Safety

Gps Standard, l’azienda valdostana punta sui sistemi anti intrusione tailor made

Presenta un prodotto che allarga il mercato al settore della cybersicurezza - Capula: «L’AI ci permette di classificare con precizione il tipo di intrusione che l’impianto registra»

di Filomena Greco

La società progetta i sistemi e segue tutte le fasi di lavorazione dell’hardware e del software, compreso l’assemblaggio delle schede elettroniche affidato a aziende locali

2' di lettura

2' di lettura

Tradizione e ricerca dell’innovazione, questa la ricetta che ha permesso alla valdostana GPS Standard di mantenere una quota di mercato in un settore, quello della sicurezza per aree industriali e grandi spazi, che resta molto complesso. «Sviluppiamo sistemi anti intrusione - spiega il manager Marco Capula - e antifurto con un approccio attento a scegliere soluzioni tailor made a seconda degli spazi e delle esigenze dei diversi clienti». L’azienda è specializzata nello sviluppo e la produzione di dispositivi anti intrusione perimetrali, con tecnologie capaci di rilevare eventuali «intrusioni e malintenzionati il più lontano possibile da quello che si vuole proteggere» spiega Capula. Con i fondi Pnrr poi l’azienda sta sviluppando nella Bassa Valle un sistema integrato per sfruttare la fibra ottica che corre sotto il manto stradale per rilevare gli incidenti stradali.

Dal residenziale all’industria, GPS lavora anche per il settore trasporti, aeroporti e per l’ambito militare. La società conta 25 addetti, fattura circa 3 milioni, il 60% sul mercato Italia, il resto va all’estero, verso clienti italiani che installano i prodotti all’estero. In queste settimane GPS sta lavorando per Eni in Angola, per una installazione in Australia. Quest’anno l’azienda proverà ad allargare il business anche alla cybersicurezza portando sul mercato un nuovo prodotto «per provare a uscire dalla sicurezza fisica ed entrare in quella digitale» spiega Capula.

Loading...

«Abbiamo storicamente adottato un approccio machine learning, sebbene in piccolo, nel senso che abbiamo istruito i nostri sistemi attraverso la raccolta e la elaborazione di dati proprio per discriminare i falsi allarmi» racconta Capula. Nel 2020 l’azienda ha presentato un sistema in fibra ottica capace di coprire fino a 100 chilometri di distanza con un training effettuato su oltre 100mila set di dati. «Questo ci permette, attraverso l’intelligenza artificiale, di identificare con precisione il tipo di evento che l’impianto registra» aggiunge Capula. L’anno scorso è stata brevettata e lanciata dall’azienda una tecnologia radar di derivazione automotive, che rende ancora più raffinato il riconoscimento degli eventuali intrusi.

GPS standard ha compiuto l’anno scorso 50 anni, lavora sull’assemblaggio dei diversi impianti e con un team di persone sviluppa l’hardware che serve sugli impianti, compra poi i componenti e si basa su fornitori locali anche per le schede elettroniche, in Valle d’Aosta o nel Canavese. «Non abbiamo grandi volumi - , spiega Capula - e questo ci permette di non dover acquistare l’elettronica in Asia ma possiamo seguire la nostra intera supply chain, testiamo il 100% delle schede, assembliamo il prodotto finito e lo testiamo, con collaudi completi sia in entrata che in uscita». Sul fronte della formazione, la società collabora con il Politecnico di Torino per sviluppare nuovi prodotti e per cercare profili professionali preziosi per il 4 business della società. Accanto ai sistemi perimetrali (70% del fatturato) ci sono videosorveglianza, software di gestione e centraline d’allarme.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti