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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Simona Rossitto
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Grazie all’intelligenza artificiale la giornata operatoria viene programmata più efficacemente, senza incorrere nel rischio di sospensione degli interventi: «abbiamo, quindi, una quantità di dati maggiore per i pazienti e possiamo ad esempio dimetterli con maggiore sicurezza». A spiegare i vantaggi dell’uso di questa nuova tecnologia nella sanità, è Elena Giovanna Bignami, medico anestesista e professoressa ordinaria alla divisione di Anestesiologia, terapia intensiva e medica del dolore del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università di Parma. Con l'uso dell'Ai, di cui Bignami non nasconde i rischi, si può inoltre, spiega in un'intervista a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e Digit'Ed, gruppo attivo nella formazione e nell'e-learning), «aumentare la qualità e la sicurezza a vantaggio del paziente». La specialità “madre” per l’utilizzo dell’Ai è la chirurgia, ma nessuna branca della medicina resta esente dal rinnovamento. Tuttavia, prosegue Bignami, ci sono dei punti fermi: «la macchina non sostituirà mai l’uomo» e il «medico continuerà a fare il medico».
DIGITECONOMY24 / SFOGLIA IL REPORT COMPLETO
Si contano 1,2 milioni di morti nel mondo per errore medico. Come cercare di ridurre tale numero?
Come premessa, bisogna distinguere tra errore medico e complicanze; la medicina, infatti, non è una scienza esatta e si confronta con il decorso naturale della malattia. Al netto di ciò, ci sono ancora degli errori e per intervenire occorre in primis ricorrere alle nuove tecnologie proprio per cercare di diminuire l’incidenza delle complicanze e avere più dati per gestire un eventuale errore. In questo senso un obiettivo dell’uso dell’intelligenza artificiale è quello di aumentare la qualità e la sicurezza a vantaggio del paziente.
A che punto siamo nell’integrazione dell’Ai nella gestione del paziente?