Economia Digitale

Google Cloud Next 25: dai chip per l’inferenza all’aggiornamento dei modelli di Ai

Al via l’evento annuale in cui Google Cloud annuncia le sue novità più importanti che metterà sul mercato nei prossimi mesi Tutte le novità

di Giancarlo Calzetta

5' di lettura

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LAS VEGAS - Sta per iniziare il Google Cloud Next, l’evento annuale in cui Google Cloud annuncia le sue novità più importanti che metterà sul mercato nei prossimi mesi, e 20 minuti prima del discorso del Ceo Thomas Kurian, parte l’intrattenimento musicale creato con tool IA: musica e video sono stati realizzati strumenti di gen-AI tra i quali il nuovo sistema di creazione video Veo 2. Il montaggio è ancora umano, la direzione da imprimere a strumenti e fotogrammi è umana, ma la realizzazione dei singoli pezzetti che vengono fusi insieme è per lo più frutto di inferenze. Una perfetta espressione dell’IA che crea professionisti con i superpoteri in grado di compiere il lavoro di giorni in poche ore. Del resto, il filo rosso di tutto l’evento è proprio quello dell’IA che “serve davvero”, una miriade di strumenti in grado di cambiare (in meglio) il modo in cui si lavora.

Quindi si parte da un po’ di numeri. Kurian ci dice che Google ha 2 milioni di miglia di cavi che corrono per il mondo, oltre 4 milioni di sviluppatori che usano Gemini per fare codice, una costante accelerazione nel numero di persone che usano Vertex AI, la suite di gen-ai per professionisti, che in un anno si è ventuplicato e oltre 500 storie di successo della tecnologia Google Cloud applicata alle aziende. Una introduzione che anticipa gli annunci che vengono fatti da Sundar Pichai (un curioso gioco del destino quel cognome che finisce in “AI”), Ceo di Google e Alphabet.

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E il primo è un annuncio che “non ti aspetti”: tutti quei chilometri di cavi sembrano a Pichai quasi sprecati per far funzionare “solo” l’infrastruttura di Google ed è così potente da avere evidentemente abbastanza capienza da poter esser messa a disposizione dei clienti esterni. Viene quindi lanciata il Cloud Wide Area Network (Cloud WAN), che rende disponibile alle aziende la rete privata globale di Google. Questa infrastruttura offre prestazioni fino al 40% superiori rispetto all’Internet pubblico, garantendo una connettività veloce e affidabile per le operazioni aziendali su scala globale. L’accesso a una rete di tale portata consente alle imprese di migliorare l’efficienza operativa e di offrire servizi più reattivi ai propri clienti. Perché alla fine di questo si tratta: l’IA apre mercati e migliora l’efficienza, ma ha bisogno di infrastruttura e Google dice di poterla fornire con un risparmio del 40% rispetto a quelle tradizionali.

E parlando di infrastruttura si arriva alla grande novità: Ironwood, il suo settimo processore di intelligenza artificiale, progettato per accelerare le applicazioni IA. Questo chip è ottimizzato per l’elaborazione in tempo reale, come quella necessaria per chatbot e assistenti virtuali, offrendo il doppio delle prestazioni per unità di energia rispetto al suo predecessore, Trillium. Ironwood rappresenta un passo avanti sia nell’efficienza energetica sia nella potenza di calcolo. Non sappiamo ancora quando verrà immesso sul mercato, ma adesso che Pichai ha preparato il terreno dell’infrastruttura, si arriva agli annunci più legati all’IA vera e propria.

Gemini 2.5: modelli avanzati per esigenze diverse

Nell’ambito della famiglia di modelli IA, Google ha annunciato Gemini 2.5 Flash che va a completare l’offerta dopo la presentazione di Gemini 2.5 Pro avvenuta alla fine dello scorso anno. Questi due modelli sono progettati per affrontare compiti complessi che richiedono analisi approfondite, come l’interpretazione di documenti legali o medici e Gemini 2.5 Flash è ottimizzato per applicazioni che necessitano di bassa latenza e alta efficienza, come assistenti virtuali reattivi e strumenti di sintesi in tempo reale. La possibilità di scegliere offre alle aziende la flessibilità necessaria ad adattarsi alle loro specifiche esigenze operative dal momento che la versione Flash costa molto meno della Pro per ogni utilizzo.

