Recensione

Google Pixel 10 Pro Xl è lo smartphone più avanzato nell’intelligenza artificiale

Stesso hardware ma più funzioni di Ai. Rispetto a iPhone e ai rivali Android è un dispositivo con una filosofia precisa (e diversa).

di Luca Tremolada

3' di lettura

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Gli smartphone nell’era dell’intelligenza artificiale vanno giudicati in modo diverso dal passato. La recensione di un AI phone dovrebbe valutare quanto un telefonino si governa con la voce, cosa sa di noi, che suggerimenti può darci, in sostanza quanto ci conosce e sa anticipare i nostri desiderata.

Pixel AI Voice Translate

Pixel 10 Pro XL, dopo una prova di una settimana, è il telefono più ambizioso mai uscito da Mountain View, ma anche il più discusso. Il Wall Street Journal l’ha paragonato a un manifesto dell’intelligenza artificiale mobile, sottolineando con la matita blu il vantaggio di Google su Apple. Come hanno sottolineato alcune riviste specializzate, le nuove funzioni di Pixel 10 come traduzione vocale in tempo reale, suggerimenti intelligenti («Magic Cue») e modalità «Camera Coach» sono divertenti, non perfette, ma suggeriscono in modo chiaro come cambieranno gli smartphone se vogliono sopravvivere alla nuova generazione di oggetti potenziati con l’AI (occhiali intelligenti, dispositivi indossabili ecc.).

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«Magic Cue» è la più interessante ma non è ancora disponibile in Italia, come anche «Camera Coach». Mentre ho trovato molto utile l’integrazione con NotebookLM: Diario e le trascrizioni di Recorder possono essere aggiunte a NotebookLM per un’organizzazione e ricerca più facili. Il Pixel utilizza l’AI on-device per fornire suggerimenti di scrittura o riorganizzare le idee e, per chi fa per esempio il giornalista, è uno strumento davvero utile anche per gestire l’agenda della giornata.

Divertente anche la creazione di musica in Registratore per trasformare le registrazioni vocali in brani musicali selezionando uno stile desiderato. La sensazione è davvero quella di avere in mano un assistente aggiornato: l’ho usato con gli auricolari Pixel Bud (quelli dell’anno scorso) e ho l’abbonamento a Google AI Pro (quello da 21 euro al mese). Ora puoi condividere più facilmente schermo, immagini, file o video di YouTube. Puoi condividere la fotocamera in Gemini Live per parlare di ciò che vedi. Le chat di Gemini Live e i contenuti condivisi vengono archiviati nelle attività delle app Gemini, e puoi gestire ed eliminare le tue attività in qualsiasi momento. Mi sono divertito a lavorare, chiamare e informarmi senza guardare lo schermo. Non è tutto fluido, spesso non fa quello che vuoi ma credo sia questa la direzione più chiara del cosiddetto AI phone.

Tecnicamente però Apple continua ad avere un vantaggio in termini di prestazioni grafiche ed efficienza energetica, nonostante la batteria più piccola. Sul fronte fotografico, il Pixel punta tutto sull’intelligenza artificiale, mentre l’iPhone mantiene una qualità più costante con lenti e sensori. Due filosofie diverse: Google sembra voler puntare tutto sulla fotografia computazionale, Apple continua a credere di più nella fisica della luce e quindi nell’hardware. E anche gli altri rivali diretti su Android, come il Samsung Galaxy S25 Ultra.

Tecnicamente, la grande novità di Pixel 10 Pro XL è il nuovo Tensor G5. È stato costruito da TSMC, Google lo presenta come il chip dell’intelligenza artificiale: rispetto al modello precedente migliora del 34% in potenza pura e del 60% nell’elaborazione dei modelli di IA. Gestisce Gemini Nano. Il progetto è quello di non moltiplicare sensori o componenti, quanto spremere quelli esistenti con algoritmi sempre più sofisticati.

Pixel Launch Pro Res Zoom

Ecco perché, al di là del chip, l’hardware del 10 Pro XL è praticamente identico al modello precedente. Ma il cambio di passo c’è perché è tutto nel software e l0 si apprezza nella fotocamera. Il software spinge lo zoom fino a 100x grazie al Pro Res Zoom, una funzione che ricostruisce dettagli e colori con l’aiuto della rete neurale. È un approccio opposto a quello di Apple, che continua a investire in ottiche e sensori.

Funziona benissimo per chi cerca un compagno intelligente e aggiornato a lungo, meno per chi vuole spingersi nel gaming o desidera un design che segni un cambio di epoca. È come avere in mano un laboratorio di intelligenza artificiale travestito da smartphone: affascinante, ma non per tutti.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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