Gp Monaco: vince Antonelli, seconda la Ferrari di Hamilton
Il guasto di Verstappen apre la gara, Ferrari perde Leclerc dopo la Safety Car di Stroll, McLaren festeggia male il millesimo GP. Fuori pista, la F1 conferma il modello lusso: Las Vegas fino al 2037, droni su Port Hercule e Gucci futuro title sponsor di Alpine
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Tripudio italiano a Monaco: primo (ancora) Kimi Antonelli, secondo Hamilton (in Ferrari), terzo Hadjar, in Red Bull. La terza vittoria in assoluto per un italiano nel Principato dopo Patrese e Trulli. Un filotto di record da libri di storia: quinto primo posto in carriera e di fila, primo Grand Chelem in carriera (pole, vittoria, giro veloce e tutti i giri in testa), pilota del giorno nel voto remoto, e pilota più giovane a vincere a Monte-Carlo, superando il precedente primato di Leclerc. Una conferma che non cessa di stupire: mai l’Italia ha avuto soddisfazioni del genere nella Formula 1.
Nonostante un gran premio per fortuna non particolarmente pericoloso e del tutto asciutto, ma nemmeno troppo lineare e felice per l’affidabilità (ben sette i ritiri), Monaco ha dato ad Antonelli quello che una pole nel Principato deve dare: pista libera, controllo del ritmo e la possibilità di costruire il Gran Premio senza dover difendere ogni metro.
Un successo “pazzesco” anche per Hamilton che, per l’ottava volta sul podio davanti al Principe (le stesse che conta anche Senna) si è perfino “scusato” di non aver vinto perché in effetti ha avuto una vera chance proprio nello standing start sul finale, causato dai danni all’asfalto procurati da Stroll e Leclerc. Un risultato che gli vale il superamento di George Russell nel mondiale piloti: mentre Antonelli è già solo davanti a tutti con tre cifre, Hamilton si gode due punti di vantaggio su un Russell opaco e costantemente sminuito dal sempre più costante giovane compagno di squadra bolognese.
Il primo vero colpo di scena è arrivato già allo start, subito alle spalle di Antonelli: Verstappen, compagno di prima fila dopo un’ottima qualifica, è rimasto quasi fermo al via, con la Red Bull senza spinta: ha completato, scattando poi da ultimo, un solo giro a passo ridotto, e si è ritirato ai box. Per l’olandese è stata una doccia fredda: partiva accanto alla Mercedes e aveva l’unica posizione per mettere pressione diretta al leader. Il problema è stato indicato come guasto alla power unit; lo stesso Verstappen ha spiegato che già nel giro di formazione la macchina non dava segnali normali e che al via il motore aveva perso definitivamente potenza.
Con Verstappen fuori, Hamilton e Leclerc sono saliti alle spalle di Antonelli. La Ferrari si è ritrovata seconda e terza, ma senza una reale possibilità di attaccare in pista per la vittoria. Antonelli ha allungato nei primi giri e ha messo la Mercedes nella condizione migliore: non dover reagire, ma amministrare. Hamilton è rimasto il primo inseguitore, poi la sua gara si è complicata con cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane, per fortuna “scontata” nel momento più opportuno. A Monaco non sarebbe di solito una sanzione marginale: incide sul conto della sosta e può cambiare il rapporto interno fra le due Ferrari. Leclerc è rimasto terzo in pista, ma virtualmente davanti al compagno finché la penalità non è stata scontata.








