Farmaceutici

Gsk acquisisce Nuvalent per 10,6 miliardi nel top deal degli ultimi dieci anni

L’accordo attribuisce a Nuvalent una valutazione di circa 124 dollari per azione, con un premio del 40% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura

di Mo.d.

REUTERS/Chris J. Ratcliffe/File Photo

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GlaxoSmithKline accelera la sua trasformazione strategica e rafforza in modo deciso la propria presenza nell’oncologia. Il gruppo farmaceutico britannico ha annunciato l’acquisizione di Nuvalent, biotech statunitense quotata e specializzata nello sviluppo di terapie innovative contro il cancro. L’operazione ha un valore complessivo di 10,6 miliardi di dollari. Si tratta della maggiore acquisizione realizzata dalla società in oltre un decennio e di un segnale forte della nuova direzione intrapresa dal nuovo ceo Luke Miels, entrato in carica all’inizio del 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La reazione del mercato è stata immediata: nelle contrattazioni a Wall Street le azioni Nuvalent sono salite di oltre il 38%, attestandosi a 122,10 dollari, mentre il titolo Gsk ha perso oltre il 3% nelle prime ore di negoziazione alla Borsa di Londra per poi ridurre le perdite e avviarsi alla parità a fine seduta.

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I dettagli dell’acquisizione

L’accordo, interamente finanziato in contanti, attribuisce a Nuvalent una valutazione di circa 124 dollari per azione, con un premio del 40% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura del titolo.

L’operazione rappresenta una netta discontinuità rispetto alla tradizionale strategia di crescita esterna perseguita da Gsk negli ultimi anni, generalmente focalizzata su acquisizioni di dimensioni ridotte (attorno a 2-4 miliardi massimo) e altamente complementari. Con questo deal, Miels punta a convincere il mercato della sostenibilità del piano industriale presentato che prevede il raggiungimento di 40 miliardi di sterline di ricavi annui entro il 2031.

«L’operazione supera la fascia dimensionale a cui siamo normalmente abituati perché si tratta di un’opportunità eccezionale» ha dichiarato Miels nel corso di una conference call con gli analisti. Il manager ha tuttavia precisato che gli obiettivi di crescita della società non dipendono esclusivamente da questa acquisizione: «Si tratta di un accordo multi-prodotto. In sostanza è come acquistare tre prodotti in un’unica transazione».

Al netto della liquidità presente nel bilancio di Nuvalent, l’investimento netto per GSK è stimato in circa 9,4 miliardi di dollari. La società prevede che l’operazione contribuirà positivamente ai ricavi e all’utile operativo a partire dal 2027 e che avrà un impatto favorevole sull’utile per azione adjusted dal 2029.

Un rafforzamento strategico nell’oncologia

L’acquisizione, secondo quanto dichiarato dal management, consentirà di ampliare significativamente le opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da tumore al polmone e fornirà una piattaforma importante per lo sviluppo di Ris-Rez, il coniugato anticorpo-farmaco (ADC) sperimentale di Gsk attualmente in fase avanzata di sperimentazione clinica.

Fin dal suo insediamento, Miels ha indicato tra le priorità l’accelerazione dello sviluppo di nuovi medicinali e il rafforzamento della pipeline in fase avanzata, anche per preparare il gruppo alla scadenza del brevetto prevista nel 2028 per dolutegravir, uno dei farmaci chiave del portafoglio HIV di Gsk. Inoltre dall’inizio del suo mandato, la società ha già completato due acquisizioni di dimensioni minori in altri ambiti.

La crescente attenzione verso l’oncologia trova riscontro anche nei numeri. Nel 2025 i ricavi della divisione oncologica di Gsk sono aumentati del 43% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quasi 2 miliardi di sterline. Nonostante la forte crescita, l’oncologia rappresenta ancora soltanto il 6% delle vendite complessive del gruppo, pari a 32,7 miliardi di sterline.

La lettura del mercato

Gli analisti di Barclays ritengono che l’acquisizione presenti una forte coerenza strategica. L’operazione aggiunge, infatti, asset oncologici in fase avanzata in un’area terapeutica già presidiata dalla società e potrebbe contribuire a compensare il previsto calo di ricavi derivante dalla futura perdita di esclusività di alcuni prodotti HIV, a condizione che le autorizzazioni regolatorie arrivino nei tempi previsti.

L’operazione si inserisce, inoltre, nella più ampia strategia del gruppo farmaceutico volta a ridurre il divario competitivo con AstraZeneca nel settore oncologico. Per il gruppo anglo-svedese, infatti, l’oncologia ha rappresentato il 44% del fatturato complessivo nell’ultimo esercizio, evidenziando quanto il segmento sia diventato centrale nella crescita delle grandi aziende farmaceutiche.

Una piattaforma con potenziale da più blockbuster

Miels ha spiegato che il gruppo seguiva l’evoluzione della ricerca Nuvalent da oltre un anno. La società era stata individuata inizialmente dai team interni di oncologia e business development e, all’interno dell’azienda, il progetto era noto con il nome in codice “Nashville”. Secondo il ceo, i risultati clinici presentati dalla biotech statunitense nel corso di un importante congresso medico la scorsa settimana hanno rappresentato il fattore decisivo che ha spinto Gsk a procedere con l’offerta.

L’operazione porta in dote due candidati farmaci di punta per il trattamento del tumore al polmone, zidesamtinib e neladalkib, che entreranno a far parte del portafoglio di prodotti prossimi alla commercializzazione del gruppo britannico. Le decisioni delle autorità regolatorie statunitensi sono attese rispettivamente per settembre e novembre di quest’anno. In caso di approvazione, entrambi i farmaci potrebbero essere lanciati sul mercato nel corso del 2026. Il gruppo britannico stima che le due terapie possiedano un potenziale commerciale da blockbuster multipli. Gli analisti di Ubs stimano che il solo zidesamtinib possa raggiungere vendite annuali di picco vicine ai 2 miliardi di dollari.

Oltre ai due asset principali, l’acquisizione comprende anche un farmaco sperimentale contro il tumore polmonare HER2 in fase iniziale di sviluppo, oltre a diversi programmi oncologici ancora nelle fasi precliniche e di laboratorio, rafforzando ulteriormente la pipeline di ricerca del gruppo.

Finanziamento e impatto finanziario

Il completamento dell’operazione è previsto nel terzo trimestre del 2026, subordinatamente alle consuete approvazioni regolatorie e alle altre condizioni previste dall’accordo.

Gsk ha comunicato che l’acquisizione sarà finanziata principalmente attraverso nuove linee di debito e strutture di finanziamento già esistenti, integrate dalle disponibilità liquide del gruppo. La società ha inoltre indicato che l’operazione potrebbe determinare una diluizione a una cifra bassa dell’utile per azione adjusted nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028, prima che i benefici derivanti dall’integrazione e dal lancio dei nuovi prodotti inizino a riflettersi pienamente sui risultati economici.

Per Gsk, quindi, l’acquisizione di Nuvalent rappresenta una delle scommesse strategiche più rilevanti degli ultimi anni. Se i programmi clinici e le autorizzazioni regolatorie seguiranno il percorso previsto, il gruppo britannico potrebbe rafforzare in modo significativo la propria posizione nel mercato globale dell’oncologia e compiere un passo decisivo verso gli ambiziosi obiettivi di crescita fissati per il prossimo decennio.

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