Golden Globe: brava Demi, ma non farci la predica
Moore, dopo il meritato premio, ha accusato Hollywood di averla indebolita, ma lei di quel sistema si è fatta adepta fino a ieri...
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- Quando non siamo abbastanza...
- Diva da popcorn
- La rivendicazione che non ha fatto
- Sceneggiature adatte a donne di tutte le età
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Quando non siamo abbastanza
Chi scrive ha esultato per il Golden Globe come migliore attrice protagonista a Demi Moore, perché in The substance è stata magistrale interprete di sé stessa, ovvero vittima del senso di inadeguatezza femminile, frutto di secoli di seconda fila. Ma poi, quando Moore ha cominciato a rivendicare quella meritatissima coppa, un po’ di entusiasmo è sceso per come l’ha rivendicata.
«Quando pensiamo di non essere abbastanza intelligenti», ha detto (vero), «abbastanza magre» (e qui la predica comincia a scricchiolare, vista la straordinaria esilità dell’attrice), «abbastanza di successo»: basta, non più credibile. Una che è diventata una diva con Ghost con Patrick Swayze, ossessione sensuale in Proposta indecente con Robert Redford, e che è stata The body in Striptease e Soldato Jane non può fare la Piccola Fiammiferaia di Hollywood.
La situazione è peggiorata quando ha tirato fuori una generica donna che le avrebbe detto: «Sappi che non sarai mai abbastanza, ma puoi misurare il tuo valore se butti via il metro per misurarlo». Vorremmo capire quando Demi Moore ha buttato via quel metro, visto che a 62 anni sembra una venticinquenne in ottima forma fisica e bellezza abbagliante.
Nessun giudizio morale sulla ricerca della giovinezza, ma chi la persegue non si può poi ergere a vessillo dell’antisistema contro l’iper giovanilismo. Capisco il suo sentirsi inadeguata e insicura in un universo molto maschilista come quello hollywoodiano, ma a quell’ideologia che scarta la donna con le rughe e in sovrappeso lei si è inchinata, ricorrendo alla chirurgia plastica a un’età assai precoce per cristallizzare il suo fisico prodigioso.
Diva da popcorn
«Trent’anni fa un produttore mi disse che ero un’attrice da popcorn», ha raccontato in lacrime. Ma questo pianto è sembrato un poco eccessivo, visto che non è mai entrata nel girone infernale dei B movies. Dopo Soldato Jane, per esempio, c’è stato Harry a pezzi di Woody Allen (1997) e film del tutto dignitosi, come Margin call, Codice d’onore, Il giurato.









