Rapporto Banca Ifis

Gli investimenti in arte e cultura trainano la produttività nelle imprese: +75% in 10 anni

In dieci anni registrato un indice in aumento del 75% contro il +13% delle aziende simili per dimensioni e comparto. Le retribuzioni pro capite sono salite del 25%. Nelle banche valori tre volte superiori rispetto alla media del sistema

di Nicola Barone

L’opera The Migrant Child di Banksy rimossa dalla facciata di Palazzo San Pantalon a Venezia

3' di lettura

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Lungo i secoli economia e bellezza sono state strette in modo indissolubile. Dalla quinta edizione del report di Banca Ifis si conferma con evidenza il ruolo di arte e cultura come asset strategici per la competitività di imprese e banche.

In base agli ultimi dati disponibili, le aziende che hanno integrato progetti artistici e culturali nel proprio modello di business hanno generato 192 miliardi di euro di ricavi. Si tratta di una cifra già di per sé elevata, ma che assume ulteriore valore se confrontata con quella delle imprese che non investono in questi comparti.

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L’analisi che sarà pubblicata nella sua completezza a settembre mostra, infatti, che queste aziende registrano una produttività 1,4 volte superiore rispetto alle imprese peer, ovvero simili per dimensione e settore. Chi, con visione lungimirante, decide di abbracciare arte e cultura si garantisce un ritorno significativo, dal momento che la bellezza al di là del valore simbolico costituisce un acceleratore di performance. Vale anche per le persone: nelle imprese che investono in cultura, le retribuzioni dei dipendenti crescono 2,2 volte più velocemente rispetto ai competitor. Segnale che l’arte, quando entra in azienda, valorizza le competenze e rafforza la cultura organizzativa.

Il trend negli ultimi dieci anni

Si tratta di risultati non episodici. Anche nel biennio 2023-2024, segnato da tensioni inflattive, alti tassi di interesse e instabilità internazionale, le imprese che investono in arte e cultura hanno continuato a crescere. Nonostante l’aumento medio dei costi di produzione, esse sono riuscite ad aumentare il margine operativo per dipendente, ampliando il divario con i propri competitor. I numeri raccontano di un trend solido. Se si estende il perimetro d’analisi agli ultimi dieci anni, ovvero tra il 2015 e il 2024, il rapporto di Banca Ifis evidenzia dunque come la produttività delle imprese con progetti su arte e cultura sia aumentata del 75%, contro il +13% delle imprese peer. Le retribuzioni pro capite, nello stesso periodo, sono salite del 25%, mentre le aziende non coinvolte in progetti culturali si sono fermate a +9%.

Per le banche “culturali” valori al top

L’impatto della bellezza non si ferma al mondo produttivo e anche un settore apparentemente lontano da questi temi, quale è quello bancario, mostra tendenze analoghe. Banca Ifis ha infatti individuato 16 gruppi bancari che hanno adottato in modo strutturato iniziative artistiche e culturali. Nel periodo di analisi, queste banche hanno registrato una crescita della produttività oltre tre volte superiore rispetto alla media del sistema bancario. E, come per le imprese, anche qui si osserva una correlazione tra risultati economici e crescita delle retribuzioni. Dal 2018 al 2024, la produttività delle banche “culturali” è aumentata del 78%, contro il +34% del sistema bancario nel suo complesso. Le retribuzioni pro capite sono cresciute del 25%, mentre la media del settore si ha realizzato un +19 per cento.

Il valore relazionale della cultura

C’è un dato infine che racconta il valore relazionale della cultura. Il 68% delle banche e il 52% delle imprese dichiara di utilizzare progetti artistici e culturali per costruire legami più forti con il territorio e le comunità. Un indicatore del fatto che la bellezza, oltre a generare valore economico, crea anche valore sociale. In un tempo in cui si cerca una nuova direzione per lo sviluppo, l’arte e la cultura si rivelano non solo strumenti di espressione, ma motori di trasformazione. E le imprese che lo hanno capito, oggi, corrono più veloci.

A completamento del Rapporto “Economia della Bellezza” gli analisti hanno voluto anche testare direttamente anche i consumatori in un’indagine quantitativa su un campione rappresentativo della popolazione, di fascia d’età compresa tra i 18 e i 75 anni, intervistando coloro che, all’interno delle famiglie, si occupano della relazione con le banche e gli istituti di credito. Il risultato? Tre italiani su quattro ritengono fondamentale che la banca adotti un approccio sostenibile, impegnandosi concretamente su tematiche sociali e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese. L’ultimo aspetto, in particolare, ha un impatto diretto sulla reputazione dell’istituto: quasi la totalità degli intervistati riconosce che il sostegno ad arte e cultura migliora l’immagine della banca.

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