Green pass, mascherine e vaccini: le (poche) proposte anti-Covid dei partiti
Il dibattito sembra ancora solo allo stato iniziale sul piano anti-Covid autunnale in vista della prevista ripresa dei casi. Nei programmi finora presentati non ci sono riferimenti a green pass e mascherine obbligatorie
di Andrea Gagliardi
2' di lettura
I punti chiave
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Mentre in Germania il ministro tedesco della Salute Karl Lauterbach avverte che con l’autunno ci sarà una ripresa dei casi e già ferve il dibattito sul nuovo piano anti-Covid, con la possibilità per i Laender di stabilire l’obbligo di mascherina nei luoghi al chiuso, in Italia il dibattito sembra ancora solo allo stato iniziale. È quanto emerge dai primi programmi presentati, in vista delle elezioni, che non entrano nel dettaglio di campagne vaccinali ed eventuali nuove misure restrittive autunnali in caso di recrudescenza dell’epidemia. Nessun riferimento al Covid per esempio nel programma M5s dove nel capitolo sanitario si parla di «incentivi per i pronto soccorso e aumento delle retribuzioni per il personale sanitario»
Sul Covid centrodestra in cerca di una quadra
Il centrodestra, che ha sempre avuto un approccio meno “rigorista” di quello del ministro Speranza e del Pd, nel programma comune non si sbilancia. Forza Italia e Lega (sia pure quest’ultima con molti mal di pancia) si sono sempre allineate alla politica sanitaria del governo Draghi, bocciata invece da Meloni, a partire dal no al green pass. In attesa di una quadra ci si limita a chiedere solo «adeguamenti strutturali - come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti - senza compressione delle libertà individuali».
Lega: no all’obbligo vaccinale e più cure domiciliari
Nel programma della Lega si trovano indicazioni più specifiche. Ma non è detto che saranno recepite nella sintesi finale. Il Carroccio rivendica la necessità di un «Piano Pandemico Nazionale di prevenzione proattiva» e rilancia la contrarietà all’obbligo vaccinale, colpevole di aver «di fatto privato i cittadini della libertà di scelta terapeutica e imposto restrizioni alla libertà personale». «L’emergenza sanitaria causata dalla recente pandemia del virus SARS-Cov-2 - si legge nel programma - ha indotto il governo ad assumere decisioni che imponessero obbligatoriamente, per legge, la vaccinazione contro il Covid-19 per certe categorie di individui». «Riteniamo che, pur convinti dell’importanza della vaccinazione diffusa rivolta in particolare alle categorie più fragili, tale trattamento debba essere offerto ai cittadini senza più alcun obbligo, quanto piuttosto garantendo un’ampia campagna di informazione che possa accompagnarli nella scelta più consapevole possibile a tutela della propria salute e di quella altrui e promuovendo prima di tutto le cure domiciliari». Non a caso si chiede anche un sistema di richiesta dell’indennizzo semplificato e digitalizzato in caso di danni alla salute per eventuali reazioni avverse da vaccino.
Pd: un nuovo piano di assunzione di medici
Nel programma del Pd, il capitolo sanitario si intitola: «La salute pubblica dopo il Covid: cura delle persone e medicina di prossimità». L’impegno è a «continuare a difendere il diritto alla salute di tutte e di tutti, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e potenziando la medicina del territorio». E si ricorda come «nel vivo della pandemia siano state fatte scelte in chiara discontinuità con le politiche degli ultimi quindici anni. Anzitutto, aumentando il Fondo Sanitario Nazionale di 10 miliardi di euro in soli tre anni, cui si sono aggiunti 20 miliardi del PNRR. Investiremo, sulle Case della Comunità come modello in grado di farsi prossimo alle esigenze di tutta la popolazione, in un’ottica di prossimità e multidisciplinarità». L’impegno è a finanziare «un nuovo piano di assunzione di Medici di Medicina Generale, perché nessuno si ritrovi solo quando ha bisogno di assistenza, senza sapere a chi rivolgersi».



