La Design Week continuerà anche quest’anno la sua diffusione su un numero crescente di quartieri?
Il coinvolgimento anche delle aree più periferiche della città è un elemento per noi prioritario, funzionale non solo al disegno complessivo di riqualificazione di queste zone, ma anche a dirigere i flussi turistici verso luoghi meno scontati e battuti. Quest’anno i quartieri coinvolti saranno 18: si confermano le zone storiche del design, quindi Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale e Tortona. Tornano Porta Venezia e Zona Monumentale, nate lo scorso anno, e si aggiungono il quartiere Sarpi e diverse zone che ospiteranno alcuni eventi: Castello, Porta Romana, Stazione Centrale, San Vittore, Quadrilatero della Moda, Bocconi, Navigli, Nolo, Crescenzago e Barona.
Riproporrete come lo scorso anno l’apertura di edifici comunali dismessi?
Sì, ci sono due progetti molto belli: l’ex Casa dell’Acqua di via Giacosa, all’interno del Parco Trotter, dove un allestimenti immersivo affronterà il tema della risorsa idrica e valorizzerà i locali dello storico edificio degli anni ’20. Inoltre, alcuni spazi commerciali a Cimiano e Niguarda saranno rigenerati per esporre i progetti di giovani designer e, al termine della manifestazione, saranno messi a bando per ospitare negozi di vicinato.
Ha parlato di giovani: c’è qualche progetto in particolare rivolto a loro?