Gli strumenti per misurarla e come cambiano

La domanda

Come si misura la pressione arteriosa e quali innovazioni dobbiamo aspettarci al tempo della tecnologia?

Risposta: La misurazione della pressione arteriosa è un momento essenziale per poterne comprendere il suo significato e le sue implicazioni cliniche. Dalla misurazione più o meno corretta dipendono la attendibilità dei valori di pressione, la loro riproducibilità nel tempo e, soprattutto, la qualità delle decisioni cliniche e terapeutiche assunte in risposta ad alterazioni dei valori pressori. Il primo esperimento di misurazione diretta della pressione arteriosa viene fatto risalire al reverendo Stephen Hales che nel 1733 inserì un tubo di vetro in una arteria del proprio cavallo e notò che al suo interno il sangue saliva ad un livello molto superiore rispetto a quello del cuore, escludendo che questo potesse avvenire in modo semplicemente passivo. Tuttavia, la svolta epocale in termini di misurazione della pressione arteriosa fu quella introdotta de un ingegnoso scienziato Italiano, Scipione Riva-Rocci che il 10 Dicembre 1896 pubblicò sulla Gazzetta Medica di Torino i risultati delle sue ricerche in merito alle caratteristiche di un nuovo geniale strumento per la misurazione pressoria denominato “sfigmomanometro” in grado di misurare la pressione arteriosa in maniera relativamente semplice ed incruenta (senza dovere sacrificare alcun animale domestico, per intenderci).

La scoperta dello sfigmomanometro ha dato l’avvio alla diffusione del concetto di pressione arteriosa come oggi noi la intendiamo. I principi alla base della strumentazione sviluppata da Riva-Rocci sono oggi l’elemento portante dello sviluppo e della diffusione di strumenti di semplice impiego con i quali pressoché chiunque è oggi in grado di conoscere quali sono i propri valori pressori. Nel tempo gli strumenti adottati per la misurazione della pressione arteriosa si sono progressivamente evoluti dando origine ad una duplice realizzazione tecnologica concretizzata da un lato negli strumenti a colonna di mercurio o gli strumenti aneroidi che basano invece la misurazione sulla lettura del valore mediante una lancetta ed un quadrante del tutto simile a quello di un cronometro che, invece delle ore, riporta i valori possibili di pressione. Oggi gli strumenti a mercurio sono stati banditi proprio per il contenuto del metallo liquido ritenuto giustamente pericoloso ed inquinante, mentre quelli aneroidi sono rimasti appannaggio pressoché esclusivo dei sanitari e di qualche romantico affezionato alla storia della misurazione pressoria. Oggi, il mondo dei misuratori pressori è largamente dominato da strumenti automatici che misurano in autonomia la pressione gonfiando e sgonfiando un bracciale che può essere facilmente posizionato a livello del braccio e che fanno comparire i valori rilevati su un ampio display dal quale chiunque li può comodamente leggere. Questa procedura può essere ovviamente ripetuta dove lo si desideri, su chiunque lo ritenga opportuno, quante volte lo si voglia, ad intervalli più o meno regolari ed in qualsiasi momento della giornata sia in condizioni di benessere che quando si sviluppino sintomi inusuali che potrebbero dipendere da uno scarso controllo pressorio. Lo stesso principio di fondo è quello che si applica agli strumenti portatili ed utilizzati per il monitoraggio ambulatorio della pressione delle 24 ore (ABPM) quello che viene erroneamente citato come “Holter pressorio” senza ricordare che Holter era il cognome personale di una geniale scienziato che inventò la modalità di valutazione in continuo ed incruenta della traccia elettrocardiografica e questa metodica nulla ha a che vedere con la misurazione ambulatoria della pressione arteriosa.

L’importanza della misurazione pressoria ha comunque fatto si che la ricerca in ambito di strumentazioni per misurarla stia progredendo molto rapidamente e la prossima tappa sarà lo sviluppo di strumenti affidabili in grado di misurare la pressione senza l’ausilio di uno sfigmomanometro (cosiddetti cuffless-ovvero senza bracciale) in grado di interpretare le caratteristiche della onda di polso e di essere applicati e diffusi probabilmente mediante sistemi simili alle app ed utilizzabili attraverso smartphone, smartwatch o altri strumenti analoghi dedicati. Oggi guardando la rete è possibile trovare in vendita una serie di applicazioni che promettono una misurazione della pressione attraverso questo tipo di strumenti e metodiche, Ma la loro affidabilità è ancora molto limitata se non inesistente ed in molti casi si tratta di qualcosa più simile ad un giocattolo.

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