Sviluppo rurale

Giovani, innovazione e agricoltura biologica: la spesa dei fondi Ue misura per misura

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Con un budget di oltre 2,9 miliardi tra fondi europei e cofinanziamento statale e regionale, il Programma di sviluppo rurale della Sicilia 2014-2022 è, a livello nazionale, il più importante dal punto di vista della dotazione finanziaria e dell’articolazione attuativa, essendo suddiviso in 18 misure, 49 sotto-misure 23 operazioni. A fronte di ciò l’amministrazione regionale ha puntato soprattutto su alcune leve strategiche principali: l’agricoltura biologica, i giovani, l’innovazione e l’eccellenza di qualità delle produzioni. Per tale ragione sulle misure che intercettano tali direttrici di sviluppo la Regione Siciliana ha deciso di appostare la gran parte delle risorse. A ciò si è aggiunto, recentemente, l’inserimento di un importante intervento di riprogrammazione per attivare il sostegno alle imprese in difficoltà rispetto alla crisi congiunturale dovuta alla severa siccità che ha caratterizzato soprattutto il secondo semestre 2023 e tutto il 2024. Ciò sia in termini prevenzione (attraverso la sottomisura 5.1) che di ristoro attraverso la nuova misura 23, in corso di implementazione.

Un elevato impegno tecnico e finanziario è quindi innanzitutto stato posto, come detto, nei confronti dell’agricoltura biologica, puntando in tal modo, con circa 300 mila ettari di coltivazioni già gestite in regime biologico, a consolidare e superare l’importante target del 25% di Sau (Superficie agricola utilizzata) che l’Unione europea si è prefissato, finanziando così in maniera determinata le politiche di sostegno ai metodi agronomici più puliti, e quindi alle produzioni di maggiore qualità globale. Accanto a ciò, è stato anche destinato un sostegno significativo ai metodi integrati che prevedono un basso impiego di fertilizzanti e acqua irrigua. Cò è possibile anche grazie alla disponibilità di diffuse professionalità specifiche e di servizi tecnici specialistici, quali ad esempio il Sias (Servizio informativo agrometeorologico siciliano) del dipartimento regionale Agricoltura, che supportano gli imprenditori agricoli nelle scelte aziendali più rispettose dell’ambiente e della salute umana, attraverso l’adozione delle più razionali e moderne tecniche colturali.

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IL DOCUMENTO

Rapporto sullo sviluppo rurale in Sicilia

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Accanto a tale primo importante elemento strategico, l’altro punto di forza su cui si è guardato strategicamente è il mondo dei giovani in agricoltura, con circa 2mila nuovi imprenditori dai 18 ai 40 anni insediati nelle aziende agricole, grazie all’elevato volume di risorse destinato al rinnovamento dell’imprenditoria giovanile agricola associato al miglioramento delle strutture aziendali, attraverso l’attuazione del “pacchetto giovani”, agganciato alla sottomisura 4.1 e all’operazione 6.4.a.

La Sicilia ha però anche individuato un altro elemento prioritario di azione nelle aree rurali più deboli, spesso le più interne e montane, appostando risorse importanti per continuare a sostenere le zone svantaggiate e a migliorare le infrastrutture viarie. Ciò è legato prevalentemente al comparto zootecnico, cui si è prestata, più di prima, la dovuta e giusta attenzione. A dimostrazione di ciò vi è stato, peraltro, l’intervento a favore delle tecniche di gestione aziendale che riguardano il benessere degli allevamenti, per la prima volta finanziate nel 2022 nell’ambito della misura 14, la cui attuazione operativa ha dato buoni riscontri sul territorio. Gli interventi a sostegno degli allevamenti, applicati in Sicilia soprattutto attraverso il finanziamento selettivo verso tale comparto diffuso nelle aree svantaggiate, e i pagamenti che incentivano l’adozione di tecniche che migliorano il benessere animale, consentono così di premiare l’elevata qualità delle produzioni zootecniche regionali. Ciò spinge ad aumentarne ulteriormente il pregio e il valore aggiunto, perché ottenute in aree rurali salubri, con metodi poco intensivi, nel rispetto di elevati standard etici e sanitari per gli animali allevati.

Ultimo, ma non per importanza e anzi certamente di grande valore strategico, è stato anche il sostegno a tutti gli interventi che oggi fanno riferimento al cosiddetto approccio Akis (Agricultural Knowledge and Innovation System) riguardante la ricerca, l’innovazione, la formazione e la consulenza aziendale. Su tali tipologie di intervento, soprattutto attraverso le sottomisure 16.1 e 16.2 del Programma, si sono sostenuti i progetti di trasferimento delle innovazioni nel mondo agricolo e rurale, con l’obiettivo di rafforzare ancor più le filiere che garantiscono una crescita tecnico-economica fondata sempre più sulle eccellenze produttive, che per la Sicilia costituiscono, oggi più che mai, la vera leva primaria di competitività internazionale.

Se quanto finora detto costituisce, in grande sintesi, l’architettura strategica del Psr siciliano, sul versante dell’avanzamento procedurale e finanziario si registra l’importante balzo in avanti fatto nell’ultimo anno, con una spesa certificata superiore a 2,45 miliardi di euro (circa l’85% della dotazione), ben maggiore (di 55 milioni di euro) del valore target n+3 (la regola secondo cui i fondi europei vanno spesi entro tre anni dallo stanziamento) previsto per l’anno 2024. Tali risultati hanno consentito alla Sicilia di recuperare anche sul versante delle performance finanziarie, agganciando largamente i valori medi nazionali. Ciò assume maggiore significato per un Programma “ricco” e impegnativo e se si tiene conto delle difficili situazioni congiunturali in cui il mondo imprenditoriale regionale si è recentemente ritrovato, a causa della severa crisi idrica che ha segnato le ultime due campagne agrarie.

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