Palazzo Chigi

Il governo impugna la legge della Toscana sul fine vita. Giani: «Paradossale, la difenderemo»

Via libera del Cdm a norme sull’accesso a Medicina e sul contrasto del bullismo. Approvate anche misure sul fisco regionale e locale

di Redazione Roma

Doctors and patients consulting and diagnostic examining sit and talk. At the table near the window in the hospital medicine concept

3' di lettura

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Il governo, secondo quanto si apprende, ha deciso in Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Toscana sul fine vita. Le disposizioni della regione, la prima a disciplinare la materia, era stata approvata a metà marzo.

Giani: su fine vita governo paradossale, difenderemo legge

“È paradossale che, invece di lavorare su una legge nazionale attesa da anni, il Governo scelga di ostacolare chi si è impegnato per attuare quanto stabilito dalla Corte” costituzionale “che ha indicato la necessità di colmare un vuoto legislativo in materia di suicidio medicalmente assistito”. “Difenderemo con determinazione la nostra legge, certi di aver agito nel rispetto della legalità, della Costituzione e, soprattutto, delle persone”. Lo ha detto il governatore toscano Eugenio Giani in merito alla decisione del governo di impugnare la legge toscana sul fine vita.

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Bullismo: ok Cdm a dlgs

Il Consiglio dei Ministri odierno ha dato il via libera al decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo”, in attuazione della delega di cui all’articolo 3 della legge n.70 del 2024. “Con questo provvedimento si aggiunge un nuovo, importante tassello nell’azione del Governo per la promozione della cultura del rispetto e per combattere il bullismo in ogni sua forma. Mettiamo in guardia i nostri ragazzi sui rischi dell’uso della rete e mettiamo in guardia anche le famiglie per la responsabilità che può conseguire da comportamenti violenti tenuti dai propri figli sui social a danno di altri giovani. Sviluppiamo inoltre attività importanti di prevenzione e di aiuto alle vittime, che possono contare su un numero verde dedicato”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Accesso ai corsi di laurea in medicina

Approvato anche un decreto legislativo che riguarda la “disciplina delle nuove modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria in attuazione dell’articolo 2, comma 2, lettere a), b), c), d), e), i) e l) della legge 14 marzo 2025, n. 26”. “Per troppo tempo il sogno di diventare medico è stato ostacolato da quiz, costosi corsi privati e trasferimenti all’estero. Questo è stato il ’numero chiuso’: un meccanismo che ha escluso più che valorizzato talenti, vocazioni e speranze. Oggi scriviamo una pagina nuova. Con la riforma approvata in Consiglio dei ministri, dal prossimo anno accademico l’accesso a Medicina sarà finalmente aperto: niente test d’ingresso, ma un primo semestre libero, durante il quale si farà vera formazione universitaria”. Così la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, sulla riforma dell’accesso a Medicina. “Gli studenti inizieranno il loro percorso con tre materie fondamentali: Chimica, Fisica e Biologia. Saranno questi esami a definire, in modo trasparente e meritocratico, l’accesso al secondo semestre. Esami sulle competenze acquisite in aula, non più test su domande generiche. È una svolta. Superiamo il vecchio numero chiuso e avviamo una nuova stagione per il diritto allo studio, con più posti disponibili e un rafforzamento concreto del nostro Sistema sanitario nazionale. Entro fine mese approveremo anche i decreti ministeriali con tutti i dettagli: dalle modalità di svolgimento degli esami all’erogazione della didattica sulla quale gli atenei avranno autonomia di scelta ma che sarà svolta sia in presenza che a distanza, per garantire inclusione e qualità. Non sono slogan, ma un cambio di prospettiva. Ampliamo le opportunità, valorizziamo i talenti. Questo è diritto allo studio, questo è credere nelle ambizioni e nei talenti degli studenti”, conclude Bernini.

Proroga del danno erariale solo per dolo

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, ha approvato un decreto-legge che dispone il differimento del termine di cui all’articolo 21, comma 2, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, in materia di responsabilità erariale dal 30 aprile al 31 dicembre 2025.

La disciplina oggetto di differimento, che si applica anche per i fatti commessi tra il 30 aprile 2025 e la data di entrata in vigore del decreto-legge, limita la responsabilità erariale ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente è dolosamente voluta dallo stesso. Tale limitazione non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente.

Più poteri a enti, ok a compliance e rottamazioni locali

Gli enti territoriali potranno incentivare l’adempimento spontaneo nel pagamento dei tributi locali con un sistema premiale per chi paga con addebito diretto in conto corrente; con l’invio di lettere di compliance e di avvisi bonari prima di avviare accertamenti; e con la possibilità di introdurre forme di definizione agevolata, con riduzione di sanzioni e interessi. Lo spiega il il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, annunciando l’approvazione in cdm del diciassettesimo decreto attuativo della riforma fiscale riguardante i tributi delle Regioni e degli enti territoriali. “Per i territori ci sarà più autonomia, mentre per cittadini e imprese si andrà verso una maggiore semplificazione”, assicura.

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