L’analisi nel dettaglio rivela le situazioni più complesse: «I settori maggiormente colpiti – si legge nello studio – sono il turismo (il 92,5% delle imprese del comparto ha subito un calo), il commercio e i pubblici esercizi (l’80,5%) e i trasporti (il 78% delle imprese ha subito un calo di fatturato e per il 34% di queste il calo è stato di oltre il 70%). Una maggiore tenuta rivela l’analisi – ha caratterizzato invece le Costruzioni (il calo ha riguardato “solo” il 53,8% delle imprese), i servizi alle imprese (riduzioni per il 55,3% del comparto) e le Attività manifatturiere (65,1%)».
Scorrendo i dati si scopre inoltre che nel turismo circa il 70% delle imprese ha registrato cali di fatturato dal 33% fino a oltre il 90%.
L’analisi del sondaggio fotografa poi le dimaniche del risultato d’esercizio, dove, a livello generale, si nota un netto peggioramento tra il 2019 e il 2020. Se nel primo caso la stragrande maggioranza delle imprese (2.659) segnalava una chiusura in utile, nel secondo si verifica il sorpasso da parte di quelle realtà che invece denunciano una perdita: 1.635 imprese contro 1.559. In particolare, la quota maggiore di chi archivia una perdita riguarda il settore del turismo (71,9%), quello del commercio (57,4%) e i trasporti (53,8%).
Una delle ripercussioni possibili di un simile scenario è quella sul lavoro: come detto, il 40,5% delle imprese ha previsto una riduzione dell’occupazione nel primo semestre 2021, in particolare per quanto riguarda proprio il settore turistico, oltre che quelli del commercio e dei trasporti. Inoltre, le previsioni più negative arrivano dalle realtà di dimensioni inferiori. Analogamente, sono state sempre le imprese con minor numero di addetti a beneficiare maggiormente dei ristori messi in campo dal governo nel corso del 2020.
La dimensione ridotta di una buona parte del campione di imprese coinvolte dal sondaggio spiega, almeno in parte, anche il fatto che per quasi il 74% del totale le esigenze di liquidità siano comprese tra i 10mila e i 25mila euro; un’esigenza che aumenta progressivamente in rapporto alla classe dimensionale e, nella fascia più elevata, oltre i 100mila euro, riguarda in particolare due settori: quello dei trasporti(problema segnalato dal 15,1% delle imprese) e delle attività manifatturiere (l’esigenza è evidenziata dal 12,2% delle imprese).