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Giuseppe Biazzo: Cabina di Regia per le infrastrutture strategiche nel Lazio

Biazzo propone un'unità di missione per coordinare investimenti infrastrutturali nel Lazio, con focus su trasversali e collegamenti a Roma.

di Andrea Marini

Assemblea Generale 2025 di Unindustria . Intervento del presidente Giuseppe Biazzo  (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

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«Proponiamo al presidente della Regione, Francesco Rocca, di lanciare un’unità di missione dedicata alle infrastrutture. Una cabina di pilotaggio per le opere da completare e un piano di investimenti straordinario e coordinato per il Lazio per abbattere i tempi di percorrenza delle trasversali e verso Roma». I temi delle infrastrutture e delle semplificazioni sono stati alcuni dei punti forti della relazione del presidente di Unindustria Lazio, Giuseppe Biazzo, in occasione della assemblea della associazione ieri a Roma. Un evento a cui hanno partecipato 1.200 imprenditori e in cui hanno preso la parola anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Con la conclusione dei lavori affidata al presidente di Confindustria Emanuele Orsini.

Le infrastrutture prioritarie

Biazzo ha elencato le infrastrutture strategiche per la Regione: «La Frosinone-Latina, la Orte-Civitavecchia, la Salaria, la Cassia, la Roma-Latina, la Cisterna-Valmontone, la Sora-Cassino-Gaeta con il suo porto strategico, insieme alla Tav nel basso Lazio. Opere che devono essere in un unico masterplan. Rieti, Viterbo, Frosinone, Latina, Cassino, Aprilia e Civitavecchia devono essere raggiungibili tra loro con infrastrutture moderne e sicure ed essere collegate in 60 minuti a Roma».

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La Zona logistica semplificata

Il presidente ha dedicato molta attenzione alla Zona logistica semplificata (Zls) e al Consorzio industriale. Sulla Zls ha sottolineato: «Dopo un anno dalla proposta e l’accerchiamento del Lazio da regioni incluse nella Zes (Zona economica speciale) unica, non possiamo più aspettare oltre la sua approvazione. La Zls deve essere una prima risposta all’attenzione che meritano le aree industriali della regione».

Il Consorzio industriale del Lazio

Sul Consorzio industriale del Lazio, Biazzo ha detto: «Noi crediamo che debba diventare un vero abilitatore di sviluppo e includere altre importantissime aree come Civitavecchia, gran parte di Santa Palomba, l’area della Tiburtina a Roma e i poli del Viterbese. I 100 milioni stanziati dal Governo per le imprese nel perimetro consortile possono essere un importante punto di ripartenza. A maggior ragione adesso, però – ha sottolineato – abbiamo bisogno che la Regione dia al Consorzio un percorso chiaro sul nuovo assetto, sulla governance, sulle risorse e sulle competenze».

Le aperture del governatore Rocca

Sul punto, è stato lo stesso governatore Rocca a spiegare, dopo aver accolto «con favore la proposta di una regia sulla infrastrutture» proposta da Biazzo: «Abbiamo tolto la politica dalla governance del Consorzio - ha detto Rocca - mettendo un professore universitario che sta facendo un lavoro tecnico. Grazie a questo lavoro, abbiamo trovato altri 100 milioni, dati dal governo ai territori, che altrimenti non sarebbero arrivati. Ora è il momento di approfondire il tema e guardare a una robusta governance e non a una spartizione di poltrone». Aperture anche dal sindaco Gualtieri: «Siamo disponibili a conferire aree rilevanti. Naturalmente ci interessa che il consorzio industriale faccia delle cose utili, e che quindi si caratterizzi per una capacità operativa efficiente sul piano, non solo delle regole urbanistiche, ma anche dei servizi e del supporto effettivo alle imprese. Dall’altro, la governance deve essere adeguata alla presenza di Roma».

La transizione automobilistica

Un tema caldo è quello transizione dell’industria automobilistica, visto che nel Lazio ha un ruolo importante lo stabilimento Stellantis di Cassino: «Nessuno è contro l’elettrico, né tantomeno contro la riduzione delle emissioni. Ma non possiamo permetterci – ha detto Biazzo – per un ambientalismo dogmatico, di dissolvere un patrimonio così prezioso della nostra manifattura». Sul tema ha parlato anche il ministro Urso: «Finalmente abbiamo segnato un punto di svolta con un’alleanza, per alcuni insperata, con la Germania sul dossier centrale delle auto, prima tra le industrie europee e la più prossima al collasso produttivo e, purtroppo, occupazionale».

Economia in crescita

Il Lazio, ha ricordato Biazzo, «è la seconda regione d’Italia per Pil. L’export, nel primo semestre 2025, ha segnato +17% contro il 2% della media nazionale». Ha pesato certo il boom del farmaceutico, ma anche senza questo comparto il Lazio è la regione che più cresce (+7%) tra quelle italiane. Sicuramente un ruolo importante lo hanno avuto le risorse del Pnrr e del Giubileo 2025.

Le opportunità future

Sta poi andando avanti il disegno di legge che dovrebbe garantire più risorse a Roma. Senza dimenticare il «potenziamento dell’Aeroporto di Fiumicino, lo sviluppo commerciale del porto di Civitavecchia ed ai grandi progetti sui nodi ferroviari e logistici». E tra qualche anno ci sarà il Giubileo 2033 per il bimillenario della Redenzione di Cristo. Ulteriore occasioni per accelerare sulle infrastrutture e completare «i collegamenti tra le nostre province e i grandi corridoi della mobilità». Per Biazzo, insomma, il Lazio ha tutte le possibilità per diventare «una delle migliori regioni d’impresa europee».

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