Aggiornamenti in Vertex AI: strumenti potenziati per sviluppatori

Grande rilevanza è stata data a Vertex AI, la piattaforma di Google per la creazione e gestione di applicazioni IA, che ha ricevuto aggiornamenti significativi. Offre ora accesso a oltre 200 modelli AI pronti all’uso (non solo di Google, ma un po’ tutti quelli disponibili sul mercato) e introduce nuove funzionalità che semplificano l’integrazione di dati geografici, il monitoraggio delle prestazioni e l’ottimizzazione dei modelli. Inoltre, grazie a Live API, sarà possibile effettuare streaming di audio e video in tempo reale, aprendo le porte ad applicazioni innovative e immersive.

Una nota importante la merita il fatto che tutte le funzioni di generazione multimediale hanno fatto grandi passi in avanti e alcune sono nuove e già impressionanti. Partiamo con Lyria, uno strumento che crea musica partendo da una descrizione testuale. Si tratta dello strumento usato per comporre la musica suonata prima dell’evento e il processo di creazione di basi, spezzoni e jingle è davvero notevole sia per semplicità sia per qualità del risultato. A questo si accosta Veo 2, la nuova versione del creatore di filmati. Anche lui ha dato sfoggio delle sue capacità nei momenti “pre evento”, ma deve essere messo alla prova maggiormente per capire come gestisce i tradizionali problemi di coerenza tra video diversi anche se vanta funzioni come “posizione di inizio e fine” che prevedono l’animazione automatica del soggetto inserito “esternamente”. Chirp3 è un sistema che produce parlato personalizzato tramite spezzoni di soli 10 secondi da usare come base e che può fare il lavoro inverso, trascivere una conversazione, riconoscendo i soggetti diversi impegnati in dialoghi complessi.

L’IA agentica è sempre sulla cresta dell’onda

Ovviamente, molte di queste innovazioni puntano a un futuro di sistemi multi-agente e Google Cloud promuove un ecosistema aperto e collaborativo grazie al nuovo Agent Development Kit (ADK), che consente alle aziende di semplificare i processi di creazione di sistemi AI multi-agente. Il nuovo protocollo Agent2Agent permetterà agli agenti AI di comunicare tra loro indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, mentre Agent Garden mette a disposizione strumenti e esempi per integrare velocemente gli agenti con dati aziendali esistenti. Agent2Agent, in particolare, è un pezzo importante perché rappresenta un tentativo di stabilire uno standard di comunicazione tra agenti creati da aziende e società diverse. Se riuscirà a prendere piede, velocizzerà di molto la diffusione dell’IA.

Google Agentspace e Workspace: AI per ogni dipendente

La produttività aziendale è uno dei campi dove l’applicazione dell’IA trova terreno fertile e quindi Google sta preparando un ecosistema molto completo per massimizzare semplicità d’uso ed efficacia dei nuovi strumenti. Agentspace, per esempio, è pensato per portare l’intelligenza artificiale al cuore delle attività quotidiane dei dipendenti, facilitando l’accesso alle informazioni aziendali e permettendo la creazione di agenti personalizzati senza scrivere codice. Tra le nuove funzionalità introdotte, la ricerca integrata direttamente in Chrome e strumenti specifici per la generazione di idee e la ricerca approfondita, che semplificano i processi decisionali e il lavoro creativo.

Anche la suite di Google Workspace riceve delle nuove funzioni importanti come “Help me Analyze” per Google Fogli e “Audio Overview” per Documenti permettono di automatizzare compiti complessi come l’analisi dati e la creazione di contenuti audio.

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