Giù i fatturati e lavoro a rischio, effetto covid sulla Valle d’Aosta
Quasi un terzo delle imprese denuncia un calo del giro d'affari compreso tra il 33 e il 70%. Il 40,5% delle aziende prevede una riduzione dell'occupazione nel primo semestre di quest'anno
di Carlo Andrea Finotto
3' di lettura
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È un quadro dalle tinte caravaggesche quello dipinto dalla Chambre Valdôtaine (Camera di commercio valdostana) per ritrarre la situazione delle imprese della regione nel – primo – anno di coronavirus: molte ombre ma, anche, qualche lampo di luce forse inatteso.
Dal “Sondaggio alle imprese valdostane sull’impatto della pandemia sul sistema economico regionale” emergono criticità tanto prevedibili quanto importanti, quali gli effetti negativi sull’occupazione denunciati da circa il 40% delle aziende intervistate, il massiccio ricorso ai ristori (ampiamente sopra il 70%), problemi di liquidità proporzionali alle classi dimensionali delle attività, cali di fatturato sino al 90% per alcune realtà del settore turistico.
Proprio i dati relativi al fatturato nascondono, tuttavia, anche una delle luci che emergono dallo studio: per oltre un quinto delle imprese intervistate non è diminuito (per il 13,9% del totale) o è addirittura aumentato (8,3% delle imprese). In valore assoluto si tratta di un risultato positivo per 794 aziende.
A rendere significativo il sondaggio e quanto emerge dalla sua analisi sono proprio i numeri illustrati dalla Chambre Valdôtaine: «I questionari utili risultano essere 3.572 che, su una popolazione di 12.212 imprese registrate, rappresentano il 29,2%, un campione sicuramente rappresentativo ai fini statistici e ancora più rappresentativo (32,9% quindi un terzo) se rapportato alle 10.858 imprese registrate attive».
Tornando al capitolo sul fatturato, i grafici rivelano però l’impatto di lockdown e covid in tutta la sua gravità: in generale, il 31,6% del campione di imprese ha denunciato cali compresi tra il 33% e il 70%, un altro 27,3% ha registrato una riduzione fino al 32%, mentre la quota di imprese più in sofferenza, con crolli dal 71 a oltre il 90%, è pur sempre dell’8,6% (pari a 306 aziende).

