Paese invaso. Lo ha riferito il Comando operativo delle forze armate polacche su X. “In relazione all’attacco della Russia, che sta colpendo obiettivi sul territorio ucraino, aerei polacchi e alleati hanno iniziato a operare nel nostro spazio aereo”, ha riferito il comando spiegando che stanotte “coppie di caccia in servizio sono state fatte decollare e i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar terrestri hanno raggiunto il massimo stato di prontezza”.

Papa, il Signore doni la pace al popolo ucraino

“Desidero salutare i membri del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina: grazie per la vostra presenza qui e per il vostro zelo pastorale. Il Signore doni la pace al vostro popolo!”. Così il Papa al termine dell’omelia della messa nella solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo. Leone XIX, “con viva riconoscenza” ha salutato anche “la Delegazione del Patriarcato Ecumenico, qui inviata dal carissimo fratello Sua Santità Bartolomeo”. “Cari fratelli e sorelle - ha concluso -, edificati dalla testimonianza dei santi apostoli Pietro e Paolo, camminiamo insieme nella fede e nella comunione e invochiamo la loro intercessione su tutti noi, sulla città di Roma, sulla Chiesa e sul mondo intero”.

Cremlino, impossibile spingerci al negoziato con sanzioni

È impossibile spingere la Russia ai colloqui sull’Ucraina con nuove sanzioni: più gravi saranno le misure, più seria sarà la risposta di Mosca. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dalla Tass. “La Russia può essere spinta al tavolo delle trattative solo con la logica e le argomentazioni. È impossibile spingere la Russia con la pressione o la forza”, ha detto. “Quanto più grave è il pacchetto di sanzioni, che riteniamo illegale, tanto più grave sarà il contraccolpo. Dopotutto, è un’arma a doppio taglio”, ha detto commentando le potenziali nuove sanzioni contro Mosca, tra cui le misure sul petrolio russo.

Capo servizi russi, ho avuto colloquio con direttore Cia

Il direttore del Servizio di Intelligence Estero russo, Sergei Naryshkin, ha riferito di aver parlato al telefono con il direttore della Cia, John Ratcliffe; le parti hanno concordato sulla possibilità di chiamarsi in qualsiasi momento per discutere questioni di interesse. Lo scrive la Tass. “Ho avuto una conversazione telefonica con il mio collega americano e ci siamo riservati reciprocamente la possibilità di chiamarci in qualsiasi momento per discutere questioni di interesse”, ha dichiarato Naryshkin.

Mosca: 80° anniversario Onu occasione per incontro Putin-Trump

L’ottantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite a New York potrebbe fornire una buona opportunità di incontro fra i presidenti Donald Trump e Vladimir Putin: lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov.

L’attuale dialogo con l’amministrazione degli Stati Uniti è amichevole e la Russia si aspetta cambiamenti concreti, ha affermato Ushakov. “La conversazione è normale. Non ha ancora portato a decisioni radicali o cambiamenti nell’intero quadro delle nostre relazioni bilaterali. Ma il lavoro in sé è utile e ha la natura di un contatto amichevole tra partner”, ha affermato Ushakov in un frammento di un’intervista, riferisce Interfax. “So per esperienza personale come erano i contatti telefonici, soprattutto con i collaboratori di Biden. Ora è un po’ diverso. Questo dà già una certa speranza che seguiranno dei cambiamenti concreti”, ha affermato. Ushakov ha anche spiegato che si sta lavorando a un possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo Usa Donald Trump, ma la questione non ha ancora assunto una dimensione concreta; è difficile parlare di quando e dove avverrà, ma è possibile in qualsiasi momento, ha affermato l’assistente presidenziale russo Yuri Ushakov.

Zelensky firma decreto per uscita Convenzione su mine antiuomo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intanto, ha firmato un decreto per avviare l’uscita dell’Ucraina dalla Convenzione di Ottawa del 1997, che vieta l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di mine antiuomo.

Lo riporta il Kyiv Independent, per cui si tratta di una svolta importante nella politica di difesa del Paese, maturata nel contesto dell’invasione russa e dopo l’annuncio simile da parte dei Paesi baltici e della Polonia.

“È un passo che la realtà della guerra impone da tempo”, ha dichiarato su Facebook il deputato ucraino Roman Kostenko, segretario della commissione parlamentare per la difesa, aggiungendo che la Russia, non firmataria del trattato, “usa massicciamente mine contro i nostri militari e civili”.

Secondo Human Rights Watch, dal 2022 Mosca ha impiegato più di una dozzina di tipi diversi di mine antiuomo sul suolo ucraino. L’uso su larga scala di questi ordigni ha lasciato intere aree liberate infestate da esplosivi, rendendo le operazioni di sminamento estremamente pericolose.

“L’Ucraina non può più combattere con le mani legate mentre il nemico semina morte senza limiti”, ha ribadito Kostenko. Il decreto firmato da Zelensky, che attua una decisione del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale, non è ancora stato pubblicato ufficialmente. La prossima tappa sarà il passaggio in Parlamento, ma non è chiaro quando il recesso entrerà in vigore.

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