Economia Digitale

Google amplia la sua famiglia Ai con i modelli aperti Gemma

Modelli open source nati per supportare la ricerca sull’intelligenza artificiale

di Marco Trabucchi

2' di lettura

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Google non si ferma e continua a stupire con le sue novità in ambito AI. Dopo aver annunciato qualche giorno fa Gemini Advanced, il modello di intelligenza artificiale “Ultra” capace di svolgere compiti altamente complessi, e Gemini 1.5, disponibile per le aziende, oggi rende accessibili a tutti i modelli open source Gemma, che potranno essere usati da sviluppatori esterni per creare i propri modelli di AI.
Così Gemma viene presentato sul blog ufficiale: “Sviluppato da Google DeepMind e altri team di Google, Gemma si ispira ai Gemelli e il nome riflette il latino gemma, che significa ‘pietra preziosa’. Insieme ai pesi dei nostri modelli, stiamo rilasciando anche strumenti per supportare l’innovazione degli sviluppatori, promuovere la collaborazione e guidare l’uso responsabile dei modelli Gemma”.
La release è resa disponibile in due formati: Gemma 2B e Gemma 7B, rispettivamente con 2 e 7 miliardi di parametri. Si tratta degli stessi modelli usati dall’azienda per creare Gemini, con cui condividono componenti tecnici e infrastrutturali.

Cosa si può fare con Gemma

Seguendo una strategia simile di Meta, che aveva reso disponibili alcuni codici di base necessari per sviluppare chatbot, i modelli open source di Google offrono a privati e aziende la possibilità di sviluppare le proprie applicazioni di intelligenza artificiale gratuitamente e con il vantaggio di poter essere eseguiti direttamente sui computer dello sviluppatore e offrendo ¬¬prestazioni paragonabili o superiori a quelle dei modelli più grandi, come Llama 70B di Meta o Mistral di Mistral AI.In un mercato che si annuncia molto affollato, Google spera di convincere gli sviluppatori a usare e testare le proprie tecnologie e ad appoggiarsi ai suoi servizi di cloud, dove ai nuovi arrivati vengono offerti 300 dollari in crediti di servizio. Strtegia che include anche una partenership con il produttore di semiconduttori per l’intelligenza artificiale Nvidia, che garantirà il buon funzionamento dei modelli Gemma sulle sue apparecchiature.

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Il futuro dell’Ai è open source?

Molti esperti ritengono che il futuro dell’AI sia open source. Secondo il Rapporto 2023 sull’AI open source pubblicato dalla Linux Foundation, il 41% delle aziende interpellate preferisce le tecnologie di AI generativa open source rispetto a quelle proprietarie, in quanto offrono vantaggi come la velocità, la privacy, la capacità e la collaborazione. La “guerra” dell’Ai open source è appena iniziata e vede coinvolti tutti i grandi colossi tecnologici, oltre Meta e Google ci sono Alibaba, Amazon e IBM, che hanno già lanciato le loro piattaforme proprietarie di AI. Ognuno di loro punta ad attrarre gli sviluppatori, offrendo loro modelli di alta qualità e incentivando l’uso dei propri servizi e delle proprie piattaforme. Google non è da meno e con Gemma dimostra di voler essere protagonista in questo scenario competitivo e innovativo.


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