Giù nel profondo: idee hi-tech per far durare l’estate il più a lungo possibile
Raggiungere la barriera corallina comodamente seduti e all’asciutto, misurare, prima di tuffarsi, la qualità delle acque oppure volarci sopra con un foil.
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Vent’anni fa l’imprenditore olandese Bert Houtman decise di dotare il suo yacht di un sottomarino. Realizzare il desiderio sembrava relativamente a portata di mano per chi aveva disponibilità economica, invece presto si rese conto che era pressoché impossibile acquistare sottomarini. In molti avrebbero desistito dal sogno ispirato all’esploratore Cousteau, ma non Houtman, che scelse una strada più ambiziosa: fondò un’azienda, U-Boat Worx, e cominciò a disegnare, costruire e vendere sottomarini.
I primi modelli erano progettati per le navi da crociera e i superyacht lunghi oltre 80 metri, mentre il modello Nemo è una navicella più compatta per yacht di dimensioni ridotte (oltre i 30 metri) e ha la capacità di immergersi fino a 100 metri, la stessa profondità che raggiungono i subacquei esperti in immersioni tecniche. Nemo è performante su molti fronti, ma due sono particolarmente rilevanti: è l’unico sottomarino prodotto in serie (gli altri sono su ordinazione) e con i suoi 2.500 chili è il sottomarino due posti più leggero che ci sia per queste profondità.
Lo svantaggio di aver avviato l’attività nei Paesi Bassi è che i fondali sono poco profondi, la visibilità scarsa e le correnti forti. Ecco perché U-Boat Worx ha aperto il suo Sub Center a Curaçao nei Caraibi, dove certifica le sue navicelle e addestra gli acquirenti: chi compra un Nemo, infatti, ha un corso di 14 giorni a Willemstad o in un’altra località a sua scelta incluso nel prezzo. «Nemo è molto intuitivo», dice Roy Heijdra di U-Boat Worx. «È stato progettato per essere usato nel modo più facile. Gran parte del corso riguarda la sicurezza».
È evidente dai filmati realizzati a bordo che immergersi ed esplorare le barriere coralline di Curaçao, comodamente seduti mentre si ascolta buona musica, dev’essere un’esperienza abbastanza magica. «La nostra missione è rendere accessibile il mondo subacqueo, e i sottomarini ora sono molto meno costosi», prosegue Heijdra. «Siamo ancora lontani dal prezzo di un’automobile, ma da qualche parte bisognava pur cominciare!».
NON SOLO ELETTRICO Il tema dell’autonomia e la carenza di punti di ricarica ha rallentato l’adozione dell’elettrico sulle imbarcazioni. L’azienda francese BlueNav incoraggia la transizione con il motore BlueSpin per una barca ibrida che può passare, quando serve, dalla trazione a combustione a quella elettrica. Le manovre nel porto, la pesca, la navigazione a velocità costante e anche l’osservazione delle balene, per esempio, sono attività praticabili con il motore elettrico, avendo a disposizione quello a combustione quando serve più velocità e le distanze aumentano. La versione da 15 kilowatt è per le barche sui 15 metri, quella da 8 kilowatt, fino a 12 metri. bluenav.com, da 10.600 €.












