Secondo l’ultimo rapporto Adepp disponibile, relativo al 2022 (dati al 31 dicembre 2021), la fascia di iscritti con età compresa tra i 40 e i 50 anni, nel 2005 rappresentava il 31,2% del totale ma nel 2021 si è ridotta al 26,9%; invece quella tra i 50 e i 60 anni è passata, nello stesso periodo, dal 18% al 25,6 per cento.
Se si guarda agli under 40, questi nel 2005 rappresentavano il 41% degli iscritti alle Casse. «Tale quota - si legge nel rapporto - è scesa costantemente negli anni arrivando a circa 28,2 punti percentuali nel 2021». Le ragioni? Molteplici. L’Adepp evidenzia che si lavora più a lungo, anche per effetto dell’innalzamento dell’età pensionabile nelle Casse di previdenza privata, dove tra l’altro registrano molti pensionati attivi. Ci sono poi l’invecchiamento generale della popolazione e il calo degli iscritti all’università tra il 2005-2013.
In linea generale il sistema delle professioni e della previdenza privata, che va dai commercialisti agli ingegneri, dai medici ai notai, ed è dunque molto diversificato sia per quanto riguarda le modalità di formazione (a numero chiuso per i medici, ad esempio) e di selezione (a numero predeterminato per i notai, per esempio) sia per quanto riguarda le modalità di esercizio dell’oggetto professionale (con riserve ed esclusive più o meno in condivisione con altre categorie o solo con “attività tipiche” oltre a quelle libere) dovrebbe fare i conti con il dato delle uscite maggiore rispetto a quello dei nuovi ingressi. Gli iscritti Adepp contribuenti attivi nel 2021 erano 1.590.657 (1.581.75 nel 2020) e i pensionati erano 108.617 (98.175).
Se il punto di vista si sposta sugli iscritti all’Albo, può essere significativo fare riferimento al Rapporto 2023 sui dottori commercialisti e gli esperti contabili, diffuso all’inizio di maggio dal Consiglio nazionale e curato dalla Fondazione studi.
Nel 2022 gli iscritti all’Albo dei commercialisti sono rimasti stabili sopra 120mila unità. A essere particolarmente allarmante è il dato degli iscritti nel Registro dei praticanti, diminuiti dell’8,4%, portandosi a fine 2022 a 12.781 unità (- 1.173 candidati). Nella presentazione del Rapporto si rimarca che «Il 2022 segna, per la prima volta, una crescita zero degli iscritti all’Albo, dopo la leggera ripresa del biennio pandemico (2020 e 2021), in linea con il rallentamento della crescita in atto dal 2016». Il calo degli iscritti all’Albo interessa maggiormente il Sud. Un elemento, pur nei numeri contenuti, va segnalato: gli iscritti alla sezione B, quella degli esperti contabili (che richiede il titolo di laurea triennale, oltre al tirocinio), aumenta del 9,5%, mentre gli iscritti nella sezione A, commercialisti (titolo di studio la laurea specialistica, oltre al tirocinio), sono diminuiti dello 0,2 per cento.