Green deal europeo, nuova via tra esigenze di competitività e decarbonizzazione
Tra sfide geopolitiche e obiettivi climatici, l’Europa ripensa il Green Deal: incentivi alle rinnovabili, nuova banca per la decarbonizzazione e focus sulla sicurezza delle reti
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L’Europa sta aggiornando la rotta verso il Green deal, tentando di tratteggiare una strada più pragmatica in grado di coniugare le esigenze di competitività dell’industria con quelle ambientali. Il Clean industrial deal presentato a febbraio è un primo passo verso un nuovo quadro regolamentare degli aiuti di Stato, per esempio, con vie preferenziali per progetti legati a rinnovabili e decarbonizzazione, e verso sostegni concreti alla transizione, con la proposta di realizzazione di una banca per la decarbonizzazione industriale, con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di finanziamenti.
La concorrenza con i Paesi extra-europei, la Cina in primis, i prezzi di gas ed elettricità, pesanti soprattutto per l’Italia, e le nuove politiche americane in tema ambientale, che sotto l’egida di Donald Trump hanno innescato un ritorno verso le fonti fossili, sono alcuni dei tasselli da considerare per rimodulare una strada europea. Per alcuni osservatori la via delle rinnovabili e delle tecnologie pulite deve essere perseguita ancora con maggiore convinzione per raggiungere un livello di autonomia energetica su cui Cina e Usa sono più avanti. Il recente blackout spagnolo accende inoltre con nuova intensità il faro sulla sicurezza di un sistema energetico che con la crescente penetrazione delle fonti pulite, il solare soprattutto, ha bisogno di investimenti e potenziamenti, a partire dalle reti di trasmissione elettrica.
23 MAGGIO 2025
Green deal europeo al banco di prova
I protagonisti: Sissi Bellomo (Il Sole 24 Ore), Paolo Scaroni (presidente Enel), Davide Tabarelli (presidente e fondatore Nomisma Energia)








