Google condannata a consentire l'accesso a rivali sul Play Store: la sentenza del giudice federale
Un giudice statunitense ha imposto a Google di aprire il Play Store a sviluppatori concorrenti dopo la causa intentata da Epic Games
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Un giudice federale degli Stati Uniti ha stabilito che Google dovrà consentire, per tre anni a partire da novembre, la presenza di app Android sviluppate da aziende concorrenti sul proprio Google Play Store.
La decisione arriva in seguito alla causa intentata da Epic Games, creatrice del celebre videogioco Fortnite, contro il colosso tecnologico e Samsung.
Lunedì il giudice James Donato ha imposto una serie di misure correttive, tra cui l’apertura del Play Store a sviluppatori rivali.
Google ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza, chiedendo una sospensione delle misure.
Lo scorso dicembre, una giuria si era già schierata a favore di Epic Games, che ha accusato Google di limitare la concorrenza controllando la distribuzione delle app e i pagamenti su dispositivi Android. “Questi cambiamenti metterebbero a rischio la privacy e la sicurezza dei consumatori, rendendo più difficile per gli sviluppatori promuovere le proprie app e riducendo la concorrenza sui dispositivi”, ha affermato Google in un comunicato.








