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Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
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Il Pil emiratino è cresciuto del 3,8% nel 2024, superando i 500 miliardi di dollari. A trainare l’economia non petrolifera, che ha registrato una crescita del 6,2% e ha segnato un contributo vicino al 70%. Abbiamo chiesto al ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla Bin Touq, come le tensioni con l’Iran stiano determinando un cambiamento strategico in termini di sicurezza, energia, alleanze e postura geopolitica. Cambi in vista o ritiene che stiano accelerando tendenze già in essere?
«La nostra regione sta entrando in una fase di globalizzazione più selettiva e attenta alla sicurezza, ma questo non significa de-globalizzazione. La geopolitica sta oggi influenzando direttamente rotte commerciali, decisioni di investimento e modelli operativi, e il ruolo degli Emirati Arabi Uniti in questo contesto è chiaro: rimanere aperti, operativi e prevedibili mentre altri stanno ricalibrando le proprie strategie. Questo è già evidente nella struttura della nostra economia. Nel 2025 le attività non petrolifere hanno rappresentato oltre il 77% del Pil degli Emirati. Negli Emirati Arabi Uniti non stiamo rallentando le nostre ambizioni perché la regione attraversa una fase difficile. Al contrario, momenti come questo rafforzano l’importanza di proseguire con le riforme, accelerare l’esecuzione e convogliare capitali verso settori che creano valore nel lungo periodo».
Quale è il settore principale e più promettente su cui investire nei prossimi cinque anni?
«Logistica, sistemi alimentari, sanità, infrastrutture digitali, cybersicurezza e finanziamento alla crescita delle imprese nazionali. In questo scenario, gli investitori dovrebbero allinearsi alla domanda strategica del Paese. Bisogna pensare meno all’arbitraggio di breve termine e più a dove gli Emirati avranno bisogno di capacità affidabili nei prossimi 5-10 anni. Anche gli investimenti nelle energie pulite, nelle tecnologie per la transizione energetica, nelle infrastrutture sostenibili e nelle industrie focalizzate sul clima continueranno ad espandersi, sostenuti dagli impegni globali verso il net-zero».
Abu Dhabi si sta affermando come hub globale per l’intelligenza artificiale e il cloud computing, grazie a massicci investimenti nelle infrastrutture dei data center, in particolare attraverso partnership con aziende tecnologiche statunitensi. Questo rimane un pilastro della visione strategica degli Emirati?