Cultura e costume

Gli ospiti, i fiori, la cena: cresce l’attesa per la Prima della Scala

Tutto pronto per la «Lady Macbeth» di Šostakovič. Segre e Giuli tra le personalità presenti alla recita del 7 dicembre

di R.I.T.

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Non ci saranno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, né la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, domani sera al Teatro alla Scala per assistere alla prima di «Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk», l’opera di Dmitrij Šostakovič che inaugurerà la stagione lirica 2025-2026 del teatro milanese. Ma il parterre di cariche istituzionali e protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport che parteciperanno alla tradizionale serata del 7 dicembre sarà comunque nutrito.

La politica e la cultura in sala

Nel palco Reale, accanto ai padroni di casa (il sindaco Giuseppe Sala, presidente della Fondazione lirica, e il sovrintendente Fortunato Ortombina) siederà la senatrice a vita Liliana Segre, per il terzo anno consecutivo nel posto che da tradizione spetta al presidente Sergio Mattarella. Assieme a loro, il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso e poi la sottosegretaria di Stato americana, Sara Rogers, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, i vicepresidenti di Senato e Camera, Gian Marco Centinaio e Anna Ascani (assente il presidente del Senato, Ignazio La Russa).

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Tra i nomi dello spettacolo che assisteranno alla recita inaugurale, i cantanti Mahmood e Achille Lauro e l’attore Pierfrancesco Favino. Tra le istituzioni culturali milanesi saranno presenti la Grande Brera, con Angelo Crespi, la Triennale con Stefano Boeri, la Società del Quartetto con Ilaria Borletti Buitoni, il Salone del Mobile con Maria Porro, mentre per la Camera della Moda ci sarà Carlo Capasa. Molte le presenze del mondo del teatro, tra cui i sovrintendenti della Staatsoper Unter den Linden di Berlino, dell’Opera di Monaco, dell’Opera di Amburgo, della Royal Opera House di Londra, del Teatro Real di Madrid Joan Matabosch, della Monnaie di Bruxelles, dell’Opera di Muscat .

E poi gli italiani: il presidente dell’Agis Francesco Giambrone e il presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Massimo Biscardi. Inoltre il regista Damiano Michieletto, la scenografa Margherita Palli, i direttori del Piccolo Teatro Claudio Longhi e Lanfranco Li Cauli, la presidente del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah e la direttrice dell’AsLiCo Barbara Minghetti.

Come ogni anno saranno in sala al completo insieme al direttore del Corpo di Ballo Frédéric Olivieri e all’étoile Nicoletta Manni, anche i primi ballerini scaligeri: Timofej Andrijashenko, Antonella Albano, Martina Arduino, Marco Agostino, Claudio Coviello, Nicola Del Freo, Alice Mariani, Virna Toppi e Antonino Sutera.

La cena di gala firmata Oldani

La cena di gala sarà firmata dallo chef due stelle Michelin Davide Oldani: dopo lo spttacolo, 500 ospito saranno accolti nella storica Società del Giardino per l’evento mondano milanese più esclusivo dell’anno. Il menu è stato pensato dallo chef milanese per raccontare Milano attraverso la sua cucina. Si apre con Artisia - “spaghetto” e crema di cavolfiore, un piatto che celebra la semplicità e l’eleganza della materia prima, seguito dalla vellutata di zucca con semi tostati, polvere di caffè e sciroppo al balsamico, dove dolcezza e leggere note amaricanti si fondono in un equilibrio sorprendente. Il baccalà tiepido setato con uvetta appassita offre un incontro armonioso di texture e profumi, mentre i cappelletti al burro nocciola e profumo di erba salvia rendono omaggio alla pasta fresca italiana, con la delicatezza di un tocco di erbe aromatiche. Il piatto principale, il Rustin Negàa di vitello con spinaci e fico al vino passito, unisce la morbidezza della carne alla dolcezza del fico, creando un gioco di contrasti sofisticato e avvolgente. A chiudere la cena, un dolce al cioccolato, mandorla e salsa all’arancia, che unisce intensità e freschezza in un finale goloso e raffinato. Ogni piatto è accompagnato da una selezione di vini d’eccellenza.

La diretta sulla Rai e all’estero

Come sempre, sarà la Rai a trasmettere la diretta della Prima, a partire dalle 17.45 in diretta su Rai 1 Radio3. Saranno utilizzate dieci telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 15 radiomicrofoni dedicati ai solisti, per un gruppo di lavoro di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video. Una preparazione che vede lo staff di regia seguire fin dalle prime prove la messa in scena dello spettacolo - diretto dal maestro Riccardo Chailly, con la regia di Vasily Barkhatov - e un numero crescente di addetti lavorare nelle due settimane precedenti il debutto.

Come per gli scorsi anni la ripresa, con la regia televisiva di Arnalda Canali, sarà in 4K: avrà quindi una definizione quattro volte superiore rispetto agli standard televisivi abituali. L’opera sarà trasmessa in diretta anche su Rai Radio3, su Rai 1 HD canale 501, su Rai4K, al canale 210 di Tivùsat, la Tv satellitare gratuita visibile in tutta Italia, e su RaiPlay, dove potrà essere vista per 15 giorni dopo la prima. Più di tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare il capolavoro di Šostakóvič nelle case degli italiani, perché la grande musica è di tutti.

Si avvarranno delle riprese in alta definizione diffuse dalla Rai circa 40 sedi coinvolte nell’iniziativa sociale «Prima Diffusa» del Comune di Milano e il maxischermo collocato al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, che offre la Prima ai cittadini.

Sono inoltre numerosi i broadcaster di tutti i continenti che trasmetteranno l’evento in diretta da Milano grazie agli accordi sottoscritti con Rai Com, dalla Francia al Giappone, dall’America Latina all’Australia e alla Nuova Zelanda..

Dietro le quinte, la macchina della Prima

Lontano dalle luci dei riflettori c’è il lavoro di centinaia di artigiani e professionisti che, ogni anno, rendono possibile la magia della Prima scaligera. Tra questi, il reparto trucco e acconciature guidato da Tiziana Libardo, che ha creato quest’anno circa 30 parrucche e il repartoccostumi che ha dato vita a quasi 300 abiti creati per l’allestimento. E poi il lavoro della genovese Federica Borghi del team Carbognin, ex fioraia fiorentina diventata che ha curato l’architettura floreale che decora il palco reale.

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