Greta Thunberg: «I miei superpoteri per cambiare le sorti del mondo»
Greta parla all’Assemblea Generale dell’Onu dei capi di stato e di governo: «Non bisogna ascoltare me ma quello che dicono gli scienziati. Bisogna ammettere che quello che è stato fatto finora non è stato sufficiente e che c’è un’emergenza climatica: da 12 anni i politici parlano di ridurre le emissioni ma non fanno niente»
di Riccardo Barlaam
6' di lettura
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Uno scricciolo. Una ragazzina piccola, esile e silenziosa. Che quando parla però scandisce bene le parole. Le tira fuori dai suoi silenzi, quella disabilità che ha scoperto di avere a undici anni: «Sono i miei superpoteri». Parole chiare, semplici, senza mezzi termini, che pesano e interrogano i potenti del mondo e che, assieme alla sua protesta settimanale davanti al parlamento svedese, l’hanno fatta diventare in breve icona di una generazione, assurta a simbolo globale della lotta contro il cambiamento climatico.
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Greta non sorride quasi mai. Ma è determinata, come pochi. Concentrata su quello che vuole ottenere, forse anche per via della sua sindrome da Forrest Gump. Ascoltare questa giovane di 16 anni che parla lentamente, gli occhi da cerbiatta sul viso tondo, i capelli raccolti in una lunga treccia, mi ricorda i versi del Magnificat, dell’umiltà e della grandezza, dei potenti sui troni e dell’infinitamente piccolo. Provate a chiedere a dieci persone che faccia abbia Antonio Guterres, il segretario delle Nazioni Unite che ha dedicato l’Assemblea Generale che inizia domani proprio al clima, chiamandola Climate Action Summit: pochi vi risponderanno. Provate a chiedere alle stesse persone chi è Greta Thunberg: tutti, anche i più distratti, vi diranno che conoscono questa ragazza svedese.
Sedici anni, di Stoccolma, una famiglia come tante. Una sorella più piccola, Beata, e due genitori che la sostengono amorevolmente: il padre Svante Thunberg, attore svedese di teatro e tv - che in questi giorni a New York la segue dietro le quinte e cerca di proteggerla da questa ubriacatura di celebrità inaspettata - e la madre, il mezzo soprano Malena Ernman.
Quando di anni ne aveva solo otto la piccola Greta ha sentito per la prima volta parlare dei cambiamenti climatici. Non capiva perché nessuno facesse qualcosa per fermarli. A 11 anni ha deciso di agire, nello stesso periodo in cui i genitori hanno scoperto la forma di autismo - la sindrome di Asperger - che aveva nascosta da qualche parte.

