Giù per il terzo mese i prezzi alla produzione
di Luca Orlando
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Il rapporto è uno a dieci. Uno sguardo alla curva dei prezzi offre uno spaccato immediato della straordinarietà della fase che stiamo attraversando: in soli 12 mesi la crescita tendenziale dei prezzi alla produzione è passata da un drammatico +36,9% di marzo 2022 ad un più “umano” +3,8% dell’ultima rilevazione Istat.
La discesa dei prezzi dell’energia continua a riverberarsi a valle sulle filiere produttive, producendo il terzo calo consecutivo mensile dei prezzi: frenata dell’1,5% legata proprio a gas, energia elettrica e petrolio, mentre per la manifattura la discesa è limitata allo 0,1%, replicando comunque il dato di febbraio.
L’indice si riporta così su livelli che non si vedevano da giugno-luglio 2022 mentre la crescita tendenziale del 3,8% è la più bassa da marzo 2021, quando il progresso fu del 2,1%.
Discesa che origina dunque dall’energia e che inizia lentamente a tracimare nell’industria, a partire dai beni intermedi, primo anello della catena di scambio dopo le materie prime. Qui in effetti la discesa mensile è la più consistente (-0,4%), mentre beni di consumo e strumentali sono ancora in progresso.
Se il calo mensile è ormai non più una novità (si tratta del terzo mese consecutivo), Istat rimarca giustamente il cambio di passo di alcuni settori su base annua: in particolare, per la metallurgia + prodotti in metallo si vede per la prima volta dopo oltre due anni un segno meno.









