Cultura

Gli editori: il Mezzogiorno troppo povero di librerie

Uno studio promosso dall’Associazione italiana editori (Aie) svela che il Sud dispone del 25% di strutture in meno rispetto al Centro-Nord

di Vera Viola

Divari. Nel Mezzogiorno meno lettori e meno strutture. negli ultimi anni chiuse numerose librerie. (Adobe Stock)

3' di lettura

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I cittadini del Mezzogiorno leggono meno dei connazionali che vivono in altre aree del Paese. Comprano un minor numero di libri e nelle loro città c’è un minor numero di librerie. Insomma, la lettura rappresenta uno dei numerosi divari tra Nord e Sud del Paese, e forse è anche all’origine di alcune differenze di carattere economico.

La fotografia scatta da Aie (Associazione italiana editori), che ritrae due Italie molto diverse, fornisce numeri e indicazioni utili a comprendere un fenomeno dai contorni allarmanti. È il risultato di un’ indagine condotta con 4.500 interviste da Pepe Research, tra ottobre e novembre 2024, nelle regioni del Sud (compreso Abruzzo e Molise) e delle isole. Il campione è rappresentativo della popolazione con più di 15 anni di età.I dati sulla lettura sono stati messi in relazione con alcuni altri raccolti su quelle che vengono definite «infrastrutture per la lettura»: presenza di biblioteche e librerie sul territorio, indici di assorbimento delle vendite di libri a stampa, numero di prestiti, presenza di biblioteche scolastiche, associazioni del Terzo Settore che organizzano iniziative di promozione della lettura.

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Partiamo dai lettori

La domanda posta è la seguente: «Pensando agli ultimi 12 mesi le è capitato di leggere nel suo tempo libero, almeno in parte, un libro, un e-book o di ascoltare un audiolibro di qualsiasi genere, non solo di narrativa (come un romanzo, un giallo, un fumetto, un fantasy...) ma anche un saggio, un manuale, una guida o un ricettario, non per la scuola o per il suo aggiornamento professionale? E se sì, più o meno quanti? Non consideri i libri per lo studio».

Dalle risposte è emerso che, tra Mezzogiorno e isole, i lettori rappresentano il 62% della popolazione; mentre nel Centro Nord tale percentuale sale al 77% e la media italiana è del 72%. Se poi valutiamo le singole regioni, in Campania i lettori sono pari al 64%, poco al disopra della media meridionale, seguita dalla Sardegna con il 63% nel 2024. La Sicilia è in coda alla classifica con il 60%. È consolante però apprendere che le fasce più giovani della popolazione del Sud leggono più libri, più e-book, e ascoltano più audiolibri.

Se poi consideriamo solo i libri a stampa, quelli cioè su carta, scopriamo che, a sorpresa, le percentuali scendono: i lettori meridionali rappresentano solo il 58%, quelli del Centro Nord scendono al 73% e infine i lettori italiani si fermano al 68%. Ma questi tassi, come è prevedibile, sono ancora più bassi a proposito della lettura di e-book: 25% Sud, 38% Centro Nord, 34% Italia.

Carenza di infrastrutture

Quali le cause di tali differenze? Una potremmo ritrovarla nella carenza di librerie nelle aree meridionali. Tra Sud e isole esiste una libreria per 20.880 abitanti, mentre nel Centro Nord sono 15.730 gli abitanti serviti da una libreria e in Italia in media ne sono 17.128. Una disparità davvero ampia, in altre parole, nel Meridione italiano che legge troppo poco, le librerie sono il 25% in meno in rapporto alla popolazione rispetto al Centro Norde le vendite di libri si arrestano sotto al 20% del totale nazionale. Ne è sfornita più di tutte le regioni, la Campania, dove una sola libreria serve un bacino di ben 26.460 abitanti.

Sorprende invece scoprire che per quanto riguarda la presenza di biblioteche, nelle regioni meridionali si registrino tassi simili a quelli delle altre macroaree: tra Sud e isole si contano 0,11 biblioteche per mille abitanti mentre la media italiana è di 0,12. Ma se poi andiamo a considerare i libri che vengono prestati (quindi quanto materialmente le biblioteche vengono frequentate e utilizzate) si scopre, nuovamente con delusione che al Sud vengono fatti 55 prestiti di libri per mille abitanti, mentre nel Centro Nord se ne fanno ben 741 e in Italia 511.

Anche nella partecipazione a spettacoli si registra una netta distanza tra Sud e il resto del Paese: nel 2023 al 22% di ingressi nel Mezzogiorno è corrisposto il 78% del Centro Nord, considerando Teatro di prosa, Teatro lirico, Balletto, Concerti di musica rock, pop e leggera, Concerti Jazz, Concerti di musicaclassica, Mostre. e alla spesa del 18% è corrisposta quella dell’82%: una forbice ancora più ampia.

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