Giubileo, Francesco ha aperto la Porta Santa: «Tante desolazioni, pensiamo ai bimbi mitragliati»
Prima del gesto dell’apertura della Porta Santa il Papa aveva recitato una preghiera dicendo: «Pellegrini nel mondo e testimoni di pace», «entriamo nel tempo della misericordia e del perdono»
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Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di San Pietro. Comincia così il Giubileo 2025 dedicato al tema della “speranza”. Prima del gesto dell’apertura della Porta Santa il Papa aveva recitato una preghiera dicendo: «Pellegrini nel mondo e testimoni di pace», «entriamo nel tempo della misericordia e del perdono, perché a ogni uomo e a ogni donna sia dischiusa la via della speranza che non delude». Il Papa è arrivato alla porta sulla sedia a rotelle.
Oltre trentamila fedeli in Vaticano
Diverse le autorità civili e militari presenti nella Basilica, tra cui la premier Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. I fedeli presenti nella basilica sono seimila. In Piazza San Pietro - riferiscono fonti vaticane - ci sono invece circa 25mila fedeli che seguono la celebrazione attraverso i maxischermi.
A San Pietro sono presenti delegazioni da tutto il mondo. Dopo Francesco, attraversano la Porta Santa i cardinali, i vescovi e alcuni rappresentanti del popolo di Dio provenienti dai cinque Continenti. Ci sono fedeli anche da Cina e dall’Iran.
Il Papa: alziamo la voce, la speranza non è quieto vivere
La speranza, tema del Giubileo 2025, «non tollera l’indolenza del sedentario e la pigrizia di chi si è sistemato nelle proprie comodità», «non ammette la falsa prudenza di chi non si sbilancia per paura di compromettersi e il calcolo di chi pensa solo a sé stesso; è incompatibile col quieto vivere di chi non alza la voce contro il male e contro le ingiustizie consumate sulla pelle dei più poveri»: lo ha detto il Papa nell’omelia aggiungendo che la speranza cristiana «esige da noi l’audacia di anticipare oggi questa promessa, attraverso la nostra responsabilità e la nostra compassione».
«Ce ne sono tante di desolazioni in questo mondo, pensiamo alle guerre, ai bambini mitragliati, alle bombe sulle scuole e sugli ospedali» ha detto ancora il Papa nell’omelia della messa di Natale.







