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Google, l’Agcom porta l’AI search davanti alla Commissione Ue

Dopo l’esposto Fieg, l’Autorità segnala a Bruxelles AI Overviews e AI Mode: sotto esame pluralismo, traffico ai giornali, copyright ed equo compenso

di Andrea Biondi

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L’intelligenza artificiale di Google, quella che risponde prima ancora che il lettore abbia scelto un link, finisce sul tavolo della Commissione europea. L’Agcom ha deciso di inviare a Bruxelles una segnalazione sui servizi AI Overviews e AI Mode offerti da Google Ireland, chiedendo una valutazione alla luce del Digital Services Act. Il passaggio è tecnico, ma anche politico. Perché dentro quelle risposte sintetiche che compaiono in cima alle ricerche si gioca una partita che riguarda giornali, ricavi digitali, diritto d’autore e pluralismo dell’informazione.

La segnalazione degli editori

La decisione è stata presa ieri, nella seduta del 29 aprile 2026, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il voto non è stato unanime: contraria la commissaria Elisa Giomi. Il fascicolo nasce da una segnalazione della Fieg, che denuncia gli effetti dell’introduzione in Italia di AI Overviews.

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Secondo gli editori, le nuove funzioni di Google rischiano di ridurre visibilità e reperibilità dei contenuti giornalistici: meno clic ai siti che producono notizie, meno ricavi pubblicitari, più difficoltà a finanziare redazioni e autori. A pagare il conto sarebbero soprattutto le testate più piccole e indipendenti.

Nodo visibilità e rischio errori

Fino a ieri il motore di ricerca indicizzava, ordinava e rimandava alle fonti. Ora, con le risposte generate dall’AI, l’utente può trovare nella pagina di Google una sintesi del contenuto cercato. La “posizione zero” diventa così il nuovo luogo del consumo informativo. Ma se il lettore resta lì, senza entrare nei siti, il rapporto tra piattaforma e giornali cambia natura. Non più solo distribuzione del traffico, ma possibile sostituzione dell’accesso alle fonti.

La Fieg indica anche un secondo rischio: che le risposte dell’intelligenza artificiale contengano errori, imprecisioni o informazioni inventate, le “allucinazioni”, senza strumenti immediati per verificarne l’origine. Se la sintesi automatica diventa filtro prevalente, chi garantisce trasparenza, responsabilità e pluralità delle fonti?

La palla a Bruxelles

Dopo informazioni e audizioni di Google, Fieg e Fisc, Agcom ha scelto di non chiudere il dossier in casa. La richiesta viene trasmessa alla Commissione europea in base all’articolo 65 del Dsa. Una scelta, questa, già adottata dall’Autority della Germania.

Bruxelles dovrà quindi valutare se ci siano i presupposti per un’eventuale indagine su possibili violazioni degli obblighi previsti per piattaforme e motori di ricerca di dimensioni molto grandi. Nel mirino: gli articoli 34 e 35, sulla mitigazione dei rischi sistemici, e il 27, sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione.

Già a febbraio il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, aveva spiegato: «Ci è stato posto il tema del rapporto tra stampa e AI Mode di Google, lo ha già fatto l’Autorità tedesca e noi stiamo per fare una segnalazione alla Commissione europea, è caso evidente di impatto sull’informazione». E aveva aggiunto: «Andando a cercare in AI Mode il rischio è di non leggere più i giornali. C’è il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall’articolo 3 dell’European Freedom Act».

Nel reclamo presentato da Fieg Google veniva descritto come un «traffic killer» attraverso AI Overviews e AI Mode, strumenti accusati di drenare traffico web e risorse vitali alle testate. Da tempo Google respinge l’accusa di voler sostituire la stampa. Diego Ciulli, head of Government Affairs and Public Policy di Google in Italia, aveva difeso così le nuove funzioni: «Ai Overview e Ai Mode sono una naturale evoluzione del motore di ricerca, stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca non l’accesso all’informazione».

Un tavolo permanente

La partita non si fermerà alla segnalazione. Nella stessa seduta il Consiglio Agcom ha deciso di istituire un tavolo permanente tra Google, altre piattaforme interessate ed editori. Oggetto: copyright, intelligenza artificiale, tutela del pluralismo ed equo compenso per l’utilizzo online dei contenuti editoriali. È il tentativo di aprire un negoziato mentre Bruxelles valuterà se accendere i fari regolatori.

La soddisfazione della Fieg

La Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali, in una nota ha espresso «apprezzamento per la decisione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di trasmettere, nella sua qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, una segnalazione alla Commissione europea relativa ai servizi IA di Google».

L’iniziativa, «che trae origine da una nostra istanza presentata nell’ottobre scorso - commenta il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti - giunge al termine di un’istruttoria articolata e approfondita e testimonia l’attenzione dell’Autorità rispetto agli effetti di questi sistemi sul traffico verso i siti editoriali e, più in generale, sulle dinamiche del settore».

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