Green bond, via libera del Governo alle sanzioni economiche e reputazionali
Approvato il decreto legislativo che modificherà il Testo unico della finanza. Si attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. E’ Consob l’authority che vigilerà
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Via libera del Governo Meloni alle modifiche del Testo unico della Finanza (Tuf) che stabiliscono le sanzioni economiche e amministrative per le aziende emittenti green bond europei in caso di violazioni dello stringente regolamento (2023/2631) di Bruxelles. Sarà inoltre Consob ad autorizzare e vigilare sulla relativa documentazione, in collaborazione con Bankitalia e Ivass se a emettere l’obbligazione sarà una banca o un’assicurazione. Il provvedimento (un decreto legislativo) approvato il 29 gennaio scorso dal Consiglio dei ministri è in fase di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Le multe
Il regolamento europeo è un tipo di provvedimento immediatamente esecutivo: non c’è bisogno del recepimento da parte degli Stati Ue. Il provvedimento 2631 sui green bond europei è dunque già in vigore dal 2023: a fine gennaio 2025 la prima società in Europa che ha emesso una obbligazione green di questo tipo è stata l’italiana A2A. C’era però bisogno di norme di raccordo con il Tuf e soprattutto andava indicata l’authority di vigilanza e le sanzioni. Per tali modifiche era quindi necessario un decreto legislativo che finalmente è arrivato.
Le sanzioni pecuniarie per le società emittenti variano da 5mila euro fino a 500mila euro o fino allo 0,5% del fatturato «quando tale importo è superiore a euro 500mila». Sono inoltre previste sanzioni pecuniarie da 5mila a 50mila euro per le persone fisiche ovvero «esponenti aziendali e del personale della società o dell’ente responsabile della violazione».
Le sanzioni reputazionali
Non finisce però qui perché Consob in aggiunta (o in alternativa) può applicare sanzioni amministrative che in questo caso vanno a pesare sulla reputazione della società emittente.
L’authority può infatti ordinare all’azienda di cessare il comportamento scorretto come per esempio l’uso improprio dell’etichetta “European Green Bond” (Eu Gb); Consob può arrivare anche al divieto temporaneo dell’utilizzo dell’etichetta. La sanzione più pesante però è la pubblicazione sul sito web della società del provvedimento dell’authority con il nome del soggetto sanzionato.








