Grande Panda Kartell, un esercizio di stile nel segno dell’innovazione
Presentato il prototipo Fiat-Kartell. Non è escluso un arrivo sul mercato dopo il consolidamento del modello di segmento B del brand di Torino
di Lello Naso
3' di lettura
I punti chiave
- Un laboratorio permanente per studiare tessuti e materiali
- Dal portasci K101 per la Cinquecento a oggi
- Nel futuro nuove plastiche e il tex to tex per gli interni
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Un esercizio di stile, ma ben riuscito. La rossa Fiat Grande Panda griffata Kartell fa la sua figura immersa nello stand al Salone del Mobile, altrettanto rosso, dell’azienda milanese del design, leader nell’uso dei polimeri nel design. Per ora il nuovo matrimonio tra Fiat e Kartell è solo estetico. Di uscita sul mercato non si parla. Anche se le due aziende non lo escludono a priori. Magari dopo il consolidamento sul mercato di Fiat Grande Panda, il modello su cui la casa di Torino conta per fare breccia nel segmento B.
Ma il laboratorio Fiat Grande Panda Kartell è un’officina aperta pronta a produrre innovazioni per l’arredo-design e l’automotive. Nella tradizione di una collaborazione nata nel 1949 con la produzione del portasci Kartell K101 di Carlo Barassi e Roberto Menghi (su brevetto Pirelli) destinato alla prima generazione della Fiat 500. Un vero e proprio laboratorio creativo, in cui gli uffici stile delle due aziende si incontrano e si mescolano da tempo, che ha partorito anche, nel 2000, la 500e Kartell, una delle prime incursioni del brand torinese nel territorio dell’auto elettrica.
Alla vista Fiat Grande Panda Kartell è un gioco di contrasti. Il rosso Kartell e il Tasmania Blue degli interni in tessuto producono un effetto che galleggia tra la Pop art e la psicadelia. Il logo Kartell è nei cerchi, in polipropilene riciclato, nel posteriore della vettura e nel terzo montante. Nell’abitacolo spicca il logo “k” e la sorpresa del cruscotto che ricorda l’iconica lampada Kabuki di Kartell.
Fiat e Kartell promettono altre novità. Il laboratorio Fiat Grande Panda Kartell sta sperimentando l’utilizzo più esteso nell’automotive del policarbonato 2.0, un polimero di seconda generazione derivato da fonti rinnovabili, apprezzato dai designer per la sua trasparenza, resistenza e leggerezza. Il policarbonato 2.0, simbolo dei prodotti più iconici e sostenibili di Kartell, potrebbe migliorare l’estetica delle vetture e ampliare l’utilizzo per i due brand di materiali innovativi e sostenibili.
La contaminazione potrebbe estendersi anche ad altri prodotti che condividono una filiera produttiva comune alle due aziende. Il laboratorio Fiat-Kartell è al lavoro su un processo denominato “tex to tex”: i ritagli di tessuto della poltrona Foliage vengono ridotti a fibre di scarto e poi ritessuti in un filato di poliestere rinnovato al 100%, utilizzabile per rivestire i sedili con una tela centrale composta al 60% da tessuto in poliestere riciclato. Un processo che riduce gli sprechi e trasforma gli scarti in materiali di alta qualità.



