Prevenzione

Giornata mondiale del rene: screening e visite gratuite in tutta Italia

Creatininemia ed esame delle urine sono analisi semplici, poco costose e non invasive che possono identificare la malattia quando ancora è gestibile

di Ernesto Diffidenti

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In occasione della Giornata mondiale del rene che quest’anno si celebra il 12 marzo sarà possibile effettuare screening gratuiti su tutto il territorio per individuare la malattia renale cronica (MRC). Una patologia insidiosa perché silente: i pazienti non avvertono alcun sintomo nelle fasi iniziali della malattia, finché non si manifesta in forma grave, mettendo a rischio la vita stessa.

Gli screening gratuiti saranno accessibili a tutti: nelle piazze, nei centri commerciali, negli studi dei medici di medicina generale, nelle farmacie. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione italiana del rene (FIR) e dalla Società italiana di nefrologia (SIN), mira a facilitare la diagnosi precoce della MRC assicurando interventi tempestivi, in grado di rallentare il ricorso alle terapie sostitutive – dialisi e trapianto – anche di oltre 25 anni.

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Porte aperte in nefrologia

Per lo screening servono semplici esami, poco costosi e non invasivi: creatininemia ed esame delle urine che possono identificare il problema quando ancora è gestibile, permettendo interventi terapeutici che rallentano significativamente la progressione della malattia.

Attraverso l’iniziativa “Porte Aperte in Nefrologia”, inoltre, i centri di nefrologia e dialisi di tutta Italia offriranno visite specialistiche gratuite, misurazione della pressione arteriosa ed esame delle urine. Inoltre, la campagna di sensibilizzazione raggiunge le scuole, con attività informative sui ragazzi, perché la prevenzione della salute renale inizia dalla consapevolezza.

“Lo screening è particolarmente cruciale per coloro che vivono condizioni di svantaggio socioeconomico, proprio perché la MRC colpisce in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili - sottolinea Luca De Nicola, presidente della Società italiana di nefrologia e professore ordinario, Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli -. Infatti, i programmi comunitari di screening hanno dimostrato di aumentare significativamente l’accesso alle cure nelle comunità svantaggiate – un principio che guida l’intera iniziativa per la Giornata. Non solo. È fondamentale intervenire in fase precoce di malattia affinché le opzioni terapeutiche oggi disponibili siano davvero efficaci e limitino la necessità di ricorrere all’emodialisi, terapia gravata da molteplici complicanze, ridotta qualità di vita e costi elevati per il SSN”.

La possibile svolta della dialisi peritoneale

Parallelamente, la comunità scientifica nefrologica annuncia un momento di confronto cruciale sul futuro dei trattamenti per i pazienti negli stadi avanzati di Malattia Renale Cronica. In occasione della Giornata Mondiale del Rene, si tengono domani a Roma gli “Stati Generali della Dialisi Peritoneale”, un evento che il 12 marzo riunisce i principali attori del sistema sanitario italiano - clinici, istituzioni, associazioni di pazienti e rappresentanti delle regioni - per discutere il ruolo e le prospettive di questa terapia domiciliare che, sebbene dimostri grande efficacia e garantisca una buona qualità di vita, con risparmio di costi, è tuttora sottoutilizzata nel nostro Paese.

La dialisi peritoneale emerge dalle evidenze scientifiche come un trattamento che va ben oltre la semplice efficacia clinica: è una scelta che cambia la vita dei pazienti, garantendo loro autonomia, continuità nel lavoro e negli affetti, e la possibilità di integrare il trattamento nella propria quotidianità senza le interruzioni imposte dalla dialisi ospedaliera. Ma non solo per i pazienti: è anche la scelta più sostenibile per il pianeta e la più conveniente per il sistema sanitario nazionale.

“Il dialogo che abbiamo già avviato con le Istituzioni e che trova un momento pubblico di confronto rappresenta un passo fondamentale nel cambio di paradigma che vogliamo promuovere”, afferma De Nicola, Presidente SIN. “L’obiettivo è chiaro: accelerare l’implementazione della dialisi peritoneale nelle diverse regioni italiane, allineandosi ai paesi europei ed extraeuropei più avanzati e garantendo a ogni paziente la migliore terapia disponibile”.

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