Forse anche per questo il ministero, dopo l’ultimo incontro con Sdp, ha diramato un comunicato distensivo. Vi si parla della possibilità di nominare per i problemi del traforo un commissario anche questa volta, ma nell’ambito del decreto Sblocca cantieri. Sdp vorrebbe che il commissario avesse poteri tali da sollevarla da qualsiasi responsabilità sull’inquinamento delle acque, ma è chiaro che si sta trattando anche sul risanamento e adeguamento di tutta l’autostrada (e quindi anche sul piano economico finanziario del gestore stesso, che per finanziare questi ultimi lavori prevede anche i forti aumenti tariffari che tanto fanno protestare i pendolari abruzzesi e del Lazio orientale).
L’importanza del Gran Sasso
In realtà, l’A24 è un’autostrada importante più a livello locale che nazionale. Lo mostrano i dati e la logica. L’ultima pubblicazione ufficiale disponibile (il resoconto dell’Aiscat sul traffico autostradale del primo semestre 2018) parla di appena 45.897 veicoli effettivi medi giornalieri sul tratto Torano-Teramo, che comprende il traforo. La stessa A24 diventa ben più trafficata (169.284 veicoli) da Roma a Torano, tratta molto battuta dai pendolari.
Il volume di traffico della Torano-Teramo non è granché nemmeno in confronto con altre autostrade a due corsie di lunghezza analoga. Per esempio, la A31 della Valdastico (che oltretutto è monca della parte trentina) ha consuntivato 58.830 veicoli, la A22 tra Verona e Modena ne ha avuti 83.079, la Bologna-Padova 130.080.
È più o meno in pareggio il confronto con il tratto dell’autostrada adriatica A14 appena a sud di Pescara (46.458 veicoli), dove il traffico si dimezza rispetto a quello tra Ancona e Pescara. Andando ancora più a sud, l’A14 perde definitivamente le caratteristiche di affollamento tipiche delle arterie fondamentali per la viabilità nazionale (37.454 tra Lanciano e Canosa).
Rispetto ai primi mesi successivi ai terremoti che nel 2016 hanno colpito Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, la A24 non è più nemmeno un itinerario alternativo: l’Anas ha ripristinato buona parte della viabilità fra Roma e la parte sud delle Marche. La statale principale, la via Salaria, ha ancora cantieri, tra cui alcuni che impongono il senso unico alternato con semaforo. Ma il traffico non è mai tale da creare code che rendano consigliabile a che deve raggiungere Roma di “allungarsi” fino all’A24.